Gli stock italiani di vino hanno raggiunto a giugno il massimo storico da quattro anni mentre i prezzi medi del vino proseguono a scendere come era già accaduto lo scorso mese di maggio. Lo scrive l’Unione italiana vini. L’Osservatorio ha elaborato i dati di Cantina Italia del mese di giugno, da cui emerge un +8,4% di giacenze (dopo il +7,3% di maggio), che porta il totale di vini e mosti a 50,3 milioni di ettolitri, con 46,6 milioni di ettolitri di solo vino (+6,7%) che equivale a 6,2 miliardi di bottiglie. Un dato che preoccupa il sindacato del settore vitivinicolo.
In aumento, in particolare, sono i livelli di giacenze dei vini a Igp (+8,3%) e dei vini comuni (+8,2%, che salgono a +9,5% includendo i varietali). Per i vini a Denominazione d’origine protetta (Dop) gli incrementi di giugno sono del 5%, mentre a maggio erano stati del 3 per cento. Alta anche la quota dei mosti in giacenza: rispetto a un anno fa si registra un incremento del 36 per cento. Paolo Castelletti, segretario generale di Unione italiana vini, spiega che l’andamento di giugno «conferma l’allarme» lanciato nella recente assemblea, tenuta a Roma, che aveva evidenziato il fenomeno dei massicci declassamenti.

«Il mercato e il relativo peggioramento dello stato dell’arte – osserva Castelletti – ci obbliga a fare urgentemente delle scelte decisive per il breve ma anche lungo termine. L’ultimo mese evidenzia come il “fabbisogno” riscontrato da alcuni si riferisca in gran parte a declassamenti, quindi a movimenti interni alla cantina, e non alle uscite sul mercato. Auspichiamo ci possa essere unità di vedute nel corso dei prossimi incontri di filiera». Il Tavolo vino del Masaf, che comprende tutte le associazioni di categoria, dovrebbe essere convocato entro il mese di luglio.
A proposito di fabbisogni del mercato del vino, fa sapere l’Uiv attraverso l’Osservatorio, si registra a giugno un rallentamento di quelli dei vini Dop sia su base annuale (-20%) sia rispetto a maggio (-30%). I vini Igp registrano un trend per certi versi simile con un -17% annuo e un -28% congiunturale. La conseguenza è «un’ulteriore depressione dei prezzi dello sfuso», rileva Uiv.

Nel dettaglio, i vini Dop scendono (media nazionale di giugno a 1,57 euro/litro, con -7% sul giugno 2025) coi i vini comuni che scontano, con un sensibile calo dei listini (-19%), l’ingente volume di prodotto fatto uscire nel mese. Resta a 0,81 euro/litro la quotazione degli Igp che confermano il -11% dei prezzi di maggio. Nel complesso, la combinazione tra incremento delle giacenze e rallentamento dei fabbisogni, soprattutto nella parte alta della piramide, porta il totale della voce vino a un calo medio del 10 per cento: «Si conferma – conclude Uiv – la tendenza peggiorativa vista già a maggio».
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