Origini antiche, proprietà nutrizionali che gli permettono di ambire al ruolo di super food, il fonio è un cereale privo di glutine coltivato in Africa da migliaia di anni. Solo ora, però, si aprono le porte del mercato europeo. Cominciando dall'Italia.
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Il fonio. Cos’è

Cos’è il fonio? Domanda d’obbligo davanti a un prodotto sconosciuto sul mercato europeo. Il suo nome scientifico è Digitaria Exilis, e più comunemente è annoverato tra i cereali in grado di offrire una soluzione ai problemi alimentari del futuro, in un sistema produttivo che sempre di più si troverà a combattere contro la siccità e l’aumento galoppante della popolazione mondiale. Del resto, nella sua area geografica d’origine, il fonio – ricavato da una pianta erbacea della famiglia delle graminacee, quindi parente del miglio – si coltiva da tempi immemori: diffuso nelle savane dell’Africa occidentale, la sua coltivazione si fa risalire al 5000 a.C. e diversi sono i miti di fondazione legati proprio a questo cereale, che nella cultura Mali è associato alla nascita del Creato. Oggi viene prodotto nelle aree rurali del Senegal e nella regione africana del Sahel che taglia il continente dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso appena sotto al deserto del Sahara, garantendo quindi un’importante risorsa alimentare in contesti di grande povertà, proprio nella zona del mondo destinata a subire un grande incremento demografico nei prossimi 30 anni.

Le proprietà nutrizionali. Un super food

Ma le sue proprietà nutrizionali potrebbero presto portarlo alla ribalta dei mercati internazionali, dove il fonio è spesso associato alla quinoa per la sua versatilità: ricco di carboidrati (80 per 100 grammi) e proteine (quattro volte la percentuale concentrata nel riso integrale), il fonio è un cereale privo di glutine, e questo lo rende particolarmente adatto nel trattamento delle intolleranze. Contiene inoltre buone dosi di ferro, fibre e numerosi sali minerali, oltre ad avere un basso indice glicemico (consigliato quindi a diabetici) e un’ottima digeribilità. Non a caso, già nel 2017, la catena americana Whole Foods ha iniziato a commerciarlo in uno dei suoi punti vendita più celebri, a New York, dove il prodotto, complice la grande pubblicità, è subito andato a ruba. Di fatto, però, la diffusione globale del fonio è stata finora rallentata dalle difficoltà produttive che la coltivazione di questo cereale – pur a bassissimo impatto ambientale, avendo radici lunghissime che pescano l’acqua in profondità contrastando al contempo l’erosione del suolo – porta con sé: a una produttività bassa, fa seguito una lunga lavorazione, ancora eseguita a mano in tutte le sue fasi. Ecco perché, mentre in Africa il fonio è considerato una prelibatezza solitamente consumata insieme a foglie di fagiolo, in Europa finora difficilmente se n’era sentito parlare.

Il fonio di Obà Food. La prima volta in Italia

Di recente però, e per interessamento di un gruppo alimentare italiano (l’Obà Food Srl, con sede a Roma), il fonio sembra aver trovato una strada per la commercializzazione nel nostro Paese, in forma di grani – chicchi da provare in sostituzione del più comune cous cous – e farina, macinata in Italia e gluten free. Prima però, come per tutti i prodotti di nuova introduzione nell’Unione Europea, è stato necessario avviare l’iter di approvazione dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha incluso il fonio nell’elenco dei Novel Food autorizzati a circolare nell’UE solo lo scorso dicembre. Nel frattempo Obà si è dotata di un team di ricercatori e sviluppatori in grado di assicurare un futuro al prodotto, in termini qualitativi e commerciali; tra loro anche la lievitista Francesca Morandin, tecnologa alimentare e lievitista della stirpe Morandin (figlia di Rolando e sorella di Mauro), che nel fonio ha trovato un potente alleato nelle sue sperimentazioni di panificazione gluten free. E Marina Carcea, tecnologa alimentare del Crea che da vent’anni studia il profilo nutrizionale e le potenzialità del fonio.

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Quale mercato per il fonio?

L’idea ora è quella di intercettare le esigenze di un mercato in crescita come quello del gluten free – il pay off dell’azienda, the healthy way of life, evidenzia bene il concetto – facendo leva, bisogna ammetterlo, sulla mania dell’healthy food e su una forma di comunicazione arguta, che già in passato ha portato al successo di prodotti alimentari venduti anche per la storia che sanno raccontare. Dunque “l’antico cereale dell’Africa” si presenta ai consumatori italiani nella sua veste più accattivante, per ora acquistabile solo online sul sito di Obà. Che però ci tiene a ribadire il suo approccio etico alla causa: “Investiamo nello sviluppo delle piccole comunità agricole dell’Africa Occidentale affinché con la modernizzazione dei sistemi di produzione possano migliorare le condizioni di lavoro e la produttività (peraltro, nel 2006, l’UE ha stanziato fondi per la produzione di fonio per aumentare la capacità di esportazione delle comunità del posto, ndr). Supportiamo l’integrazione dei produttori agricoli dell’Africa nel mercato globale, difendendo la loro Sovranità Alimentare che è, e deve, rimanere locale”. Ora che il fonio può essere liberamente importato e commercializzato in tutta Europa vedremo quanti fiuteranno il business.

 

www.obafoodgroup.com

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