Oltre 460mila iscritti, centinaia di migliaia di fotografie, commenti esilaranti. Cucinaremale è un gruppo imperdibile, anche per chi cucina bene.
Pubblicità

Mentre tutto il mondo dei social-enthusast parla da giorni esclusivamente di Clubhouse, continuiamo a parlare di Facebook e dei fenomeni gastronomici che vi prosperano. Dopo aver scoperto ormai anni fa Chef Ruffi, concentriamoci su Cucinaremale. Una delle tante pagine social di successo che punta sulle cose mal riuscite, un po’ come Architerror per l’architettura o l’irresistibile “Agnelli di pasta di mandorle brutti” di cui tanto abbiamo parlato.

“Mia moglie cucina benissimo, ovviamente sono io quello che cucina male” esordisce Federico Briano, ingegnere di Savona, il creatore di Cucinaremale. il gruppo Facebook (e relativa pagina in cui tenta di una sorta di The Best of) che in 7 anni ha conquistato oltre 460mila iscritti e macinato centinaia di migliaia di foto di piatti non propriamente riusciti. Con in più la leggenda della “maledizione di Cucinaremale” che colpisce i nuovi iscritti, anche i più abili in cucina: prima o poi, l’errore arriva. E con questo il diritto alla pubblicazione della foto che lo ritrae. In mezzo c’è di tutto, pani non lievitati, bastoncini di pesce dimenticati nel forno acceso, pasta condita in modo sciatto, piatti ben riusciti ma miseramente rovinati a terra, ricette copiate in cui l’originale non è neanche riconoscibile nella sua riproduzione, errori macroscopici, piatti che paiono avere una vita propria, altri finiti in forno con tutto il coperchio, di plastica. I criteri di selezione sono rigidi: servono materiali originali (guai a rubacchiare da internet), non volutamente sbagliati o fatti cadere di proposito, non disgustosi o andati a male. Il risultato? “Certe volte mi pare di vedere la mia cucina… sarà per i piatti dell’Ikea”.

Quando è nato Cucinaremale?

Pubblicità

Il gruppo è nato il 12 gennaio 2014.

Come ti è venuta l’idea?

Per gioco: un mio amico bravo a cucinare cercava di spiegarmi come cuocere i cubetti di verdure congelati, invece io li ho buttati nel wok. Mi sono detto: “gli mando una foto? La pubblico sulla sua bacheca di Facebook? Alla fine ho pensato di aprire un gruppo e taggarlo”. Qualche mese dopo c’erano centinaia di iscritti.

Cucinaremale il primo post
Cucinaremale il primo post

Oggi quanti sono?

Pubblicità

Più di 460mila, circa 15mila sono fuori dall’Italia.

Facci una carta di identità dei tuoi lettori

Soprattutto giovani tra i 25 e i 30 anni, la città con più iscritti è Roma. Il gruppo è aperto, in genere le persone si iscrivono per postare.

Con il lockdown sono aumentati?

Sì, durante ogni blocco sono saliti. Credo che nei momenti brutti le persone vogliono anche farsi due risate e tirarsi su il morale. Negli anni tanti mi hanno scritto proprio questo… è bello sapere di riuscire a rallegrare qualcuno, no?

Segui tutto da solo o c’è qualcun altro con te?

Ho dovuto chiedere aiuto, altrimenti dovrei fare questo a tempo pieno. Ora siamo in 5, io mi occupo soprattutto di back office, rispondo alle domande degli utenti e così via, e poi come gli altri faccio da moderatore.

Serve un moderatore?

Sì.

Perché?

Innanzitutto bisogna decidere quali foto pubblicare, tra quelle che arrivano: non vogliamo andare troppo sullo schifo, non pubblichiamo foto di cibi ammuffiti o andati a male, o piatti cucinati male apposta.

Come si riconoscono?

A volte sono cose che non hanno senso, ma ho anche fatto degli errori, ho rifiutato una foto di carne con il creme caramel… per me era un obbrobrio volontario. Poi però mi han detto che erano pancakes, ma venuti così male che sembravano carne!

Quali altre regole?

Devono essere foto originali, cerchiamo di verificare che non siano prese da internet. Ogni tanto c’è un piatto caduto a terra, se ci accorgiamo che è stato fatto a posta, non lo pubblichiamo. Così per chi butta il cibo, anche se immangiabile, come dei panini durissimi tirati contro al muro. Ci hanno fatto notare che non andava bene: il cibo va rispettato, sempre.

Vuole dirci qualcosa?

Quindi quale è il principio?

Ci piace l’errore involontario: spesso nasconde un messaggio positivo: significa che qualcuno ha provato a cucinare qualcosa, magari sopra le sue possibilità o magari facendo di testa propria.

C’è altro?

Sì: bisogna selezionare e bilanciare quel che viene pubblicato, ogni tanto partono delle mode, non puoi pubblicare solo foto di orrori, o solo i forni esplosi, o piatti rovesciati o altri filoni. Se non le gestisci il gruppo di snatura, diventa altro. Bisogna avere un criterio, mantenere un equilibrio. Sembra un lavoro semplice, non sempre lo è.

Ci vorrà anche tempo…

Sì, e dire che pensavo fosse impegnativo con 30/40 foto al giorno, dal 28 gennaio sono più di mille, da verificare e selezionare: se li fai passare tutti sono troppi, non va bene, ma non va bene neanche se sono pochi.

cucinaremale manca un biscotto
Calcolare male

Avete trovato una misura, però

Credo di sì, altrimenti non sarebbe durato per 7 anni.

