A guidare l’azienda campana, dopo la scomparsa prematura del patron Giovanni Assante, ci sono sua moglie Ada Perez la figlia Maria Elena. Che annunciano la crescita del pastificio di Gragnano e il lancio di una nuova linea di pasta che celebra la storia della famiglia.
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Gerardo Di Nola dopo Giovanni Assante

All’inizio di agosto, la notizia della scomparsa prematura di Giovanni Assante gettava nello sconforto i numerosi estimatori del maestro pastaio, capace di farsi apprezzare non solo per la lungimiranza imprenditoriale, ma anche per la sua umanità. La passione per la buona tavola e l’impegno per valorizzare le tradizioni della sua terra hanno fatto di Giovanni Assante un punto di riferimento della scena enogastronomica italiana. E del pastificio Gerardo Di Nola –  che Assante aveva rilevato e riportato a Gragnano, dov’era nato nell’Ottocento, per conferirgli lustro e rilanciarlo sul mercato –  uno dei marchi più prestigiosi di pasta artigianale in Italia, da sempre ai vertici delle classifiche di settore con la sua ampia selezione di formati diversi. Ecco perché, dopo la scomparsa del patron, il progetto Gerardo Di Nola proseguirà sul percorso indicato da Assante, la cui eredità è oggi nelle mani di Ada Perez e Maria Elena, rispettivamente moglie e figlia dell’imprenditore. In suo ricordo, l’espansione produttiva del pastificio si celebrerà, innanzitutto, nel segno di una nuova linea di pasta intitolata a Giovanni Assante (la confezione recherà effigie e firma di Assante), pronta per essere distribuita entro Natale 2020.

La crescita della produzione

Ma sempre con l’obiettivo di far crescere il brand, implementando la capacità produttiva del laboratorio, sono già state acquistate due nuove macchine Braibanti, considerate nel mondo dei pastai “alla stregua delle Ferrari nel settore delle auto sportive”. Questo consentirà di raddoppiare la produzione nel corso del 2021, secondo i piani già preventivati dal pastaio prima della sua scomparsa. È dunque una prova di tenacia quella intrapresa dalla famiglia Assante, che pur in un momento difficile per l’impresa decide di onorare l’impegno del patron: “Sebbene con grande dolore – ribadisce Maria Elena Assante – continuiamo a portare avanti i nostri progetti con estrema determinazione. L’azienda resterà sempre quella che mio padre ha creato e ha fortemente voluto”. Nel frattempo, il sito internet del pastificio si trasforma in un album delle memorie di famiglia, con il contributo di quattro esponenti della ristorazione e dell’enogastronomia campana che hanno conosciuto da vicino Giovanni Assante. Il progetto digitale –  in collaborazione con Nino Di Costanzo, Lino Scarallo, Annamaria Cuomo, Giulio Coppola – mira a tenere vivo il ricordo di una bella storia d’imprenditoria made in Italy, che vanta attualmente una produzione sugli 800 quintali al giorno, quaranta formati diversi, tutti trafilati al bronzo (alcuni anche gluten free), venduti principalmente sul mercato italiano (ma esportati anche in Francia, Spagna, Estonia, Portogallo, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e Australia).