Frassinetto è un piccolo borgo di montagna in provincia di Torino (a 1.050 m) e tra le Valli Orco e Soana, con poco più di duecento abitanti stabili. Per anni ha segnato decadi di lento abbandono, come tanti borghi del canavese: case vuote, residenti in calo, figli sempre più rari, scolari quasi inesistenti. Anziché arrendersi, il Comune ha preferito muoversi con precisione: bandi per nuovi residenti, risorse pubbliche ben impiegate, progetti dal respiro pragmatico. Nessuna retorica, nessuna operazione estetica, solo un lavoro meticoloso sul territorio.

Nel 2021 la Regione Piemonte ha lanciato “Resto in Montagna”, un bando che offre contributi da 10.000 a 40.000 € per chi acquistasse e ristrutturasse una casa in uno dei comuni alpini sotto i 5.000 abitanti. Frassinetto è stato ammesso e ha ricevuto decine di domande da coppie giovani, famiglie con bambini e smart worker attratti da una montagna concreta. Molte abitazioni in pietra, abbandonate da decenni, sono così tornate a vivere. Al fianco della Regione, il GAL Valli del Canavese ha impiegato fondi del PSR 2014–2020 per finanziare il restauro conservativo: uso di pietra, legno, tetti in lose, intonaci naturali. Questi interventi hanno favorito la rinascita di residenze stabili, non deliranti seconde case.

I progetti avviati vanno oltre la semplice presenza. La Scuola di Montagna, inaugurata nel 2022, offre a chi pensa di trasferirsi una settimana di formazione pratica: gestione di immobili alpini, agricoltura in quota, relazioni di comunità, strumenti fiscali. L’Albergo Sospeso è un sistema di ospitalità diffusa: case ristrutturate disponibili per soggiorni brevi o medi da parte di turisti, artisti, studenti o chi vuole sperimentare la vita in quota. Dal punto di vista turistico, Frassinetto si è attrezzato: il ponte tibetano, uno dei più alti d’Europa, e la zipline sulla forra dell’Orco, in grado di far raggiungere anche 100?km/h, hanno attirato nuovi visitatori. A questi si aggiungono i percorsi cicloturistici, per bici da strada, MTB e gravel, che attraversano paesaggi aperti e impegnativi, rendendo il paese meta appetibile tutto l’anno: i ciclisti arrivano, si fermano, mangiano e dormono, confermando che innovare non significa stravolgere.

Osteria la masca
Oggi Frassinetto è abitato da chi ha scelto di starci davvero, non solo di passarci. I luoghi che reggono questa quotidianità non sono molti, ma funzionano. L’Osteria La Masca è uno di questi: un punto di ritrovo stabile, dove la cucina piemontese è ancora una faccenda concreta, fatta di piatti semplici, porzioni generose e una gestione familiare che conosce tutti per nome. Dal 2024 si è aggiunta anche la Baita Fiorita Da Codemo, poco fuori dal centro, in località Oronco: un posto raccolto, con pochi coperti, un camino acceso quasi tutto l’anno e una cucina che lavora su prodotti biologici e stagionali. Sono luoghi dove si mangia, certo, ma soprattutto si resta un po’ di più del necessario: si parla, si lavora, si legge il giornale. Anche questo contribuisce a tenere vivo un paese. La quotidianità è anche educativa: la scuola primaria è attiva come “scuola sussidiata” insieme a Ronco Canavese e Ceresole Reale, sostenuta dalla Regione Piemonte. Quanto all’abitare, gli alloggi dell’Albergo Sospeso ospitano workshop, residenze temporanee, momenti collettivi. Alcuni ex rustici sono stati trasformati in laboratori, spazi coworking e alloggi brevi, ma su questo fronte serve ancora un riconoscimento formale: esistono progetti reali, ma non ancora spazi istituzionali certificati, sono alloggi convertiti a usi plurimi, nati dal basso, con il supporto del Comune.
Frassinetto non è un caso da manuale né un “modello” generalizzabile. È però la dimostrazione che un paese può essere salvato dal declino se le politiche territoriali non restano lettera morta, se i fondi vengono usati con criterio e se chi arriva decide davvero di restare. Non vetrine, ma progetti vissuti e comunità costruite giorno dopo giorno.
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