Bisogna anche moderare i commenti?

Sì, ma succede una cosa che mi piace tantissimo: quando qualcuno dice qualcosa di offensivo, la maggior parte delle volte, gli altri iscritti intervengono dicendo le stesse cose che direi io. Credo che le persone che vivono nel gruppo siano simili: sono positive. Immagino che i commenti cambiano se le stesse foto (come è successo) le posti in un altro gruppo.

È capitato che certi commenti ironici non fossero capiti o graditi dagli stranieri?

Qualcuno si ha fatto notare che non era bello parlare di Hiroshima o Chernobil rispetto a certe foto. La sensibilità riguardo ad alcuni temi non è la stessa in tutto il mondo. Così è successo sotto il post di una ragazza cinese che ha pubblicato la foto di un piatto cinese venuto male. Il commento che a noi italiani sembrava perfettamente accettabile poteva non esserlo per lei, ce lo hanno segnalato. Ma in linea di massima le persone del gruppo hanno la sensibilità di capire e far notare che scrivere alcune cose non è bello.

Nessun commento da sapientino?

Sì, ma viene bloccato! Qui si pubblicano gli errori, non è detto che dietro si nasconda necessariamente una persona che non sa cucinare, magari è uno bravissimo, ma per una volta ha sbagliato.

Qualcuno insinua che non è possibile?

Ogni tanto, ci dicono: “non è possibile che non migliorate”. Ma se la nostra è una raccolta solo degli errori!

cucinaremale
A volte, la fame…

Hanno mai preso delle foto dal vostro gruppo?

Sì, è capitato anche questo… Ma succedono anche cose divertenti, qualcuno che mette tutte insieme alcune foto per elaborarle o prende spunto per dei disegni o altre cose.

Con tutti questi utenti, non hai mai pensato di guadagnarci qualcosa?

So che altre pagine riescono a guadagnare, magari con il merchandising o altro. Io non ho trovato il modo corretto di farlo, e in effetti non è tra le prime né le seconde o terze priorità, a dire il vero, anche se rientrare delle spese mi piacerebbe. Però il gruppo è figlio di come vedo il mondo, e sono dell’idea di credere in quel che fai, qui c’è tanto lavoro sia degli amministratori che degli iscritti. Anche un libro sarebbe frutto di storie non mie. Avrebbe più senso fare una iscrizione.

Un gruppo Facebook a pagamento?

Sì, lo so, forse c’è un po’ di resistenza ma mi sembra che con le nuove generazioni le cose stiano cambiando, pensa solo al successo di Alessandro Masala di Breaking Italy o Marco Montemagno. Credo che i 20-30enni di oggi capiscano il lavoro che c’è dietro le cose fatte bene, sanno riconoscere e dare valore alle cose, credono nell’impegno. È una cosa che mi dà speranza.

cucinaremale aspettative contro realtà
aspettative contro realtà

Cucinaremale è molto ironico. Che relazione hai con la comicità?

Si è passati dall’umorismo alla Happy Days, educativo e pieno di valori, a una comicità dissacrante, molto critica verso il contemporaneo… pensa ai Simpson. Poi Griffin, American Dad si sono spinti sempre più avanti verso il ridere per ridere, senza voler portare un messaggio. In questi anni c’è il fenomeno opposto, non piace più la risata stupida ma quella intelligente. Credo stia succedendo questa cosa qui, prendi BoJack, per esempio. Fa ridere ma non è stupido. Cartoni Morti, secondo me, fa un’analisi interessante. Mi piacerebbe essere su questo filone.

Le ricette più cucinate male?

Dipende dai momenti, durante i lockdown pane e pizza, sotto Natale panettoni, pandori, casette di marzapane, adesso c’è parecchio sushi, con certe foto sono quasi splatter! Si va a ondate.

cucinaremale bastoncini bruciati
saranno abbastanza cotti?

Come mai?

Alcuni giorni ci arrivano un sacco di foto della stessa ricetta, non so se perché l’ha preparato la Parodi e le persone riprovano a farla, oppure magari è la settimana americana alla Lidl. Ma ci sono un sacco di ricette che sono più difficili di quel che uno penserebbe.

Per esempio?

Le uova: dall’anno scorso ho due galline, e da allora tento di fare un uovo decente!

Il miglior piatto cucinatomale, secondo te?

L’ultimo come tutte le cose in divenire. Adesso mi piace moto quello con ET, mentre uno dei più famosi è stato il pollo allo spiedo, vero Amarcord dei primi tempi. Ma l’unico sistema per vedere i piatti più belli è iscriversi al gruppo!

E poi ci sono le tortazze…

Sì, le torte già pronte da cuocere nelle tazze… Chissà che non riesca a ottenere un codice sconto per tutti gli iscritti…

Altri tuoi desideri?

Mi piacerebbe che si approfondisse dal punto di vista della semiotica del cibo (in effetti uno studio simile è già stato fatto, ndr), dato che il cibo è uno dei temi fondamentali della vita, e poi mi piacerebbe fare la mappa dei piatti di cucinare male. Ho una visione carina del futuro e della società, mi piacerebbe riuscire a trasmetterla.

Cucinaremale

a cura di Antonella De Santis