Abbiamo chiesto ad alcuni albergatori e al Direttore di Federalberghi che cosa dovrebbe fare, ora, per la categoria il Governo. Sono emersi molti temi caldi, dal comportamento scorretto di Booking all'incremento dell'uso di plastica, dai bond degli albergatori all'idea di un buono vacanza solo per chi in vacanza in Italia ci andrà.
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Il comparto dell’ospitalità? La situazione è tragica

La situazione è tragica”. Esordisce così Alessandro Massimo Nucara, Direttore di Federalberghi, quando gli chiediamo – domanda retorica la nostra – come sta andando il comparto dell’ospitalità. “Tranne rarissime eccezione di hotel rimasti aperti per ospitare persone in quarantena, personale sanitario o volontari della Protezione Civile o della Croce Rossa, che vogliono proteggere le loro famiglie e che sono arrivati in soccorso da lontano; ecco tranne queste strutture sono tutti chiusi”. Ed è bene specificare che queste eccezioni affittano le loro stanze pro bono o a prezzi simbolici (siamo nell’ordine di 30 euro al giorno) concordati con le varie regioni, la prima a muoversi in tal senso è stata la Regione Toscana. “Ironia della sorte”, aggiunge Nucara, “è che prima dello scoppio della pandemia eravamo pronti a lanciare un progetto in collaborazione con il WWF per l’eliminazione della plastica dalle strutture alberghiere, ora quelle rimaste aperte sono costrette a utilizzare posate, bicchieri e piatti di plastica monouso per una questione igienica”.

Alessandro Massimo Nucara, Direttore Generale di Federalberghi
Foto di www.laici.it

Che ne sarà della fase 2?

Nemmeno a ragionare ipoteticamente sulla fase 2 le cose migliorano. “Se nella fase 2 ci sarà un approccio ospedaliero sarà un boomerang per tutti, sia per chi si occupa di ospitalità che di ristorazione. Il piatto di plastica nel ristorante stellato voi ve lo immaginate? O la receptionist con la mascherina?”. E dunque come potrebbe essere una fase 2 ragionevole? “Stiamo cercando di ragionare sulle misure che dovremo adottare nei prossimi mesi, certo è che la soluzione non sarà la gabbia (si riferisce all’immagine di lettini e ombrelloni circondati da plexiglass , ndr) ma il distanziamento”. Concretamente Federalberghi ha anche messo a punto un manuale di istruzioni per pulire correttamente una stanza o un bagno. “Stiamo aggiornando il nostro manuale, disponibile gratuitamente online per tutti i nostri soci, con delle indicazioni di sanificazione maggiore e stiamo definendo un accordo con una casa di produttrice di generatori di ozono affinché li metta in vendita a prezzi contenuti. Ma la verità è che ancora si naviga a vista”.

Cosa chiedete al Governo?

Il Decreto Liquidità non è sufficiente, il denaro preso in prestito può essere utile per riorganizzare i prestiti preesistenti, ma non è la soluzione di tutto. Sicuramente non dovrà servire per pagare le tasse! Chiediamo dunque un contributo a fondo perduto proporzionale al calo di fatturato, poi una diminuzione della pressione fiscale: che ne sarà della maxi rata di giugno per pagare l’Imu? Attualmente molti non hanno le risorse per pagarla. E poi perché devono continuare a pagare la tassa sui rifiuti quando non stanno usufruendo del servizio?”. Stessa obiezione fatta da Luciano Sbraga (Direttore di Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi) in una recente intervista dedicata alle richieste al Governo dei ristoratori. “Non vale posticipare, la devi abbattere quella tassa!”.

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Bisogna incentivare le vacanze in Italia

Chiediamo inoltre delle misure per chi è in affitto, sia per il solo affittuario delle mura sia per chi ha preso in affitto l’intera azienda. Tutte le norme, oggi, parlano solo del mese di marzo e solo dell’affitto delle mura, la misura va estesa a tutto l’anno e formulata anche per chi ha affittato l’azienda”. E ovviamente al Governo gli albergatori chiedono anche un incentivo alle vacanze in Italia. “Potrebbero essere dei buoni erogati a coloro che poi in vacanza ci vanno. Mi spiego, inutile dare dei buoni a chi non aveva in preventivo di andare in vacanza perché la loro funzione è prettamente quella di far circolare l’economia”.

Sì ai buoni vacanza ma non utilizzabili su metasearch per prenotazioni di alloggi

Quindi, sì allo strumento dei buoni vacanza, ma distribuendoli in maniera ponderata, “evitando, poi, che diventi uno strumento di guadagno per gli intermediari, come Booking per esempio”. Il portale olandese, ci racconta Nucara, si è anche distinto negativamente proprio durante questa situazione di emergenza, comportandosi come antagonista e non come partner, disattendo tra l’altro le misure straordinarie approvate dal Governo per le quali la struttura alberghiera è tenuta ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra il rimborso o un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione. “Booking pretende che tutti rimborsino i clienti pena la rimozione della struttura dal loro portale (vedi foto), causando così il fallimento di molte strutture che ovviamente i soldi incassati in fase di prenotazione li hanno già investiti su altri fronti”.

