A Chicago l'idea è stata avviata nel 2013, oggi sono più di 200 i distributori che dispensano cibo buono e fresco in aeroporti, ospedali, luoghi strategici della città. In Italia il progetto Fresco Frigo non ha nemmeno un anno, mentre nelle scuole cresce il fronte dei distributori salutari “alternativi”. Soluzioni efficaci per ripensare il nostro rapporto col cibo “spezzafame” fuori casa.
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Ripensare i distributori automatici

L’etichetta in bella vista sui barattoli trasparenti dispensati dai distributori automatici che stanno rapidamente popolando Chicago, parla chiaro: Farmer’s Fridge porta in “frigo” i prodotti genuini della terra, ripensati con il supporto di una brigata di cucina per garantire gusto e un corretto apporto energetico alla pausa pranzo o alla fame fuori pasto che inevitabilmente, in una giornata trascorsa lontano da casa, ci porta a riporre le ultime speranze negli snack di un distributore automatico. È così che una soluzione apparentemente ideale – veloce, pratica, conveniente – si rivela una fonte potenziale di obesità e problemi alimentari causati dalla dipendenza da junk food. Perché l’offerta tipo di un comune distributore automatico, a qualunque latitudine del mondo, è costituita in prevalenza da prodotti confezionati ricchi di conservanti, merendine ipercaloriche e barrette al cioccolato, bevande gassate. Cioè tutto ciò che ci fa male, ma pure rappresenta un irresistibile rimedio alla nostra voglia di qualcosa di “buono”.

Il fascino irresistibile del junk food

Sul fascino esercitato dal junk food pesa però anche l’efficacia di campagne di comunicazione mirate ad associare emozioni positive al consumo del cibo spazzatura in questione, specie quando un strategia di marketing così pervasiva può fare presa sui ragazzi. E, proprio di recente, uno studio avviato da ricercatori texani ha suggerito la strada da percorrere per disinnescare questo meccanismo, o quanto meno depotenziarlo. Il test condotto su più di 350 ragazzi di età compresa tra i 13 e i 15 anni ha rivelato una verità lampante, quanto mai seriamente utilizzata a vantaggio dell’educazione alimentare: invece di raccontare ai ragazzi quanto sia salutare e auspicabile mangiare cibo genuino, è molto più efficace aiutarli a comprendere i meccanismi distorti che li portano ad appassionarsi al junk food (sul modello delle campagne anti-fumo intraprese negli anni Novanta). E così spingerli a “ribellarsi” alle regole dettate dal marketing aggressivo, ripensando di conseguenza il loro rapporto col cibo “salutare”, che altrimenti mai avrebbe destato la loro curiosità. A Londra, intanto, si preferisce ricorrere alla censura preventiva, ma sempre concentrandosi sul pericolo indotto dalle pubblicità: entrato in vigore alla fine di febbraio, il provvedimento promosso dal sindaco londinese vieta alle catene di fast food di farsi pubblicità in stazioni del metrò e sui mezzi del trasporto pubblico.

Farmer’s Fridge a Chicago

Ma è pur vero che, in parallelo, è fondamentale lavorare sulla facilità di reperire buon (per davvero!) cibo a prezzi ragionevoli. Questa è l’idea di Farmer’s Fridge, startup lanciata nel 2013 con l’obiettivo di rifornire i distributori di Chicago di cibo fresco e pronto all’uso, secondo un “menu”, ideato e preparato nella cucina del quartier generale, che cambia settimanalmente, anche seguendo i feedback dei clienti. L’idea ha preso piede, e oggi sono oltre 200 i distributori automatici dislocati tra Chicago e Milwaukee, in punti strategici: aeroporti, ospedali, negozi di alimentari, con rifornimento assiduo, che arriva a essere giornaliero negli scali aeroportuali. E l’idea in più di recuperare il cibo avanzato destinandolo alla banca alimentare Greater Chicago Food Depository. Dietro al successo del progetto, però, c’è anche un solido sistema di gestione informatizzato, che per esempio garantisce agli utenti di rintracciare via app il distributore Farmer’s Fridge più vicino, offrendogli persino la possibilità di prenotare il cibo (ogni distributore è connesso a internet). Risvolti positivi anche sul versante occupazionale, considerando il gran numero di persone coinvolte nella preparazione delle pietanze – proprio come succederebbe in un ristorante tradizionale – e degli addetti allo stoccaggio e alla logistica, per un totale di dipendenti che presto dovrebbe toccare quota 200 unità.

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Fresco Frigo a Milano

In Italia, l’idea di questi “frigoriferi intelligenti” è stata ripresa da Fresco Frigo, startup lanciata da Enrico Pandian nell’autunno 2018 a Milano, e ancora in fase di consolidamento. Di fatto, però, il progetto milanese punta a radicarsi principalmente negli uffici (ma anche in hotel, o palestre), con distributori di cibo fresco pensato per essere consumato entro due giorni dalla preparazione e gestibile dagli utenti tramite app (chi decide di installarlo può affittarlo per 300 euro al mese, e corrispondere un 10% di commissione a Fresco Frigo per ogni prodotto venduto). Una soluzione che si propone di rispondere insieme ai limiti logistici del food delivery e al monopolio delle vending machines tradizionali, votate al junk food. In Italia, si stima siano oltre 800mila.

Alimenta la tua salute. Il progetto per le scuole

Ma ricordiamo anche il progetto pilota avviato sempre nell’area di Milano dal Gruppo Ospedaliero San Donato, che con il Progetto EAT ha testato l’installazione di distributori “Alimenta la tua salute” in sei istituti scolastici. Non più cioccolato e patatine in busta, ma frutta e verdura fresca, frutta essiccata, smoothies e yogurt da bere. Oggi, dopo due anni di sperimentazione efficace che ha invogliato i ragazzi a nutrirsi con più consapevolezza, i distributori Alimenta la tua salute sono disponibili per le scuole che ne fanno richiesta. Il fronte alternativo al junk food è destinato a conquistare terreno. Speriamo.

 

www.farmersfridge.com

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www.frescofrigo.it

 

a cura di Livia Montagnoli