Le anticipazioni regionali delle Tre Foglie della guida Oli d’Italia 2020 arrivano nelle Marche: una campagna olearia dalle grandi conferme.
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Straordinaria terra dove montagna, collina e mare si intrecciano in un equilibrio di rara bellezza, le Marche vedono anno dopo anno incrementare la qualità degli oli presentati, tra conferme eccellenti, come in questa annata, e interessanti realtà emergenti.

Un uliveto nelle Marche

La campagna olearia

Se si parte dal Nord, le Marche sono la prima regione dove poter riscontrare un segno positivo in fatto di produzione (+10% circa). Anche qui le bizzarrie del clima primaverile si sono fatte sentire e, soprattutto nelle zone interne dove le temperature sono scese fino a 5 gradi, hanno provocato qualche ritardo nella fioritura di alcune varietà come Leccino e Frantoio. La tendenza che si sta riscontrando da alcuni anni a questa parte è che, ormai, gli olivicoltori più appassionati hanno cominciato a realizzare sia ottimi blend raccontando in chiave moderna la tradizione olivicola secolare della regione, ma anche interessantissimi oli monovarietali che rappresentano la nuova avanguardia di questo territorio. Questo permette in primis di valorizzare e poter apprezzare cultivar autoctone come l’Ascolana e la Raggia, la prima con sentori vegetali legati al pomodoro l’altra con un carattere decisamente erbaceo e amaro, che permettono di essere abbinate in cucina con una bella gamma di ricette della tradizione regionale e non.

La tenuta di Conventino, nelle Marche

Le Tre Foglie

Ci sono state grandi conferme quest’anno per quanto riguarda la vetta della produzione marchigiana. Gli oli che, infatti, si sono aggiudicati i punteggi più alti vengono da realtà che stanno tracciando la retta via dell’olivicoltura regionale, sia dal punto di vista di cura dell’oliveto che da quello dell’estrazione. Un esempio di gran cura dell’oliveto e dei suoi frutti è quello di Massimo Mosconi, medico nella vita, ma anche grande appassionato di olio e ulivi, che segue con cura maniacale. Il suo Opus, blend di Ascolana Tenera e Raggiola, quest’anno ci ha stupiti per la straordinaria eleganza e nitidezza nei sentori di foglia di pomodoro, erbe aromatiche, fiori e mela. Non da meno il Frà Bernardo de Il Conventino di Monteciccardo, un monocultivar di Ascolana Tenera che ormai da molti anni si conferma come modello per chi vuole lavorare bene questa varietà. Questa azienda infatti è una di quelle che possiamo definire “apripista” per quanto riguarda il panorama produttivo regionale d’avanguardia. Una realtà giovane quella della famiglia Marcantoni che deve il suo successo all’ostinazione e alla rara precisione e dedizione con cui opera in frantoio. Un altro monovarietale di Ascolana Tenera che ci colpisce anno dopo anno per la sua estrema freschezza ed eleganza è quello di Gianluca Mirizzi dell’azienda Montecappone. La sua è una realtà presente a Jesi dal 1968 e da sempre legata alla produzione di vino e in particolare il Verdicchio (di cui è uno dei migliori rappresentanti), ma la stessa passione che ha messo nella vite la ritroviamo nella produzione di questo olio dalle note verdi di pomodoro ed erbe aromatiche. A queste produzioni di eccellenza si aggiunge quella della famiglia Pacioni, olivicoltori e frantoiani da generazioni con il pallino della qualità a tutti i costi, tanto da raggiungere sempre i punteggi più alti. Quest’anno abbiamo apprezzato il Gocce di Frantoio, un monocultivar di Raggia che si rivela ogni anno tra le migliori espressioni di questa varietà.

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  • Massimo Mosconi Emozioneolio – Opus | emozioneolio.com
  • Il Conventino di Monteciccardo – Frà Bernardo Monocultivar Ascolana Tenera Bio | conventinomonteciccardo.bio
  • Montecappone – Monocultivar Ascolana Tenera | montecappone.com
  • Barbara Pacioni – Gocce di Frantoio Monocultivar Raggia Bio | ilfrantoiodelpiceno.it

 

a cura di Indra Galbo