Post coronavirus alberghi
Il messaggio di Booking

Un consiglio? Per le prossime vacanze prenotate telefonando direttamente agli hotel

E che ne è della tutela del consumatore che magari in questo momento ha bisogno di quei soldi? “Qui siamo di fronte a un’emergenza senza precedenti e infatti lo stesso Governo dà la possibilità di offrire al cliente entrambe le soluzioni, soldi o voucher, anche lì dove la prenotazione non era normalmente rimborsabile: qui non rientriamo nelle dinamiche della normalità, stiamo parlando di una crisi che metterà a repentaglio migliaia di imprese e milioni di posti di lavoro”. Ad ogni modo, suggerisce sempre il Direttore di Federalberghi, se quest’estate dovete prenotare un hotel, prenotate direttamente e non passate tramite intermediari che si prendono una percentuale di circa il 20%, “il che significa lasciare i vostri soldi in Italia, creare reddito nel nostro Paese”.

Attenzione agli irregolari

Tornando ai buoni vacanza, oltre agli intermediari, Nucara mette in guardia anche dagli irregolari. “I soldi vanno spesi nelle strutture legali, parlo di chi è provvisto di partita Iva e di licenza. Gli abusivi a mio avviso non devo ricevere le stesse risorse di chi è regolare. Comprendo le difficoltà di tutti ma evitiamo di commettere l’errore di mettere insieme le pere con le mele: chi non ha un’attività ufficiale è bene che goda degli strumenti a lui dedicati, tipo il reddito di cittadinanza. Anche perché, parliamoci chiaro, i regolari devono affrontare delle spese in più, come per esempio l’Imu che indicativamente viene a costare circa 800 euro a camera, e quindi per un hotel con trenta camere siamo nell’ordine di 25mila euro all’anno”.

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Il discorso del Direttore di Federalberghi non fa una piega, soprattutto se si pensa che il settore del turismo, insieme a quelli della ristorazione e dei trasporti, è il più colpito nonché il settore che ne ha risentito per primo e che probabilmente ne uscirà per ultimo, dato che l’Italia dipende in gran parte dai turisti stranieri. “Fino a oggi si è parlato giustamente di misure uniformi per tutti i settori, ora è tempo di fare dei distinguo. Vi lascio con delle domande: i 500mila stagionali quest’anno saranno riassunti? E l’altro milione di dipendenti del settore che fine faranno? Chi sta al Governo si ricordi di queste cifre”.

TakeAStay, il bond degli albergatori

TakeAStay, il bond degli albergatori

Prima di passare la parola ai diretti interessati, gli albergatori, vi segnaliamo una bella iniziativa di Fabrizio Zezza di Hotelnerds by Easyconsulting e Walter Pecoraro, Presidente di Federalberghi Lazio. L’hanno chiamata TakeAstay, ovvero uno strumento che permette agli albergatori di creare e vendere bond di soggiorno agli ospiti, garantendo immediata liquidità senza incidere sulla disponibilità. L’ospite potrà usare il bond per prenotare il proprio soggiorno in una qualsiasi data disponibile in hotel, per fare un regalo o come pagamento, anche parziale, per una prenotazione futura. Per ora il servizio è gratuito sia per gli albergatori che per gli utenti.

Post coronavirus alberghi
The H’All Tailor Suite a Roma

Albergatori, cosa vorreste dal Governo?

Ramona Anello e Riccardo Di Giacinto – The H’All Tailor Suite a Roma

Noi già dal 23 febbraio abbiamo iniziato a ricevere le prime disdette, anche a lungo raggio, così ci siamo mossi in anticipo con la nostra banca (quando abbiamo chiesto la sospensione del mutuo, il direttore della banca non poteva credere che sarebbe successo quello che poi è effettivamente accaduto), ma il problema ahinoi non sono solo i mutui. Chiediamo al Governo di risolvere la questione degli affitti, magari sospendendo l’Imu per i proprietari delle mura. Secondo noi in questo periodo andrebbe congelato tutto, compresi le utenze e i vari conguagli, anche perché qui si tratta di ripartire seriamente nel 2021. Considerate che l’emergenza coronavirus per noi è iniziata esattamente in concomitanza con l’alta stagione, che è poi quella che ci consente di sopravvivere durante la bassa stagione. Nel nostro caso, poi, che siamo al centro di Roma, senza i turisti non possiamo sopravvivere, dunque chiediamo anche di promuovere seriamente il turismo in Italia sui mercati stranieri. È vero che noi ci stiamo organizzando con dei pacchetti vacanza che potrebbero funzionare, ma non possono lasciarci soli o in balia delle iniziative individuali. Non questa volta.

