L’idea è della startup torinese The Spiritual Machine, specializzata nella produzione di alcolici personalizzati, a partire da un lavoro sulle botaniche. Per aiutare le cantine italiane in difficoltà, nasce il vermouth Fenice 2020.
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The Spiritual Machine. La startup

The Spiritual Machine è una startup nata a Torino per iniziativa di un gruppo di giovani soci – Elisa Cravero, Matteo Fornaca e Matteo Dispenza – con l’obiettivo di offrire la possibilità a chiunque di realizzare alcolici personalizzati. L’esperimento, partito ormai qualche anno fa, ha trovato spazio all’interno di una vecchia fabbrica di cavi elettrici riqualificata, dove il team al lavoro, partendo dallo studio di 150 botaniche, ha perfezionato una linea di tinture e distillati naturali e stabilizzati (una linea di 40 miscele pronte all’uso), che oggi vengono messi al servizio dei professionisti del settore e realtà della ristorazione per realizzare linee personalizzate di gin, bitter, amari e – naturalmente, trattandosi di Torino – vermouth (regole del gioco: ordine minimo di 100 bottiglie e tre mesi di tempo per portare a termine la missione, ma i prodotti base possono essere acquistati anche singolarmente o in kit già codificati per il fai da te amatoriale). Del resto, la startup ha avuto origine nel 2015 proprio dal format Esperienza Vermouth, esperienza di divulgazione della cultura del vino aromatizzato la cui paternità spetta ad Antonio Benedetto Carpano, che a Torino lo battezzò nel 1786. Lavorando sulle tinture utilizzate per fare il vermouth, e applicandole ad altri contesti, è nata la prima linea di distillati The Spiritual Machine, e così tutto il percorso intrapreso finora.

Fenice 2020. Un vermouth che aiuta le cantine italiane

E sempre il vermouth è protagonista dell’ultima iniziativa promossa dalla giovane azienda piemontese, che fa sistema con il mondo del beverage tout court, per aiutare il settore del vino in difficoltà. Col progetto Save The Wine, i ragazzi hanno avviato il recupero di migliaia di litri di vino rimasto invenduto per effetto delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, raggiungendo venti cantine italiane, una per regione (la stima dei vini in giacenza nelle cantine nazionali, dopo il lockdown, si aggirava intorno ai 54 milioni di ettolitri). Il vino recuperato è servito a produrre un vermouth artigianale (che per il 75% è composto da vino), ribattezzato simbolicamente Fenice 2020, che ora sarà disponibile per l’acquisto online sulla piattaforma The Spiritual Machine e presso i locali aderenti all’iniziativa. L’etichetta della bottiglia solidale, che vuole essere un incoraggiamento a ripartire più forti di prima come una fenice che risorge dalle ceneri, è stata disegnata dall’illustratore Paolo Armitano. Il prodotto ottenuto, invece, è un Vermouth di Torino Superiore, di impostazione classica, che onora la tradizione officinale del vino aromatizzato piemontese, con note di genziana, cannella, mirra, incenso e fiori bianchi, cui si aggiungono scorza d’arancia, chiodi di garofano e violetta. Molto beverino, è pensato per un consumo agile e proposto in bottiglia da 750 ml a 25 euro.