La passione per i vini naturali e per i prodotti gastronomici di qualità accomuna i soci dell'enoteca ospitata all'interno di Casa Emergency, aperta alla fine del 2018 in un luogo molto suggestivo di Milano, con vista sul Parco delle Basiliche. Si beve bene, a piccoli prezzi, si impara, ci si diverte. Si fa del bene.
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La vineria di Casa Emergency

Alla fine dell’estate 2017, Casa Emergency inaugurava il suo quartier generale milanese in uno spazio abbandonato di grande fascino, un’ex scuola degli anni Quaranta ristrutturata per l’occasione, circondata da giardini e cortili, con vista sulla basilica di Sant’Eustorgio. In via Santa Croce 19, assegnatari di un bando di riqualificazione dello stabile promosso dal Comune, Gino Strada e sua moglie Teresa si prefiggevano di offrire uno spazio per praticare diritti e promuovere una cultura di pace. Obiettivo niente affatto scontato per i tempi che corrono.

L'ingresso di Casa Emergency

Da qualche mese, però, il cancello di Casa Emergency è aperto anche su una nuova realtà commerciale, che lungi dall’essere semplicemente un’attività a scopo di lucro è soprattutto un luogo dove ci si incontra, si fa cultura, si aiutano gli altri e si sta bene (al motto di Bere vino è giusto, slogan che sarà più chiaro tra qualche riga). Finalità, queste, condivise con il fondatore di Emergency da Guido Cerretani, Marta Gianotti e Francesca Agnello, che in società gestiscono dallo scorso novembre l’Enoteca Naturale (e/n) nata al pian terreno di Casa Emergency: “Da subito l’associazione ha deciso di avere uno spazio di dialogo con il pubblico, una vineria gli è sembrata la cosa più congeniale, e conviviale. Ci hanno contattato, abbiamo sviluppato un progetto che ci ha visto subito in sintonia. Lo spazio era bellissimo, l’idea ci ha convinto pienamente, e abbiamo iniziato con entusiasmo, e umiltà”.

Il banco dell'Enoteca Naturale

L’impegno sociale dell’Enoteca Naturale

Guido e Marta, in realtà, non sono nuovi del settore, insieme hanno fondato Vinello, enoteca di quartiere, ugualmente votata al vino naturale, aperta nel 2013 a piazza Gambara, che resiste ancora oggi dopo un passaggio di consegne. E nella nuova casa affacciata sul Parco delle Basiliche ripropongono quello che sanno fare meglio, offrendo un rifugio agli appassionati di prodotti che raccontano una storia, buoni da bere (e da mangiare), stimolanti da scoprire. Nel rispetto del padrone di casa, di cui condividono la filosofia, impegnandosi concretamente per aiutare e coinvolgere il prossimo: “Abbiamo costituito quella che si definisce Srl benefit, una società a fini di lucro con statuto speciale, che ci impone di promuovere attività di integrazione sociale”. Dunque, già dal mese di dicembre, l’Enoteca Naturale offre la possibilità di prestare tirocinio formativo a persone richiedenti asilo, selezionate con il sostegno del Comune di Milano: “Al momento abbiamo con noi una ragazza dalla Somalia, e un ragazzo della Repubblica di Guinea. L’idea è quella di lavorare su una rotazione trimestrale, per coinvolgere più persone possibili, ma in qualche caso potremmo anche valutare l’assunzione”. All’Enoteca Naturale, al netto dei soci, lavorano in cinque, più i due tirocinanti a rotazione.

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La sala dell'Enoteca Naturale con tavoli e sedie colorate

La passione per il vino naturale

L’anima dell’attività, l’oste della casa, è il giovane e appassionato Rocco Galasso, anche lui già visto dietro al banco di Vinello. A Casa Emergency ha a disposizione un lungo bancone da 7 metri, progettato con materiali di recupero dai falegnami di Controprogetto, con legno usato spalmato di cemento e piastrelle in marmo di Carrara. E di recupero è anche la bottigliera a parete, in legno di betulla. Mentre tavoli e sedie, dai colori pastello, sono di Lago Design. La sala (progettata da Studio UAO) è grande, accogliente nel suo minimalismo. Offre anche tavoli conviviali e divani per condividere l’esperienza.

