Ricette

La pasta fredda più sottovalutata dell'estate

Pomodorini, mozzarella, basilico e olio extravergine: la pasta alla checca continua a essere uno dei piatti simbolo dell'estate italiana. Facile da preparare, perfetta da portare al mare e oggi riscoperta perfino dai ristoranti fine dining

  • 19 Luglio, 2026
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La pasta fredda è una delle poche certezze delle estati afose. Con più di trenta gradi all’ombra, chi sceglie un piatto fumante merita quasi un premio al coraggio. Per tutti gli altri c’è lei: la pasta alla checca. Basta nominarla per tornare con la memoria ai pranzi sotto l’ombrellone, alle schiscette preparate la sera prima e ai frigoriferi pieni di contenitori pronti da portare in spiaggia.

Cos’è la pasta alla checca

Anche se ci sono opinioni contrastanti il suo successo è racchiuso tutto nella semplicità. Non c’è bisogno di lambiccarsi troppo in cucina. Si prepara in pochi minuti, richiede ingredienti che tutti hanno in casa e, dopo qualche ora di frigorifero, sembra quasi diventare più buona. La ricetta è tipica del Centro Italia, mentre più a sud prende il nome di crudaiola, proprio perché il condimento nasce da ingredienti utilizzati a crudo. La pasta deve essere corta – penne, rigatoni o mezze maniche – e rigorosamente al dente, così da mantenere consistenza anche dopo il riposo. Poi bastano pomodorini, mozzarella, basilico fresco e un generoso giro di olio extravergine d’oliva.
Ridurla a una semplice insalata di pasta sarebbe come insultarla. La pasta alla checca è un ricordo. È il pranzo preparato dalla nonna, che sfama dopo una mattinata passata tra bagni e racchettoni, è il profumo del basilico che si mescola alla salsedine. È uno di quei piatti che, più che saziare, riportano indietro nel tempo.

Dal pranzo sotto l’ombrellone ai ristoranti di alta cucina

Non sorprende, allora, che anche l’alta cucina abbia deciso di renderle omaggio, contribuendo a sdoganare la pasta fredda anche nei contesti della ristorazione d’autore. Da Imàgo, il ristorante stellato dell’Hotel Hassler di Roma, lo chef Andrea Antonini nel corso degli anni ha proposto una personale interpretazione della pasta alla checca ispirata alla ricetta di sua madre. Cambiano le tecniche – emulsione di pomodoro, oli aromatizzati e aria di mozzarella di bufala – ma l’idea resta la stessa: raccontare uno dei piatti più iconici dell’estate italiana con un linguaggio diverso.

Ma la riscoperta della pasta alla checca non passa soltanto dalle tavole dell’alta ristorazione. A dimostrarlo è Ciao Checca, insegna aperta nel 2013 nel cuore di Campo Marzio. Uno degli epicentri degli stellati gastronomici della Capitale, tra l’altro. Qui viene proposta come pasto veloce (loro si identificano in uno slow street food). Servita in una ciotolina di cartone, che ricorda il poké. Ma che all’interno ha un ricetta del tutto italiana: tubetto Rummo, dadolata di pomodori a grappolo, mozzarella di bufala Dop, sale, olio e basilico. Il prezzo è di 9 euro, 11 per la porzione maxi. Con anche la versione gluten free.

In fondo è proprio questo il bello della pasta fredda. Un richiamo a quella vita lenta che tutti ci invidiano. Può essere preparata in pochi minuti in una cucina di casa oppure arrivare sulla tavola di un ristorante stellato, ma continua a evocare la stessa immagine: un pranzo lento, le giornate senza orologio e le caldi estate passate sotto l’ombrellone

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