Al pizzaiolo casertano la Presidenza della Repubblica riconosce l’impegno dimostrato per aiutare le persone in difficoltà durante l’emergenza sanitaria. Nel frattempo la pizzeria di Caiazzo ha riaperto, e i clienti sono tornati numerosi. Nel rispetto, però, di regole scrupolose.
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Titolo di Cavaliere al merito per Franco Pepe

Cavalieri al merito della Repubblica per l’impegno dimostrato nelle settimane più difficili dell’emergenza sanitaria che ci stiamo lentamente lasciando alle spalle. Sono 57 i protagonisti insigniti dalla Presidenza della Repubblica per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza coronavirus”. 57 nuovi cavalieri al merito riconosciuti in concomitanza con la Festa della Repubblica del 2 giugno, come annunciato dal Presidente Mattarella, che nel riassumere il senso dell’iniziativa ha precisato il valore simbolico dell’investitura, in rappresentanza “dell’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali”. Tra loro – accanto a medici, ricercatori, alpini, la cassiera di un supermercato, un tassista e molte altre persone comuni – c’è anche Franco Pepe (già un anno fa insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per la capacità di rivitalizzare l’economia nel suo territorio), il pizzaiolo di Caiazzo che nelle settimane di lockdown si era impegnato a mantenere accesa la fiamma del suo forno in segno di speranza.

L’impegno di Pepe durante la quarantena

Della sua spinta a fare del bene raccontavamo nelle prime fasi della quarantena: era l’inizio di marzo e il forno di Pepe in Grani sfornava pane per le persone in difficoltà, gli anziani e i centri di assistenza del paese dell’Alto Casertano. Ma il riconoscimento arriva anche per l’impegno diretto a organizzare una raccolta fondi per l’ospedale di Caserta: “Sono sorpreso e lusingato, ho appreso la cosa all’ultimo secondo, il riconoscimento mi rende orgoglioso. Ma in fondo ho fatto solo ciò che da sempre mi riempie la vita, non ho mai smesso di dedicarmi agli altri, e nel sostenere l’ospedale di Caserta ho ricevuto l’appoggio di tante realtà del territorio”.

La riapertura di Pepe in Grani

Nel frattempo, proprio a partire dal 2 giugno, Pepe in Grani ha riaperto le porte al pubblico, in uno spazio ripensato per accogliere gli ospiti in sicurezza: “Il primo giorno di lavoro ha superato le aspettative. La capienza del locale si è ridotta del 50%, ora abbiamo circa 80 coperti. Eppure tra pranzo e cena, il 2 giugno, siamo riusciti a servire 500 pizze. Ora la difficoltà maggiore sarà proprio organizzare e gestire le prenotazioni, perché le richieste non mancano”. Molti, insomma, non vedevano l’ora che la pizzeria di Caiazzo riaprisse le porte al pubblico: “Abbiamo già ricevuto prenotazioni extra regione, e per tutti i mesi passati anche gli stranieri hanno continuato a manifestarci il loro supporto… Mi scrivono persone da tutto il mondo per farci sapere che non vedono l’ora di tornare. Questo apprezzamento mi dà fiducia nel futuro, sono ottimista”. Tanto più che proprio grazie alla fortunata ripresa dell’attività, “sono già riuscito a togliere dalla cassa integrazione il 90% dei miei 43 ragazzi”.

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Pepe in Grani visto dall'alto

Il patto di alleanza con il cliente

Da Pepe in Grani l’esperienza per il cliente non è cambiata, fatte salvo le misure di sicurezza che tutti devono impegnarsi a rispettare: “Di certo non è cambiato il menu, se non per l’inserimento di nuove pizze stagionali, visto che si avvicina l’estate. Però abbiamo dovuto riorganizzarci per garantire un servizio premuroso ed efficace. Al tavolo forniamo al cliente un foglio che riporta una sorta di patto di alleanza: noi ci impegniamo a rispettare tutte le regole, lo stesso deve fare l’ospite, per esempio riponendo le sue posate nel sacchetto monouso a fine pasto. È fondamentale per tornare a essere ciò che eravamo, o addirittura migliori”. Mentre non sono aumentati i turni per servizio, “per evitare il rischio di assembramenti tra l’entrata e l’uscita dei gruppi”. In compenso, per la prima volta, anche il giardino di casa Pepe accoglie i clienti che ne fanno richiesta nello spazio speciale dedicato al musicista Ezio Bosso, recentemente scomparso: “Sono tre tavoli immersi nel verde, che ho ribattezzato tavoli del silenzio, perché i silenzi hanno un suono, ed è bello accompagnare il gusto con il silenzio, con sottofondo musicale del maestro Bosso”. I posti in giardino si prenotano online (o tramite app) – “e sono già richiestissimi” – ma la prenotazione è obbligatoria sempre, telefonica per le sale principali. Ma Pepe in Grani propone anche una pizza da asporto, servita in cartone o in cartoccio ripiegata, uso antico (e paterno). E in totale sicurezza si può ritirare il proprio ordine anche senza scendere dall’auto, dal parcheggio libero di largo Fossi. “Voglio un futuro basato sul mio senso di responsabilità” chiosa Franco Pepe “che mi darà continuità e identità”.