Debutterà a settembre, come evoluzione del progetto Casa de Todos, nato a Lima come rifugio per senza tetto durante la pandemia. Coinvolgerà cuochi professionisti e artisti, com’è consuetudine per i refettori aperti finora nel mondo.
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Dal Messico al Perù

Eravamo rimasti a Merida, nella città messicana dello Yucatan, all’inizio di marzo, mentre la comunità internazionale iniziava a scoprire la gravità della pandemia che nel giro di pochi giorni avrebbe paralizzato mezzo mondo. A Casa Santa Luisa, con il supporto della Fundacion Palace, era tutto pronto per inaugurare il primo Refettorio messicano del circuito Food for Soul, ideato da Massimo Bottura. L’emergenza sanitaria, però, ha costretto a rinviare l’apertura al pubblico della struttura, che in compenso si è subito attivata per supportare con le proprie cucine il lavoro di altre associazioni umanitarie che lavorano sul territorio, in un momento ancor più delicato per chi non può provvedere a sfamarsi. Così è nato un servizio di distribuzione e consegna a domicilio che continua ancora oggi, in attesa di poter aprire le porte della bella casa colonica, ristrutturata con l’aiuto di molti artisti locali, secondo la filosofia del buono e bello di Food for Soul. Nel frattempo, l’organizzazione no profit guidata dallo chef modenese con sua moglie Lara Gilmore non si è fermata.

La Casa de Todos all'interno dell'arena de Acho

Il Refettorio di Lima con la Casa de Todos

E tra qualche settimana, nel mese di settembre, un nuovo Refettorio farà il suo esordio a Lima. Nella capitale del Perù, il Refettorio Intermediario sarà temporaneamente ospitato – in attesa di trovare uno spazio permanente, a Palomino –  all’interno della storica arena di Acho, risalente al 1762, dove in concomitanza con l’esplosione della pandemia, dalla primavera scorsa, i volontari dell’associazione Beneficencia de Lima hanno creato con il supporto dell’amministrazione comunale un punto di ritrovo e sostegno per i senza tetto della città, ribattezzato Casa de Todos. Nell’ambito dell’operazione è nata anche una “cucina da campo” supervisionata dallo chef Diego Munoz (braccio destro di Gaston Acurio), che ha coinvolto negli ultimi mesi cuochi, ristoratori e produttori locali, per supportare l’iniziativa. Così è nato l’interessamento di Massimo Bottura, che ha scelto di sostenere con Food for Soul il progetto, destinato a trasformarsi in un vero e proprio refettorio, fondato sul recupero degli scarti e l’alimentazione di qualità.

Il punto di Lima sarà dunque il secondo refettorio aperto nel Sud America, dopo la struttura fondata con Gastromotiva in una delle favelas di Rio de Janeiro, in occasione dei Giochi Olimpici del 2016. “Aprire un Refettorio in questo preciso momento storico non risponde solo alla nostra missione, ma è un dovere morale. Lima tra l’altro è una città emblematica per la storia della gastronomia: con le associazioni di volontariato locale sapremo creare un luogo sereno, felice e creativo”, spiega Bottura a proposito del nuovo progetto. E anche il logo del Refettorio peruviano è un omaggio alla città di Lima, di cui riprende il fiore simbolo, l’Amancaes, particolarmente resistente e capace di adattarsi alle difficoltà. Quando sarà in attività, il Refettorio sarà in grado un pasto da tre portate preparato ogni giorno da cuochi professionisti, accogliendo persone in difficoltà economica, senza tetto e chiunque abbia bisogno di aiuto. Il progetto prevede inoltre di piantare un giardino commestibili, con frutta e ortaggi, e di fondare un centro di formazione per l’avviamento alla professione in cucina (alla periferia di Lima, un progetto simile è stato avviato poco più di un anno fa da Gaston Acurio, all’interno della Fundacion Pachacutec). E come di consuetudine, partecipa alla progettazione degli spazi anche un gruppo nutrito di artisti e designer: la visual designer Patricia Exebio, il curatore Jorge Villacorta, e gli architetti Caio Roma e Rossina Tarragona, figure attive con successo sulla scena culturale di Lima. Sul sito di Food for Soul sono ancora aperte le donazioni per sostenere il progetto.

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a cura di Livia Montagnoli

foto di Giancarlo Aponte