Nell’ambito di un progetto di rilancio che coinvolge i tre mercati storici cittadini (Ballarò, Vucciria, Capo), a Ballarò, da qualche settimana, è stata completata la colorata struttura coperta che ospiterà i mercatari di piazza del Carmine.
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Il mercato di Ballarò a Palermo

A Palermo, Ballarò è sinonimo di atmosfera popolare, e autentica, seppure insidiata dal folclore dovuto alla fama di uno dei mercati di strada più famosi del mondo. Attraverso i suoi mercati storici – oltre a Ballarò, la Vucciria e il Capo – però, Palermo ancora rivela a chi arriva in città la sua anima. Anzi, le sue molteplici anime (il tema lo approfondiamo sul mensile di luglio 2021 del Gambero Rosso, ora in edicola). Questo non significa che tutto debba restare com’è. Per l’amministrazione cittadina, i mercati storici sono una realtà (e attrazione turistica) su cui investire, per migliorarne la fruizione, valorizzarne le potenzialità, riqualificare e ottimizzare gli spazi adibiti alla vendita, e metterli in sicurezza, riportando le attività nell’alveo delle normative igieniche e sanitarie vigenti. A Ballarò questo processo è in corso, come ribadisce con soddisfazione il presidente dell’Associazione Mercato storico Ballarò, Giacomo Terranova, sottolineando come la riqualificazione potrà essere “spinta per il turista, ma anche incentivo per riportare i palermitani a fare la spesa”, in un contesto altrimenti destinato a scadere nel folclore fine a se stesso.

La nuova struttura coperta

Tra i primi effetti della transizione, in piazza del Carmine, da qualche settimana, ha debuttato la nuova struttura coperta – segnalata dal tetto colorato –  che ora accoglie diversi operatori già presenti in piazza. Di fatto, un ritorno al passato, quando il mercato di Ballarò poteva contare su spazi coperti poi demoliti, ma con approccio più moderno e accattivante. E infatti i mercatari storici hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa, che ha richiesto diversi mesi per essere completata. Ora si dovrà procedere ad approvare un nuovo regolamento per i mercati storici, sulla base di un testo che giace in attesa di essere esaminato dal Consiglio comunale da ben sei anni. In questo modo, chi dimostrerà di lavorare a Ballarò da prima del 1995 si vedrà riconoscere l’occupazione di suolo pubblico e la regolarizzazione dell’attività; per assegnare gli spazi rimasti vacanti, invece, si procederà attraverso bando. Una volta a regime, auspicabilmente entro l’autunno, il mercato coperto di piazza del Carmine potrà ospitare trentatrè stand, di cui nove pescherie, componente identitaria importante di Ballarò. Più nove venditori ambulanti a rotazione. E anche la bella piazza cuore del mercato beneficerà della sistemazione più ordinata, che punta a risolvere l’affastellamento di bancarelle odierno, in attesa della ripavimentazione con il recupero delle basole storiche. Mentre la struttura coperta – realizzata in legno, ferro e lamiera – potrà ospitare, nelle ore di chiusura del mercato, anche eventi e attività culturali, diventando nuovo luogo di aggregazione del quartiere.

 

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