Al capoluogo lombardo spetteranno 1 milione e 640mila euro, parte dei quali da investire su Milano Ristorazione, per migliorare il servizio delle mense scolastiche. I fondi europei premiano innovazione e ricerca, e vogliono incentivare lo sviluppo di politiche alimentari eque e sane. Ma come?
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Horizon 2020. I fondi per Food Trails

Horizon 2020 è il programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione relativo al periodo 2014-2020. Uno strumento attraverso il quale, con cadenza settennale, l’UE finanzia la ricerca, “per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, focalizzata su tre priorità: l’eccellenza scientifica, la leadership industriale e le sfide per la società. Stanziando in totale 80 miliardi di euro in sette anni (per un ammontare superiore del 30% rispetto al programma precedente). Diversi sono i soggetti destinati a beneficiarne: università e istituti di ricerca, ricercatori individuali o gruppi di ricerca, enti pubblici o governativi nazionali, regionali o locali, organizzazioni e associazioni no-profit; ma anche industria, piccole e medie imprese (PMI) o raggruppamenti di imprese. In questo contesto ha preso le mosse il progetto Food Trails, che a propria volta intercetta le priorità della politica comunitaria in materia di agricoltura e alimentazione. L’Europa si è dotata di una PAC già nel 1962; e da allora è questo testo condiviso che detta le regole che governano il nostro sistema alimentare, con obiettivi economici, ambientali, sociali e sanitari.

L’importanza delle politiche alimentari

Nell’ultimo ventennio si è assistito a una svolta decisiva in direzione della sicurezza alimentare e del benessere animale, priorità però ancora lungi dall’essere perfettamente attuate, anche se in quest’ottica dev’essere letto il “new green deal” su cui sta lavorando la Commissione Europea (a patto di saperne cogliere le opportunità, che dovranno essere recepite dai singoli Stati). Tornando a Food Trails, il progetto si è di recente aggiudicato il bando tra 20 diverse proposte pervenute alla commissione di Horizon 2020. Il merito è di un nutrito gruppo di soggetti che hanno unito le forze per elaborare strategie complementari di sviluppo alimentare, mirate a migliorare lo stile di vita alimentare di chi vive in città e ad attuare il diritto al cibo buono e sano per tutti. Una squadra internazionale (su base europea) che riunisce undici città, tre università e cinque importanti realtà del sistema alimentare, coordinate, si legge sul sito del Comune di Milano, dall’amministrazione del capoluogo lombardo (anche se capofila del progetto sarà l’Università di Cardiff, mentre questo è l’elenco di tutti i soggetti coinvolti: Copenaghen, Varsavia, Birmingham, Bordeaux, Bergamo, Funchal, Salonicco, Groningen, Grenoble, Sofia e Tirana; Eurocities, gli uffici di Brussels di Slow Food International, l’EAT Forum norvegese e le Università di Cardiff, Wageningen e Roskilde, ma anche, sempre afferenti alla città di Milano, Fondazione Cariplo e Fondazione Politecnico).

Una bimba nell'orto

Gli obiettivi del progetto Food Trails

Un bel traguardo, che in termini economici si tradurrà in 12 milioni di euro da investire per attuare i diversi progetti pilota che ogni partecipante svilupperà per proprio conto, nel rispetto delle linee guida sancite dal progetto. Con l’obiettivo di “fornire a tutti i cittadini alimenti convenienti, sicuri e nutrienti e creare sistemi alimentari regionali più sani e sostenibili grazie a politiche alimentari urbane integrate”. A Milano questa “vittoria” viene letta come un’opportunità ulteriore per mettere in pratica un’idea di Food policy già avviata da anni, che con qualche eccesso di retorica fa sempre riferimento all’eredità lasciata da Expo 2015. Perché la città, si specifica nella mission del progetto, deve giocare un ruolo da protagonista nel “re-immaginare” politiche alimentari partecipative, contro le diseguaglianze sociali, ambientali ed economiche. Proprio nell’atto di potenza, però, sta il nocciolo del discorso.

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Milano ristorazione e il ruolo delle mense scolastiche

Grazie all’aggiudicazione del bando, Milano potrà usufruire di 1 milione e 640mila euro da investire in progetti pilota messi in atto a partire dal mese di ottobre 2020 (e fino a settembre 2023). Di questi, 450mila euro sono già stati destinati a Milano Ristorazione, che nel Comune gestisce per conto diretto dell’amministrazione (a differenza di altre città italiane) il servizio delle mense scolastiche. Servizio di carattere educativo, nella sua dimensione culturale oltreché sociale. Dunque la disponibilità di mezzi apre un importante sfida per il settore, in un momento particolarmente delicato, perché da settembre, in osservanza delle regole sanitarie ora al vaglio, anche le mense scolastiche dovranno essere ripensate per garantire la sicurezza di tutti. “C’è un dibattito aperto sulla necessità di far evolvere un modello che dovrà prendere una nuova direzione” spiega Nicola Robecchi, gastronomo ed esperto di politiche alimentari “Sul piatto c’è la proposta delle aziende private che spingono per una standardizzazione legata al consumo di piatti freddi, direttamente nelle aule; ma anche la richiesta dei genitori, che ora tornano a sostenere con più forza l’idea di riprendere la palla in mano, preparando i pasti per i propri figli. In mezzo potrebbe arrivare un discorso ragionato della politica, a patto di saper sfruttare l’opportunità offerta dal bando: al momento il costo medio di un pasto, in una mensa scolastica, è di 4-5 euro. Che qualità si può garantire in questo modo?”.

distribuzione di cibo gratis alle persone in difficoltà

L’evoluzione della Food Policy di Milano

Dunque, tra i molti obiettivi in ballo, Food Trails, attraverso un ripensamento di Milano Ristorazione, potrebbe rivelarsi utile per alzare l’asticella del sistema alimentare destinato ai più giovani. I prossimi mesi saranno fondamentali per chiarire la strategia, e renderla nota. Nel frattempo proprio l’emergenza sanitaria ha spinto il Comune a incentivare buone pratiche in tema di redistribuzione del cibo (facendo capo a realtà già operative come il Banco Alimentare, per aprire anche nuovi punti distributivi) e lotta allo spreco. Mentre è in corso una ristrutturazione del sistema mercatale a lungo termine. Anna Scavuzzo, vicesindaco con delega alla Food Policy, si dice molto soddisfatta del risultato raggiunto con il bando: “Vince un progetto serio e innovativo, che porta un rilevante contributo economico per avviare nuove progettualità e un riconoscimento a livello internazionale che premia anni di lavoro concreto e incessante sui temi della Food Policy”.

 

a cura di Livia Montagnoli

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