La collaborazione tra l’architetto torinese e il gruppo specializzato in macchine automatizzate per la miscelazione è iniziata da tempo. L’ultima invenzione è un bar su ruote che sfrutta la tecnologia della guida autonoma: ordini via app e Guido arriva. Rivoluzionerà il tempo libero in città?
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Dopo Nino, ecco Guido. Il bar robot

In tempi molto fortunati per la cucina su ruote, parlare di bar itinerante non costituisce una novità. Ma il progetto perfezionato da Carlo Ratti per Makr Shakr non è proprio quello che si direbbe un bar convenzionale. La collaborazione dello studio dell’architetto torinese con il gruppo Makr Shakr – realtà italiana già da tempo impegnata sul mercato delle macchine automatizzate per la miscelazione – non è cosa nuova. L’estate scorsa il robot bartender Nino ha esordito a Torino per dimostrare come l’automazione sia in grado di fornire nuove opportunità al mondo della ristorazione e del food & beverage. Allora l’aspetto più sorprendente dell’innovazione tecnologica presentata dalla Carlo Ratti Associati risiedeva nella precisione con cui il braccio meccanico progettato per imitare gesti, movenze e competenze di un navigato bartender si muoveva “sopra” al bancone: comandato tramite app, Nino può maneggiare fino a 170 bottiglie poste sopra la sua testa, realizzando davanti al cliente una serie di drink miscelati sul momento, a partire dalle ricette precedentemente inserite nel database di riferimento del robot.

Come funziona Guido

Con Guido, come si chiama il nuovo prototipo brevettato per Makr Shakr, lo studio si lancia in una nuova sfida, che ingloba le capacità di Nino: presentare un bar itinerante automatizzato, comandabile via app dal cliente, che tramite smartphone può inviare un input al bar Guido per farsi raggiungere ovunque si trovi. Dunque il bar su ruote in questione si sposterà rapidamente per le strade della città, sfruttando gli studi in materia di guida autonoma che da tempo l’architetto italiano porta avanti nei laboratori del MIT. Obiettivo? Raggiungere punti di ritrovo tra i più frequentati, anche su prenotazione: spiagge, parcheggi di stadi, locali notturni; a bordo un doppio braccio elettronico del prototipo Nino, pronto a miscelare su richiesta. Per interfacciarsi col bar robotico sarà sufficiente utilizzare la stessa applicazione, che permette di perfezionare l’ordine e pagare via smartphone (previo accertamento del documento di identità, sempre tramite app, per verificare la maggiore età del cliente).

L’automazione al servizio del tempo libero

City on demand è la formula con cui si identifica un’innovazione tecnologica capace di offrire una nuova esperienza di tempo libero in città, attraverso l’automazione. E la Carlo Ratti Associati sembra sempre più indirizzata a proseguire su questa strada. Ma il bar senza conducente – il primo bar robotico a guida autonoma brevettato nel mondo, ribattezzato Guido proprio per esplicitare la sua capacità di autoguidarsi – è destinato a far discutere, riaprendo il dibattito sull’opportunità di ricorrere all’automazione per rimpiazzare mestieri finora legati al talento individuale, a danno della professionalità di intere categorie. Il fronte dei contrari sottolinea inoltre il rischio di smarrire il gusto delle relazioni, che specie in ambito di ristorazione e somministrazione di cibo rappresentano uno snodo centrale dell’esperienza. Ma Makr Shakr ne fa soprattutto una questione di accessibilità: “Con Guido mostriamo come le tecnologie possano rendere le città più reattive e, in definitiva, più divertenti”, ha spiegato Emanuele Rossetti, Ceo del gruppo, sottolineando anche l’opportunità di raggiungere facilmente aree periferiche delle grandi città, sprovviste di punti di aggregazione. Prima di cominciare a discuterne sul serio, lo strumento dovrà essere perfezionato (Nino, invece, è già commercializzato nel mondo, e particolarmente richiesto sulle navi da crociera), mentre è già al vaglio la collaborazione con città interessate a servirsene, dove anche la frontiera della guida autonoma – grazie alla realizzazione di strade dedicate a questi veicoli – non sembra poi così lontana dall’essere valicata.

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a cura di Livia Montagnoli