Ci halasciati Gerard Basset. È stato una figura cardine nel panorama del vino mondiale, tra i più influenti e premiati sommelier di tutti i tempi. Ma anche quello che ha contribuito a rendere più avvicinabile questo mondo.
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Dopo una lunga battaglia contro il cancro, Gerard Basset è morto la mattina del 16 gennaio circondato dai suoi familiari.

Chi era Gerard Bassset

Per oltre quarant’anni è stato uno dei punti di riferimento del commercio del vino mondiale. Nato in Francia a Saint-Etienne nel 1957, si era trasferito in Gran Bretagna negli anni Ottanta dove ha svolto una brillante carriera, ricca di riconoscimenti e di soddisfazioni. Nel 1989 aveva acquisito il titolo di Master Sommelier e nel 1998 quello di Master of Wine. Co-fondatore della catena di ristoranti Hotel du Vin nel 2010 aveva vinto il World Sommelier Championship, mentre nel 2011 era stato nominato OBE (Officer of the Order of the British Empire) per il suo lavoro nel settore dell’ospitalità. Decanter Man of the year 2013, nel 2017 è stato presidente onorario del WSET (Wine & Spirit Education Trust). Nel 2018 ha ricevuto l’Ordre du Mérite Agricole.

 

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La sua filosofia

È stato uno dei sommelier più conosciuti e apprezzati oltre che decorati del mondo, che ha influenzato intere generazioni di giovani in un settore molto competitivo quale quello della ristorazione. In una recente intervista a The Drink Business aveva spiegato in questo modo la sua filosofia di lavoro “I vini georgiani e i vini orange ora sono molto alla moda e ho anche letto la notizia dell’esistenza di un vino blu. Non avrei fretta di averne uno, ma se più ospiti ti chiedessero un vino blu, potresti iniziare a pensare che sarebbe un’opportunità. Se i clienti vogliono il vino blu, io do loro del vino blu. Non apri un ristorante per te stesso; è per fare soldi e per rendere felici i tuoi ospiti e offrire una esperienza piacevole. Se gli fai una lezione e gli dici che il vino non dovrebbe essere blu, allora non torneranno. Io non sono lì per giudicare (i gusti degli altri)“. Nel 2018 la Fondazione Masi gli aveva conferito il Premio Internazionale Civiltà del Vino. In quall’occasione a proposito del proprio ruolo aveva detto “Ho contribuito a sbarazzare delle eccessive formalità il mondo del vino, sostituendo la rigidità con il comfort. C’è chi ama il vino e chi vuole solo divertirsi con gli amici, noi sommelier dobbiamo essere pronti ad aiutare entrambi”. In un tempo in cui i “fenomeni” sono all’ordine del giorno, si è sempre contraddistinto per la cortesia, l’umiltà e una grandissima professionalità di cui non ha mai fatto inutilmente sfoggio. Una vera rarità.

Il funerale si svolgerà in forma privata mentre in primavera si terrà una cerimonia pubblica di commemorazione. Basset lascia la moglie Nina e suo figlio Romané.


a cura di Andrea Gabbrielli