Anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata, ma anche vigoressia e ortoressia: secondo le ultime statistiche, sono in aumento i disturbi legati al cibo basati sulla dispercezione dell’immagine corporea e sull’interdipendenza tra la sfera nutritiva e quella emozionale. Fortunatamente, però, crescono anche le iniziative a sostegno dei malati sul territorio nazionale.
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Giornata del Fiocchetto Lilla. I disturbi alimentari in Italia

I disturbi del comportamento alimentare sono il sintomo tangibile di un dolore che non si vede, di un disagio psicologico lungamente incubato“. Così Fabiola de Clerq, autrice belga e fondatrice di ABA (Associazione Bulimia Anoressia) descrive le patologie basate sul rapporto travagliato con il cibo nel libro Fame d’amore: Donne oltre l’anoressia e la bulimia, una delle testimonianze più schiette e lucide su questa tematica così difficile da affrontare. Oggi, infatti, a quasi vent’anni di distanza dalla pubblicazione del suo racconto autobiografico, i DCA vengono ancora in gran parte considerati un tabù, vuoi per la reticenza dei mezzi di comunicazione ad approfondire il discorso, vuoi per la scarsa conoscenza delle cause sottese al problema. Eppure, gli ultimi dati rilevati dal Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie denunciano un aumento esponenziale di casi da non sottovalutare: tra settembre e dicembre del 2020 il numero di richieste è cresciuto del 30 % rispetto al 2019, mentre nei primi 6 mesi dello scorso anno i centri specializzati all’interno delle asl italiane hanno registrato ben 230.458 prese in carico di nuovi pazienti, fra cui prevalgono i ragazzi in età adolescenziale. D’altra parte, stanno crescendo anche le iniziative a livello nazionale che si prefiggono di supportare la fascia della popolazione interessata dal fenomeno. E la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che ricorre ogni 15 marzo, gioca un ruolo estremamente importante in questo senso.

Disturbi almentari

Disturbi alimentari. Preoccupa l’anoressia infantile

Sono molti, i disturbi alimentari ufficialmente riconosciuti a livello clinico: si va dalla bulimia al binge eating (l’assunzione incontrollata di cibo) fino all’ortoressia (l’ossessione del mangiar sano). Nell’ultimo periodo, però, i centri di ricerca situati nelle maggiori strutture ospedaliere della Penisola segnalano soprattutto il boom dei casi di anoressia. “Noi ci occupiamo dei soggetti colpiti da DCA in fase evolutiva, fino ai 18 anni, e abbiamo riscontrato sia un aumento di richieste, che un abbassamento generalizzato dell’età dei pazienti con necessità di un sostegno medico e psicologico immediato“, ci spiega la dottoressa Fortunata Cantini, neuropsichiatra infantile presso l’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, uno dei pochi centri del Sistema Sanitario Nazionale specializzati nella cura di queste patologie. “In sostanza, se prima eravamo abituati ad accogliere 2 persone a settimana per i colloqui conoscitivi, oggi sono diventate 4. E si tratta soprattutto di bambini che vanno dagli 8 ai 10 anni, con sintomi abbastanza gravi“.

Disturbi alimentari

A destare la preoccupazione dei medici, quindi, piuttosto che i disturbi da ansia generalizzata, sono le condotte alimentari restrittive, accompagnate da una percezione distorta dell’immagine corporea e dal rifiuto categorico di sedersi a tavola. “Spesso i bambini arrivano denutriti, con un livello di sottopeso allarmante. Sicuramente l’alto numero di richieste è dovuto non tanto a una crescita del fenomeno a livello statistico, quanto alla maggiore consapevolezza da parte dei genitori, che trascorrendo molto più tempo casa in smartworking prestano particolare attenzione ai comportamenti dei figli durante i pasti“. Bisogna, però, intervenire subito, senza interpretare i casi di inappetenza come un capriccio momentaneo. “La salute dei più piccoli non dev’essere considerata l’ultimo anello della catena, soprattutto in questa fase. Anche perché poi ne risente tutta la famiglia, ed è estremamente complicato intervenire quando il disturbo si cronicizza“. Stesso discorso per gli adolescenti. In tal caso, però, l’aiuto arriva anche dalle terapie di gruppo.

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Dieta

Hangry Butterflies. La community delle ragazze affette da anoressia

Talvolta gli incontri collettivi finalizzati a superare l’incubo dei disturbi alimentari nascono proprio dall’iniziativa dei pazienti, come strumento di auto-aiuto basato non solo sulla condivisione di un disagio, ma anche sulla celebrazione dei piccoli passi avanti verso la guarigione. È questo il caso de La Rinascita delle Farfalle, community creata da una cinquantina di ragazze fra i 14 e i 22 anni, che il 24 aprile del 2019 hanno deciso di radunarsi a Firenze per trascorrere una giornata insieme e colorare di lilla i vicoli della città con cartelli, palloncini e t-shirt ispirate al tema dell’accettazione di sé. A documentare la loro campagna di sensibilizzazione, la regista romana Maruska Albertazzi, che ha prodotto un bel film-documentario, Hangry Butterflies, da oggi disponibile sulla piattaforma Rai Play. Il titolo, un neologismo che fa riferimento al senso di frustrazione legato alla rinuncia del cibo da cui sono afflitti i pazienti malati di anoressia, lascia già intuire quanto sia stato difficile per le ragazze parlare pubblicamente del proprio vissuto. Una volta infranto il muro di silenzio, però, il gruppo è cresciuto fino a raggiungere un discreto numero di adolescenti, e oggi l’hashtag #larinascitadellefarfalle conta migliaia di post su Instagram, dove i profili dedicati alla riabilitazione nutrizionale per contrastare i DCA sono sempre più diffusi.

fiocco lilla

Coloriamoci di lilla. L’Italia unita contro i disturbi alimentari

In occasione della Giornata Nazionale contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, stasera i monumenti delle principali città italiane si tingeranno di lilla: dalla fontana con gli zampilli colorati di piazza Monte Grappa a Varese, voluta dall’Associazione Ilfilolilla APS-ETS, che riunisce i familiari dei giovani malati di DCA in tutta Italia, alla Torre San Niccolò in piazza Poggi a Firenze, fino alla Villa Reale di Monza, interamente rivestita di led luminosi, sono tantissimi gli edifici che cambieranno volto per una notte, a simboleggiare l’unione di tutte le regioni nel sostegno dei pazienti che stanno lottando per recuperare un buon rapporto con il cibo e fare pace con la propria immagine corporea. Perché, come insegnano le ragazze di Hangry Butterflies, guarire si può. Basta chiedere aiuto.

Mappa delle strutture dedicate alla cura dei disturbi del comportamento alimentare in Italia

a cura di Lucia Facchini

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