Consumi e stili di vita degli italiani nell’ultimo anno sono fotografati dal Rapporto Coop, che per il 2019 evidenzia dati contrastanti. Da un lato una nuova sensibilità ecologista, dall’altra preferenza per la carne e i cibi pronti. Mentre cala il consumo di bibite gassate.
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Il rapporto su consumi a tavola e stili di vita in Italia

Ogni anno, il Rapporto Coop fotografa i consumi e gli stili di vita degli italiani nel quadro economico e sociale del presente. Registrando così anche le incertezze dovute alla contrazione del reddito procapite, all’insicurezza sociale e politica. E infatti, secondo il rapporto, l’italiano medio risulta essere più pessimista dei suoi vicini europei; ma anche più consapevole dell’emergenza climatica, tanto da mettere in pratica una serie di buone abitudini green, dall’attenzione crescente per la raccolta differenziata all’acquisto di prodotti green, all’utilizzo di elettrodomestici a basso impatto energetico. E questo si riflette anche sulla dieta. Il Rapporto stilato dall’Ufficio studi Ancc-Coop dedica ampio spazio alle abitudini alimentari degli italiani. Che nel 2019 solo riassunte nella formula “veloce, proteico e sostenibile”.

Veloce, pratico, sostenibile. Il cibo per gli italiani

Dunque, mentre il 68% degli italiani si ritiene favorevole ad aumentare il prezzo di prodotti confezionati in plastica monouso per disincentivarne l’acquisto, al contempo le preferenze a tavola sembrano orientarsi verso alimenti poco sostenibili, con il consumo procapite di carne che cresce del 3,5% rispetto all’anno precedente (il merito spetterebbe anche al dilagare delle diete iper-proteiche); mentre diminuisce l’appeal dei sostituti vegetali (-5%), che pure, a livello globale, vivono un momento d’oro. Questo, però, non significa disinteressarsi alla qualità del cibo che portiamo in tavola. Anzi, mentre aumenta la richiesta di informazioni che possano accertare la qualità del prodotto, è sempre più ricercato il 100% made in Italy, con indicazione d’origine in etichetta. Ma il Rapporto restituisce anche dati contrastanti: da un lato, scende il consumo di bibite gassate – dunque lo spauracchio della sugar tax potrebbe fare meno danni del previsto – a vantaggio delle acque aromatizzate; e pure la spesa riservata al fresco, verdure in testa, è in ascesa (+8%).

Consumi alimentari in Italia nel 2019: viva i cibi pronti, si cucina sempre meno

Dall’altro, però, anche il Rapporto conferma una tendenza già emersa da precedenti indagini di mercato: sempre più italiani scelgono piatti pronti e instant food da supermercato (+9,3%). E nella stessa direzione si muovono l’aumento netto dell’utilizzo di servizi di food delivery (il 26% degli italiani ne fanno uso costante) e la crescita della spesa per la ristorazione extradomestica (che non significa, però, riempire i ristoranti, dal momento che i consumi di questo segmento sono concentrati tra colazione e spuntini veloci). Quel che è certo è che stare ai fornelli, nella cucina di casa, non è più un’abitudine trasversale e, in media, sono appena 37 i minuti dedicati quotidianamente a cucinare. E nel calderone del cibo pronto, è sempre il sushi a conquistare lo scettro: ben il 42% degli italiani si dichiara abituée del genere, e lo acquista nei corner dedicati dei supermercati.

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Bene spumanti, prosecco e birra

Per quanto riguarda il vino, sono le bollicine italiane – prosecco e spumante – a guidare la carica. Ma anche il consumo di birra aumenta, con 7 milioni di ettolitri già acquistati nei primi 6 mesi del 2019. Su tutte queste considerazioni, però, continua a pesare il divario di consumi tra Nord e Sud della Penisola: a 10mila euro si attesta il differenziale di spesa annuale tra Nord-Ovest e Sud Italia, con potere d’acquisto che avvantaggia soprattutto le famiglie lombarde. E così a Sud dilagano i discount, che nel 2019 aumentano per numero e capillarità.