Una mystery box che porta in tutta Italia le specialità tipiche della cucina meridionale: dall’idea di un ragazzo barese in trasferta a Milano nasce il pacco Daggiù, dedicato ai prodotti di piccole aziende del Sud Italia. Ora anche in edizione limitata, con dolci natalizi provenienti dai migliori laboratori artigianali.
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Daggiù, la mistery box meridionale 2.0

Al momento di ordinare non sai quali prodotti conterrà il pacco. Una volta ricevuto, però, svelerà tante golosità artigianali capaci di far viaggiare le papille gustative in qualche regione del Sud Italia. Associare il piacere della tavola a quello della scoperta: questo l’intento di Daggiù, progetto gastronomico dedicato a tutti i buongustai che al solo pensiero dei cibi tipici meridionali sono afflitti da un profondo senso di nostalgia. In loro soccorso, un piccolo team ha avuto l’idea di progettare, assemblare e confezionare box assortite dal contenuto a sorpresa. Tutto è nato dalle esigenze – emotive, più che fisiche: al palato non si comanda – di Arnaldo Thomas Derosa, un giovane barese trasferitosi a Milano per frequentare l’Istituto Europeo di Design. Che ha preso spunto dal proprio vissuto, creando una scatola di prelibatezze 2.0 da spedire in tutta Italia.

Il pacco Daggiù

Il pacco Daggiù: quando la voglia di Sud si fa sentire

Mio padre (Antonio Derosa) è uno chef di esperienza trentennale, quindi il background della gastronomia è sempre stato un elemento importante nella nostra famiglia“, racconta Arnaldo, “ma all’inizio il mondo della cucina non mi interessava. A 19 anni, quindi, ho deciso di andare a studiare a Milano, e per tre anni ho ricevuto anch’io – come molti miei coetanei in trasferta – il famoso “pacco da giù” a cadenza bimestrale, pieno di prodotti della tradizione pugliese. Un rifornimento di qualità, vista l’esperienza di mio padre nel campo della ristorazione“.

Primo piatto con prodotti Daggiù
Spaghetti di Gragnano conditi con prodotti del pacco Daggiù

Dopo la laurea, però, Arnaldo ha trovato subito un impiego e a un certo punto i genitori hanno smesso di spedire specialità regionali dall’altra parte d’Italia. “L’ultima scatola, per fortuna, ho fatto in tempo a condividerla con i miei colleghi di lavoro milanesi. In quell’occasione uno di loro disse: “Quanto vorrei ricevere anch’io un pacco da giù!”. È stata una sorta di epifania: la mia box avrebbe potuto far felici tanto i nostalgici della cucina meridionale, quanto le persone curiose di scoprire una cultura gastronomica diversa dalla propria“. Così Arnaldo ha trovato il modo di coniugare la passione per il design con quella per il cibo.

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La ricerca dei prodotti del pacco Daggiù

L’idea, nata nel 2018, si è evoluta fino a diventare un bel progetto di valorizzazione territoriale. Arnaldo, infatti, vuole dare visibilità a quelle piccole aziende che hanno mantenuto una linea di continuità con il passato, senza farsi travolgere dalla febbre del business. Alla base c’è un processo di selezione reale incentrato sull’origine dei prodotti (provenienti soprattutto da Campania, Puglia, Sicilia, Calabria) e sulle caratteristiche dei fornitori (piccole e medie realtà locali che hanno sposato i princìpi della filiera corta). “Il network radicato di mio padre è stato una buona base di partenza”, spiega Arnaldo. “Da lì ho iniziato a individuare altri laboratori artigiani d’eccellenza. Di solito preferisco trattare articoli certificati Slow Food o marchi premiati, partendo sempre dall’assaggio per capire se possono incontrare i gusti del pubblico”.

Orecchiette con i prodotti Daggiù
Orecchiette pugliesi condite con i prodotti Daggiù

Come nascono le box Daggiù?

Oltre ad Arnaldo, la squadra conta sei membri “originari del Sud Italia, ma sparsi in tutta Europa. Abbiamo un luogo fisico riservato alla logistica e per il resto lavoriamo da remoto, cosa che ci consente di immedesimarci nella situazione di chi vive lontano da casa propria. Ovviamente la selezione si fa sul posto, visitando di volta in volta le aziende”. Tornando al pacco, ciascuna confezione include 6 articoli a sorpresa fra dolci, prodotti salati e bevande, con una scadenza dai 6 mesi a un anno. “Al momento non trattiamo ancora la filiera del fresco, così i cibi si mantengono per un po’di tempo. Ogni mese cambiamo il contenuto in base a un tema diverso: il filo conduttore può essere una regione specifica, un ingrediente stagionale o una tonalità di colore”.

Box natalizia Daggiù

Il pacco Daggiù in versione natalizia

L’impostazione del progetto investe anche il packaging, interamente plastic free e riciclabile. “Inoltre”, dice Arnaldo, “una parte dei ricavi viene sempre devoluta a Onlus e associazioni umanitarie di nostra conoscenza”. Ma veniamo al Natale: per l’occasione i ragazzi di Daggiù hanno pensato a una limited edition interamente dedicata ai dessert delle feste tipici del Sud Italia. “Se di solito proponiamo ai clienti specialità che, pur essendo poco diffuse, possono essere acquistate presso alcuni rivenditori di zona, stavolta ci siamo superati: abbiamo scelto dolci rari, prodotti in minime quantità, che anche chi vive nella regione di provenienza fatica a procurarsi. Un modo per distinguerci e rendere Daggiù ancora più esclusivo”.

Daggiù- www.daggiu-box.com[email protected]Pagina Facebook Daggiù 

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a cura di Lucia Facchini