Nuove aperture

A Milano ha aperto un bar dove la cosa più rivoluzionaria è la normalità (e la michetta)

Roberta Viale e Vincenzo Todaro aprono a NoLo un locale che unisce vini artigianali, michette e accoglienza. L'obiettivo non è stupire, ma riportare il bar alla sua funzione più semplice: far incontrare le persone

  • 17 Luglio, 2026
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Attorno a piazza Morbegno, centro nevralgico di NoLo, la geografia dei locali racconta meglio di qualsiasi slogan l’anima del quartiere. Qui l’enoteca alla moda convive con il fast food mediorientale in modo naturale, gli stessi clienti passano dalla birreria Ghe Sem alla vineria con bistrot Silvano con naturalezza, senza preoccuparsi delle etichette. È questa normalità, fatta di contaminazioni spontanee e rapporti di vicinato, che ha conquistato Roberta Viale e Vincenzo “Vins” Todaro quando hanno deciso di aprire Bar Normale. Il primo giorno sono stati immediatamente accolti da ristoratori e residenti passati a dare il benvenuto. «Ci sembra di esserci trasferiti in un’altra città», raccontano a soli due giorni dall’apertura.

Perché Bar Normale nasce a NoLo

Lei arriva da sei anni a Londra, dove ha costruito una solida esperienza nell’hospitality prima di rientrare in Italia. Lui è architetto, si avvicina al vino da appassionato, studia per diventare sommelier e decide di mettersi per la prima volta dietro un bancone. Si conoscono all’enoteca del Mercato Centrale di Milano e scoprono subito di condividere la stessa idea di accoglienza: fare del bar un luogo di relazione prima ancora che di consumo. Questo è quello che colpisce mentre parlano della loro storia. Più che di se stessi, raccontano degli incontri e delle relazioni create negli anni e lo fanno con un entusiasmo illuminante. Come dice Roberta, in fondo, «è un po’ il senso della vita».

Dopo aver soltanto immaginato il loro locale ideale, nel 2025 affinano il progetto attraverso esperienze condivise, dall’avvio di nuove enoteche fino alla gestione di realtà già affermate; poi nel 2026 arriva finalmente la possibilità di concretizzare il sogno. In una città sempre più orientata alla ricerca dell’effetto sorpresa, Roberta e Vins rivendicano il piacere di un bar capace di mettere al centro le persone. Tra le suggestioni che hanno accompagnato la creazione del concept c’è anche una frase di Massimo Troisi dal film Ricomincio da tre: “gente normale che ogni tanto…”, un riferimento che si traduce nell’intento di creare una dimensione fatta di incontri spontanei e nuove amicizie. Il banco, non a caso, è il cuore del piccolo locale, con le sedute disposte tutto intorno per favorire il dialogo.

Bar Normale: dal calice alla michetta

Normalità non si traduce in scarsa ambizione. La selezione dei vini conta già circa 150 etichette di produttori che nel tempo sono diventati amici, con l’obiettivo di rendere accessibili alla mescita vini di grande personalità e al contempo raccontare le storie di chi lavora con passione e rispetto del territorio. Si parte da 7 euro al calice a salire, un range che può superare il perimetro del bar popolare in senso stretto, ma coerente con la scelta di lavorare sulla qualità. I vini convivono con prodotti pop, dal Camparino alla birra Forst fino all’analcolico Iessi. «Nella vita non siamo una cosa sola. Possiamo bere un calice importante e, il giorno dopo, avere voglia di una bibita gasata, senza sentirci fuori posto. Normalità significa proprio questo».

Lo stesso approccio guida la parte gastronomica: la michetta con il salame è diventata quasi il manifesto col quale Bar Normale si è presentato all’apertura. “Un bel panino col salame, col salame e basta” scrivono nel primo post su Instagram. «Ogni tanto incontravo un amico per lavorare il sabato pomeriggio, ma poi si finiva sempre con una birra e la voglia di andare alla bocciofila a mangiarci una michetta normale, una birra normale» racconta Vins. Anche qui non si rinuncia alla bontà delle materie prime: il pane arriva dalla storica bottega Danelli, il salame è quello classico milanese di un produttore artigianale. Poi ci sono le varianti con mortadella o con zola, tutte proposte a 5 euro.

Il futuro di Bar Normale è già pieno di possibilità: l’obiettivo è farlo diventare un luogo in cui diverse forme di creatività possano incontrarsi, ospitando cuochi, bartender e artisti di ogni genere. Si parte dalla collaborazione con gli amici di Sfelab, incaricati della parte artistica e grafica, e quella col collettivo brianzolo Minuscole, che ha realizzato dei ricami personalizzati sulle magliette della divisa. Una filosofia che sembra aver trovato terreno fertile a NoLo, per raccontare una normalità che non è banalità, ma il piacere delle cose fatte bene.

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