B&B Hotels Post coronavirus alberghi
B&B Hotels

Valerio Duchini – B&B Hotels in tutta Italia

Il Governo ha fatto degli annunci però per ora non c’è nulla di concreto. Solo per farvi un esempio: 72 ore dopo la pubblicazione nella Gazzetta del Decreto liquidità ho chiamato una delle nostre banche per avere un finanziamento – che da quanto dichiarato da Conte era fattibile in base al nostro fatturato del 2018 – la banca mi candidamente risposto che loro non avevano alcuna direttiva attuativa. Sapete cosa dovrebbe fare? Dare liquidità immediata alle aziende, come hanno fatto in Olanda o in Inghilterra che molto semplicemente, e senza troppi proclami, hanno accreditato nei conti correnti delle aziende il 25% del fatturato dell’anno precedente. In Italia dovrebbero fare così, almeno per quegli asset (ristorazione, ospitalità e trasporti) che rappresentano il 13,2% del Pil e il 15% della forza lavoro. Oltre alla liquidità, a mio avviso, dovrebbero ragionare sulla sospensione degli affitti per un trimestre e poi sulla rinegoziazione per tutto il 2020 e dovrebbero anche intervenire sulla burocrazia: non è possibile che per chiedere le casse integrazioni ci siano stati dei limiti burocratici pazzeschi. Poi – si leva un sassolino dalla scarpa, ndr – perché non sono intervenuti per tutelarci nei confronti degli intermediari, Booking in primis? Noi abbiamo le spalle grandi per poterci tutelare da soli, per esempio quando potremo riaprire consentiremo ai clienti un pacchetto Stay flexi con una tariffa più bassa del normale e con possibilità di spostare la prenotazione anche di un anno, ma dubito che le piccole realtà potranno fare altrettanto.

Hotel Hassler a Roma Post coronavirus alberghi
Hotel Hassler a Roma

Roberto Wirth – Hotel Hassler a Roma

L’Hassler con i suoi 125 anni di attività ha una storia che ha attraversato le due grandi guerre del secolo scorso e possiede una struttura resiliente che si adatta alle crisi. Nell’emergenza mondiale che stiamo affrontando, i governi sono chiamati a fare da guida e dare sostegno alle aziende per permettere di superare il fermo delle attività per il settore turistico. sarà vitale che il premier si faccia carico di una serie di iniziative che puntano alla sopravvivenza del settore che sarà provato fino a tutto il 2021. Per questo ritengo che sia da predisporre una riduzione delle imposte per 2020 e per tutto i 2021; che la tassa di soggiorno vada per metà lasciata agli albergatori in modo che possano affrontare le spese della ripartenza; che sia stabilito il prolungamento della cassa integrazione straordinaria fino a settembre, perché in ogni caso gli alberghi riapriranno a personale ridotto e in questo modo si evitano i licenziamenti. Infine, auspichiamo una maggiore flessibilità nei contratti di lavoro per nuove assunzioni oltre i limiti ordinari per due anni. Queste sono le misure minime da prendere per riuscire a far ripartire il settore turistico, che in tutti i casi, sarà duramente segnato.

Principe di Savoia a Milano Post coronavirus alberghi
Principe di Savoia a Milano

Ezio Indiani – Principe di Savoia a Milano

Quello che ci interessa in modo particolare è un’estensione della cassa integrazione, 9 settimane (che termineranno a metà giugno) sono troppo poche, anche considerando il fatto che poi partirà la cassa integrazione ordinaria che durerà per altri sei mesi. Secondo me la situazione non sarà superata entro la fine di quest’anno. Altro nodo cruciale saranno le spese che dovremo affrontare per garantire la sicurezza dei nostri dipendenti e dei nostri ospiti, tra mascherine, guanti, grembiuli e disinfettanti sarà una cifra che il Governo dovrà aiutarci a sostenere, senza contare il fatto che per il primo periodo non avremo turisti internazionali e che anche quando ricomincerà un minimo di flusso, dovremmo comunque garantire il distanziamento. Sapete cosa significa in termini numerici? Un 25% in meno della capacità ricettiva del nostro ristorante e un 40% in meno sul fronte bar. In tal senso chiediamo aiuti sulla liquidità, speriamo si poterla ricevere a tassi agevolati perché un tasso dello 0,5% rappresenta una strada percorribile, viceversa se il tasso arriva al 2% allora non sarebbe più una boccata di ossigeno, anzi. Ultima richiesta è un investimento importante per rilanciare l’azienda Italia e in particolare Milano, servirà uno sforzo commerciale non da poco perché ci siamo letteralmente bruciati l’effetto Expo.

a cura di Annalisa Zordan