Mangiare spendendo poco

La piola di Torino ferma agli anni Settanta dove i piatti costano ancora 8 o 10 euro

Coco’s è aperto dal 1973 nel quartiere di San Salvario e sembra non aver mai sentito il bisogno di cambiare: lingua al verde, battuta, peperoni con le acciughe, vitello tonnato e piatti che a pranzo costano tra 8 e 10 euro

  • 15 Luglio, 2026
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Di piole è piena Torino, ma come le trattorie a Milano, molte sono invenzioni recenti nate per cavalcare la moda travolgente del mangiare semplice in luoghi informali. L’occhio esperto sa però distinguere, anche senza googlare o affidarsi all’intelligenza artificiale, i luoghi storici e quelli con il cellophane tolto da poco; i pilastri e i parvenu. E Bar Coco’s nel quartiere di San Salvario appartiene certamente alla prima categoria. E’ nato nel 1973 e ha l’aria di non aver mai sentito il bisogno di cambiare. Basta entrare dalla porticina in legno con gagliardetto del Torino (che siamo in un covo granata lo capiremo da altri indizi anche se appesa c’è anche la maglia bianconera di Del Piero) per comprenderlo. Una stanza affollata e piena di tutto – di gente, di oggetti, di fotografie, di targhe automobilistiche straniere, di specchi, di vetrinette, di sorrisi – e un bancone che giustifica la definizione di bar.

La sala

Dentro la piola di San Salvario che sembra non essere mai cambiata

Coco’s è il regno di Maurizio, un punto di riferimento del quartiere, e del suo staff. I tavoli sono in legno vissuto, che viene protetto da una tovaglietta di carta in stile fumettistico, una storia western alla Tex. Seggioline spaiate ma comode. L’apparecchiatura è da start kit della ristorazione, tovaglioli di carta, bicchieri da credenza, il bonus è un bicchierone con dei grissini stirati. Il pubblico è vario, metà circa ha l’apparenza di essere di casa, li riconosci perché sono soli, prevalentemente anziani, leggono il giornale, se potessero fumare probabilmente fumerebbero. Il resto è fatto di avventizi, che si muovono più cautamente in quello che sembra un circolo del tressette. Ma qui vige l’inclusione dell’indifferenza. In senso buono, sia chiaro: chiunque tu sia sei il benvenuto e le tribù convivono pacificamente.

La tipica clientela

Cosa si mangia da Coco’s, tra lingua al verde e vitello tonnato

Mangiare si mangia piemontese senza contaminazioni contemporanee (al massimo un dripping di salsa all’aceto balsamico come tocco di non richiesta modernità), la forza è negli antipasti, dove ci sono differenti “tris”: di carne (battura, salsiccia di Bra, albese), della casa (lingua al verde, peperoncini ripieni al tonno, paglierina, che per i non piemontesi è un formaggio locale “fiorito”, analogo al Camembert), piemontese (peperoni con acciughe al verde, antipasto piemontese, primosale con marmellata di arance), Coco’s (uovo e maionese, pomodoro con insalata russa, formaggio di capra con miele e granella di nocciole). Un simile dispiegamento di forze evidenzia un’organizzazione notevole, decisamente ammirevole.

La Pasta e fagioli

La pasta e fagioli leggendaria che d’estate bisogna rimandare

Per fortuna (loro) il resto della carta è piuttosto stringato: un ottimo Tonno di coniglio con verdurine che riscatta una presentazione piuttosto raffazzonata, Pasta con toma e pistacchi, Tagliatelle al ragù di salsiccia, Cotoletta alla milanese (che straborda dal piatto lasciando spazio solo a un evitabile quarto di limone, è ben battuta e accettabilmente panata, per un prezzo di 10 euro che a Milano te lo sogni), Agnello in umido, Fegato alla veneta. I dolci sono casalinghi, io ho provato il bunèt. Va detto che quando io visito il locale fa già caldo e mi perdo la leggendaria Pasta e fagioli di Coco’s e l’altrettanto rinomata Zuppa di ceci e costine. Il cibo è buono, sincero, sostanza dieci, forma zero: ci si sfama senza pensieri, e qualcosa è davvero buono, come la Cotoletta, le battute, i Peperoni con acciughe e la Lingua al verde. Nota per il Vitello tonnato, dalla presentazione più che spartana carceraria. Eppure il sapore darebbe le piste a molte delle interpretazione à-la-Diego-Rossi che hanno invaso il mercato bistronomico.

La pasta e fagioli leggendaria che d’estate bisogna rimandare

I prezzi sono tutti tra 8 e 10 euro a piatto, i contorni costano 4. Il vino della casa è servito in brocche, io non l’ho ordinato e non l’ho visto in menu ma costa certamente poco, in linea con il resto. Sono i prezzi del pranzo, va detto. La sera si spende un po’ di più e – dicono – l’atmosfera si fa un po’ più contegnosa. Basti sapere che dal giovedì al sabato per la cena è richiesta la prenotazione, e non sempre è facile trovare un tavolo. A pranzo è aperto anche il martedì e il mercoledì e c’è il walk in, ovvero chi primo arriva meglio alloggia. La domenica e il lunedì ci si riposa.

Maurizio e il suo staff

Bar Coco’s, via Bernardino Galliari, 28 Torino. Tel. 011657465. Aperto a pranzo dal martedì al sabato e la sera dal giovedì al sabato. Chiuso domenica e lunedì

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