Città che cambia

A Milano un intero quartiere è rimasto senza supermercato: per fare la spesa bisogna camminare un chilometro

La chiusura dell’unico supermercato del quartiere Sant’Ambrogio I, alla Barona, lascia migliaia di residenti senza un punto vendita di prossimità. A soffrire soprattutto anziani e famiglie, mentre il Comune cerca un nuovo gestore

  • 14 Luglio, 2026
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Milano vicino all’Europa, Milano che banche, che cambi”, cantava Lucio Dalla nel 1979, qualche anno prima della Milano da bere che avrebbe raccontato la retorica della città felice e benestante. Milano vicino all’Europa ma lontano dai suoi cittadini, almeno a giudicare da quanto accade a Barona, nel quartiere Sant’Ambrogio I, un’area di edilizia popolare nata negli anni Sessanta in un’area al confine con il Parco Agricolo Sud, su un vasto lotto chiuso tra le vie San Vigilio e San Paolino. Un’area residenziale intensiva, dove vivono migliaia di persone, per lo più anziane. Che da qualche giorno hanno visto sparire uno dei pochi presìdi che rendono un quartiere vivibile: il supermercato, l’unico della zona.

L’unico supermercato del quartiere ha chiuso

Il negozio del marchio Sigma si trova, o meglio bisognerebbe dire si trovava, negli spazi del mercato comunale coperto di via San Paolino, assieme a una farmacia, una lavanderia, un parrucchiere e un bar. Una chiusura che desertifica ulteriormente un quartiere difficile e rende la vita particolarmente dura per anziani e mamme con bambini piccoli, che anche in giorni di canicola, devono affrontare lunghi spostamenti per la spesa quotidiana. Il più vicino supermercato ora dista quasi un chilometro.

Per molti anziani fare la spesa è diventata un’impresa

“Io cammino a fatica, ormai è un’impresa comprare il pane, il latte, la frutta, perché tutti i negozi sotto casa sono spariti”, racconta al Giorno Giovanna, una donna di 82 anni che da oltre mezzo secolo vive nella zona.

Il presidente del Municipio 6 Santo Minniti

Contratto disdetto in anticipo

Il supermercato ha chiuso perché il gestore ha disdetto il contratto in anticipo, tre anni prima della scadenza. “Questo è stato per anni un presidio di prossimità – dice il presidente del Municipio 6, Santo Minniti – soprattutto per la popolazione anziana del quartiere, che con la chiusura del supermercato si troverà a fare centinaia di metri per raggiungere quello più vicino”. “Per il municipio 6 – aggiunge Minniti – la disdetta anticipata del contratto da parte del precedente gestore del supermercato è stata una notizia improvvisa che non ha lasciato il tempo tecnico per evitare la chiusura. Siamo però da qual momento in contatto con l’assessorato al Commercio del Comune di Milano per trovare immediatamente un’alternativa. Per questo motivo sia con So.Ge.Mi (la società che gestisce il mercato alimentare e i mercati di quartiere di Milano, ndr) sia con altri soggetti stiamo valutando la possibilità di riapertura di questo esercizio di prossimità”.

Il quartiere Sant’Ambrogio 1

Due strade possibili

Le due strade più praticabili al momento sono trovare un nuovo gestore anche per un lungo periodo attraverso un bando oppure affidare la gestione direttamente a So.Ge.Mi. perché provveda direttamente alla riapertura dell’esercizio commerciale. “I mercati comunali – dice Minniti – non hanno soltanto una funzione commerciale ma hanno soprattutto un valore sociale nei quartieri in cui risiedono. Per questo è importante che il Comune continui a investire soprattutto in mercati come questo”. Sulla vicenda si è mossa anche l’opposizione. Il consigliere el Municipio 6 Omar Praticò di Fratelli d’Italia ha promosso una raccolta firme “su richiesta dei residenti. Ne abbiamo già raccolte un migliaio – dice –. Chiediamo vengano rivisti i criteri di assegnazione degli spazi del mercato comunale, evitando che chi ottiene un locale debba farsi carico dei debiti delle precedenti gestioni” e, tra le altre cose, “di agevolare l’ingresso di attività commerciali essenziali”.

Seicento supermercati (ma nessuno qui)

A Milano, anche se mancano dati ufficiali, si calcola ci siano tra i 550 e i 650 punti vendita alimentare della grande distribuzione, tra essi circa la metà sono supermercati classici mentre gli altri sono discount, piccoli punti vendita di vicinato e convenience store. In pratica ce n’è uno ogni 2mila abitanti, ma non a Sant’Agostino 1, dove a vivere sono più o meno in tanti.

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