Le bottiglie a scaffale dell'Enoteca Naturale

A scaffale, le bottiglie offrono una bella varietà di proposte selezionate da piccole realtà, “un po’ in tutta Europa, dall’Italia alla Francia, e poi Germania, Grecia, Spagna, qualche proposta dalla Georgia. Non contiamo sui grandi numeri, al momento proponiamo circa 150 referenze, ma il nostro punto di forza è la rotazione continua: ci divertiamo a cercare, in questo non siamo molto ortodossi, se un vino ci piace, pur avendone poche bottiglie, vogliamo farlo assaggiare a chi viene a trovarci”.

La mescita

E infatti, oltre alla possibilità di acquistare a scaffale o stappare una bottiglia, ogni giorno la lavagna propone 15 etichette alla mescita, “con una turnazione di prodotto vivace, prezzi molto accessibili per la piazza milanese, possibilità di scoprire le new entry al bicchiere sulla nostra pagina Instagram, dove ogni settimana raccontiamo qualcosa dei vini naturali che abbiamo in lavagna e di chi li produce”.

Due calici e la poltrona blu di Enoteca Naturale con vista sulla basilica di Sant'Eustorgio

Peraltro nelle serate “wine roulette” i vignaioli arrivano personalmente in enoteca, con le loro bottiglie al seguito: “Con un costo fisso di partecipazione si passa la serata in compagnia, si impara qualcosa, si bevono tanti vini buoni”. Lo stesso avviene col cibo dei produttori che collaborano con l’enoteca, protagonisti delle serate “food roulette”: “L’idea è quella di proporre una serata del genere ogni due settimane, coinvolgendo anche cuochi interessati a raccontare qualcosa di particolare. In quei casi attiviamo anche la nostra cucina, mentre gli altri giorni la proposta gastronomica in abbinamento al vino parte dai prodotti che offriamo insieme al calice per arrivare a proposte di gastronomia calda preparate da realtà che collaborano con noi”.

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Cosa si mangia

Le alternative, quindi, sono diverse: il vino resta il focus dell’attività, ma il prezzo al calice che in media si aggira tra i 5 e i 7 euro (“mai sopra i 10, prezzo massimo per una bollicina”) dà diritto anche a un piattino di bontà, “il pane della Cascina Sant’Alberto, l’olio buono, una fetta di salame, del formaggio”. Tutti prodotti selezionati con cura, sul territorio italiano (e non solo): c’è la mortadella bolognese di Galliani, il capocollo di Martinafranca, il salame de La Castagnola, il tonno in conserva delle Azzorre. E poi le proposte calde, per chi vuole fermarsi a mangiare: il frico della Latteria Sociale, la caponata di melanzane, la ribollita, la crema di carciofi e farro, lo spezzatino.

Il cortile dell'Enoteca Naturale con vista sulla basilica di Sant'Eustorgio

Fuori, oltre le vetrate, c’è l’altra chicca dell’Enoteca Naturale: lo spazio all’aperto, il cortile nel parco, con le panche in legno e i muretti per fermarsi a bere un bicchiere di vino, passare una serata in compagnia, godersi il tramonto da una prospettiva diversa su Milano quando la bella stagione lo consentirà. Al momento l’enoteca apre solo di sera, dalle 17.30 alle 23 (ed è chiusa la domenica). Ma l’idea è quella di prolungare l’orario nel fine settimana, “dalla mattina e per tutta la giornata per condividere con la città lo spazio che abbiamo a disposizione”.

Il cortile dell'Enoteca Naturale con i ceppi in legno per sedersi e la facciata sullo sfondo

Si procede ancora cauti, per prendere le misure, considerando che l’Enoteca sarà anche supporto degli eventi organizzati nella nuova Sala polifunzionale di Casa Emergency, “il braccio liquido e gastronomico della struttura”. Ma non è questo l’unico legame diretto con l’associazione, dal momento che parte dei proventi dell’attività finanziano Emergency. E allora affidiamo la chiosa al motto della casa – protagonista del poster firmato da Gianluca Cannizzo che campeggia su una parete – ora sì, molto più chiaro: Bere vino è giusto.

 

e/n Enoteca Naturale – Milano – via Santa Croce, 19 – 02 82770589 – www.enotecanaturale.it

 

a cura di Livia Montagnoli