A quanto pare, la distinzione tra birrifici artigianali e industriali risale alla Civiltà del Nilo: nel sito archeologico di Abydos è stata appena rivenuta una “fabbrica della birra” da far concorrenza alle grandi multinazionali del settore brassicolo. Data di costruzione? 5000 anni fa!
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Egitto: (forse) quello di Abydos è il birrificio più antico del mondo

Che la birra occupasse un posto privilegiato nella lista dei superfood più quotati dell’Antico Egitto era cosa già ampiamente nota agli addetti ai lavori. Usata sin dal 4500 come medicina, simbolo religioso e -se adeguatamente diluita- persino come alimento sostitutivo del latte materno in fase di svezzamento, la popolare bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione del farro aveva un sapore molto simile al nostro vino bianco (a causa della presenza del sidro di datteri nel lievito impiegato come “starter”) e una gradazione abbastanza elevata, tra i 10 e i 12 gradi. Ma dove veniva prodotta, e quanta se ne consumava? Grazie agli scavi condotti nel sito archeologico di Abydos da Matthew Adams (docente presso l’Institute of Fine Arts della New York University) e Deborah Vischak (assistente di storia dell’arte e archeologia alla Princeton University) è finalmente possibile scoprirlo. I ricercatori, infatti, hanno portato alla luce i resti di un enorme birrificio nel cuore del Governatorato di Sohag, a Ovest del fiume Nilo e a circa 450 Km di distanza dal Cairo: stando alle dichiarazioni delle autorità locali, potrebbe trattarsi del più antico centro di produzione brassicolo mai rinvenuto in Egitto.

Birrificio egitto

Com’erano i primi “birrifici industriali” della storia?

Ad annunciare la scoperta Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità, che ha anche avanzato le prime ipotesi di datazione: secondo le conclusioni dell’indagine diffuse dal The Guardian, il birrificio sarebbe stato edificato sotto il regime del “re guerriero” Narmer (3150-2613 a.C.), sovrano illuminato a cui si deve l’unificazione fra Alto e Basso Egitto e la fondazione del nucleo abitativo che negli anni a seguire avrebbe visto sorgere la città di Menfi. Non è escluso, dunque, che lo stabilimento sia stato eretto a scopo celebrativo, considerati il prestigio acquisito dal sovrano e le dimensioni della struttura, paragonabile a una grande multinazionale della birra; lo confermano i volumi di produzione stimati da Adams, che raggiungono quota 22.400 litri per lotto, e l’ottimizzazione dello spazio disponibile, ripartito in 8 grandi sale attrezzate per la preparazione del pane. Sì, avete letto bene: gli egizi realizzavano la bevanda a partire da un impasto molto simile a quello delle pagnotte per il consumo quotidiano che, dopo essere stato infornato a basse temperature in recipienti di terracotta, veniva spezzettato grossolanamente, ricoperto di acqua e fatto fermentare con l’aggiunta di datteri e miele. Di tanto in tanto, poi, le donne o i bambini calpestavano la poltiglia di cereali in modo da favorire l’ammostamento. Un procedimento piuttosto articolato (parliamo pur sempre di 5000 anni fa!) da cui si ottenevano almeno tre tipi di birra: chiara (zythum), scura (curmy) e ad alta concentrazione di nutrienti, per il faraone (sa).

La cultura della birra in Egitto

Tornando a noi, presso il sito archeologico gli studiosi hanno rinvenuto anche 40 postazioni per l’uso di tini in ceramica o in terracotta, a conferma degli alti volumi di birra prodotta in loco; si potrebbe quindi dedurre che gli abitanti ne bevessero a profusione. Le ipotesi di Adams, però, sfatano il mito di un consumo smodato a scopo alimentare: piuttosto, suggerisce l’archeologo, la bevanda veniva usata durante i rituali di sepoltura dei faraoni o, come attestano le analisi dei precedenti scavi effettuati in zona, durante le cerimonie sacrificali per ingraziarsi le divinità. “In ogni caso, il birrificio di Abydos ci dà l’idea della vastità di risorse a disposizione dei sovrani sin dall’inizio della dinastia faraonica, nonché della loro straordinaria capacità di organizzare il lavoro specializzato”, ha dichiarato Adams alla testata Cbs News.Secondo i nostri calcoli, 22.000 litri di birra potrebbero essere utilizzati per servire una pinta a persona in uno stadio sportivo da 40 000 posti: incredibile!”. Ma non è escluso che ci sia dell’altro: “Continueremo a lavorare nei dintorni del sito. Secondo noi, il birrificio è ancora più grande di quel che pensiamo”.

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a cura di Lucia Facchini

Foto di Epa dal sito www.bbc.com