Dallo scorso 15 novembre, e fino al 28 del mese, è possibile presentare domanda per accedere al credito a fondo perduto stanziato dal Fondo Ristorazione. Il Mipaaf risponde alle domande più frequenti sulla compilazione della richiesta.
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Cos’è il Fondo Ristorazione

Tra gli aiuti messi in campo dal governo per sostenere il settore della ristorazione, ammonta a 600 milioni di euro la cifra del Fondo Ristorazione. Come già detto, il pacchetto istituisce un sostegno a fondo perduto che premia le attività impegnate a valorizzare il made in Italy agroalimentare, ribadendo l’importanza di salvaguardare l’intero tessuto produttivo che alimenta il comparto. Dopo il via libera sancito lo scorso 16 ottobre, da qualche giorno è attivo il portale online predisposto dal Mipaaf insieme a Poste Italiane per inviare le richieste di accesso al credito (che possono essere presentate anche presso Ufficio Postale) , di cui – ricordiamolo – possono usufruire non solo bar e ristoranti, ma anche agriturismi, ristoranti d’albergo, mense e imprese di banqueting, purché siano in grado di certificare l’acquisto di prodotti agroalimentari made in Italy “di alta qualità”, inclusi quelli vitivinicoli, con priorità accordata a Dop e Igp e ai prodotti a rischio spreco alimentare. Sono già migliaia le richieste giunte al portare Fondo Ristorazione.it (c’è tempo per presentare domanda fino al 28 novembre), e il Mipaaf ha deciso di pubblicare una lista di faq utili per rendere chiaro, semplice e immediato l’utilizzo del fondo. Riportiamo qui i dubbi (e le risposte) più comuni.

Chi può richiedere il contributo?

Possono accedere al contributo le imprese con codice ATECO prevalente definito dal Decreto Ministeriale dichiaranti che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019. Questo criterio non si applica alle aziende che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019. Ogni imprese richiedente, associata a una partita Iva, può presentare solo una domanda. Quindi, anche nel caso si amministrino più unità locali le fatture delle attività devono essere caricate sulla stessa domanda (e il totale non può eccedere il rimborso massimo previsto)

Quali sono gli acquisti per cui può essere richiesto il contributo?

Il contributo è riconosciuto per gli acquisti, effettuati dopo il 14 agosto 2020 e comprovati da idonea documentazione fiscale, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli (e birra o prodotti alcolici diversi), anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Per prodotti di filiere alimentari si intendono anche i prodotti della pesca e dell’acquacoltura. I richiedenti dovranno dimostrare l’acquisto di almeno tre prodotti appartenenti a categorie merceologiche diverse. Il principale dei tre prodotti non potrà superare il 50% della spesa totale a fronte della quale si richiede contributo (quindi mai superiore a 5mila euro, su un totale massimo di 10mila). La tabella prodotti compilata dal Mipaaf aiuta i richiedenti a individuare i codici da utilizzare in fase di compilazione della domanda: i codici preceduti dalla sigla RS sono quelli relativi ai prodotti a rischio spreco alimentare, che hanno priorità, come Dop e Igp.

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Importo del contributo

Il contributo va da un minimo di 1000 a un massimo di 10mila euro, Iva esclusa. Se le richieste saranno superiori alle risorse stanziate, queste saranno distribuite fra i richiedenti in misura percentualmente proporzionale.

Quali informazioni è necessario presentare nella domanda?

Il modulo si compone di quattro sezioni: dati identificativi dell’impresa e anagrafici del rappresentante legale; perdita di fatturato; prodotti acquistati (con l’indicazione degli importi relativi alla spesa, da indicare senza Iva); sottoscrizione dichiarazioni (tramite autocertificazione). Sul portale sono pubblicate nel dettaglio le istruzioni per la compilazione. Per presentare la domanda è richiesto un contributo spese di 30 euro, da corrispondere tramite pagamento online all’atto dell’invio della pratica tramite portale, o con bollettino bianco in caso di presentazione all’ufficio postale.

Come viene erogato il rimborso?

Il rimborso sarà erogato con un anticipo del 90% e il saldo del 10% dopo aver presentato le quietanze di pagamento.

Quando vanno presentate le quietanze?

La Dichiarazione di pagamento tracciabile o Modulo di Quietanza deve essere presentata o contestualmente alla presentazione della domanda o, al massimo, entro 15 giorni dall’anticipo, pari al 90% del contributo richiesto. Per quietanza s’intende l’evidenza che il creditore rilascia al debitore circa l’avvenuto pagamento della fattura. È possibile anche allegare fatture pagate in contanti, purché di importo non superiore a 2mila euro come previsto dalla normativa vigente sulla tracciabilità dei pagamenti e solo se le fatture sono presentate già quietanzate in fase di presentazione della domanda. Sono ammesse anche le fatture ricevute dopo il 15 novembre e fino al 28 novembre, anche se non già quietanzate.

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Come sapere a che punto è la pratica?

Per le imprese richiedenti che hanno effettuato la domanda on line sarà possibile consultare l’aggiornamento della pratica direttamente sul Portale. Per tutte le imprese richiedenti sarà comunque disponibile un canale telefonico dedicato (numero verde 800.122.160, gratuito da rete fissa e mobile, disponibile dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20), con scelta IVR. In questo caso il richiedente dovrà identificarsi con l’ID Pratica.

Si può annullare una richiesta di contributo già inoltrata?

È possibile prima della spedizione del plico da Ufficio Postale. Non è possibile annullare le domande presentate tramite portale web. Ma si può rinunciare alla domanda di contributo inviando una comunicazione all’indirizzo PEC [email protected]. In questo caso non sarà possibile presentare una nuova domanda, né si avrà diritto al rimborso dei 30 euro di contributo spese.

Per ulteriori informazioni www.portaleristorazione.it