Seconda scommessa per il cuoco toscano nella città-stato cinese, dove da pochi giorni Fiamma ha inaugurato in prossimità dell’attrazione Victoria Peak. Cucina casalinga, atmosfera conviviale e tanta italianità, in un contesto che ora sembra anni luce lontano dalla situazione italiana.
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Investire in Cina. Il raddoppio di Enrico Bartolini a Hong Kong

Mentre la ristorazione italiana brancola nel buio in attesa di misure anti-Covid che si preannunciano progressivamente più stringenti a partire dalla serrata di Lombardia e Campania in via di approvazione, la Cina si conferma porto franco per gli investimenti all’estero dopo aver scongiurato (fino a prova contraria) una nuova ondata di contagi e aver momentaneamente sconfitto il virus. Ne parleremo presto a proposito dei prossimi progetti del gruppo Da Vittorio a Shangai, con la famiglia Cerea sempre più coinvolta nel panorama gastronomico dell’affascinante città portuale. Ma intanto è Enrico Bartolini – interessato in prima persona con i suoi ristoranti a Milano e Bergamo dalle restrizioni al vaglio della regione Lombardia – a raddoppiare la sua presenza in Cina. Già presente a Hong Kong con il ristorante Spiga, inaugurato nel 2016 e all’epoca prima insegna all’estero del gruppo che fa capo alla figura di Bartolini, lo chef originario della Toscana debutta in questi giorni con un secondo locale ubicato all’interno della Peak Galleria, nei pressi del Victoria Peak, punto panoramico più alto della città-stato, da cui si gode una bella vista sulla baia.

la cucina di Fiamma

Fiamma al Victoria Peak. Cucina casalinga italiana

Fiamma, come si chiama il nuovo ristorante, è ancora una volta una declinazione “casual” della cucina di Bartolini, in un contesto informale, ma elegante, che ospita 110 coperti. L’ispirazione resta ancorata alla cultura del cibo italiana, che i progetti di ristorazione di Bartolini sul suolo cinese si prefiggono di valorizzare nel modo più immediato, privilegiando pasta, zuppe povere (come la pappa al pomodoro e il minestrone) pizza e i piatti della cucina casalinga nostrana (evocando anche la sua atmosfera). In cucina c’è Paolo Olivieri, già alla guida di Spiga, che ora è in attesa di ricevere un nuovo head chef. Nel nuovo spazio, la brigata lavora in una cucina a vista sulla sala, tra maioliche dai decori floreali e piastrelle blu (che è il colore dominante del locale), proponendo un’offerta che si articola in più temi secondo esigenza del cliente e orari della giornata.

Il banco take away di Fiamma

Da Fiamma si può arrivare per colazione dolce o salata (tra pain au chocolat, yogurt con granola, omelette al tartufo e uova strapazzate con salmone), per prendere un aperitivo nel dehors, per usufruire del take away in bella mostra dietro al banco all’entrata, che propone una selezione di street food all’italiana ideale per un pic-nic nel parco, tra arancini, pizza al taglio, maritozzi e arrosticini.

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Preparazione della pasta fresca da Fiamma

Il menu. Tra pasta fresca, pizza e classici regionali

Ma c’è spazio anche per una cena rilassata, scegliendo da un menu di impostazione stagionale e orizzonte italiano, tra tortellini con fonduta di parmigiano, tartare di fassona piemontese con tartufo e uova di quaglia, vitello tonnato, parmigiana di melanzane, polpo all’arrabbiata con limone e fagiolini, pollo alla cacciatora, cotoletta alla milanese, tiramisù, babà al rum.  In abbinamento a una carta dei vini che racconta tutta la Penisola vitivinicola. Anche molti dei prodotti che finiscono nel piatto arrivano dall’Italia, pasta fresca e pane sono fatti in casa.

La tartare di fassona di Fiamma

Molto nutrita, del resto, è la sezione del menu dedicata ai primi piatti, che spaziano dalle tagliatelle al ragù di cinghiale alle linguine all’astice, passando per i rigatoni all’amatriciana e i tagliolini ai ricci di mare con bottarga, fino ad arrivare al risotto ai funghi porcini. Anche la carta delle pizze asseconda gusti piuttosto tradizionali, assicurando l’autenticità dell’esecuzione: quattro formaggi, margherita, diavola, prosciutto e bufala, fino alla più preziosa tartufo e provola (la più cara in menu, proposta a circa 24 euro).