Aprirà il 17 febbraio, su Rodeo Drive, il secondo ristorante nato dal sodalizio tra la maison fiorentina e lo chef Massimo Bottura. Prima volta fuori dall'Italia per la Gucci Osteria, che a Beverly Hills sperimenterà la contaminazione tra sapori italiani e cucine locali. In cucina c'è Mattia Agazzi.
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Massimo Bottura a Los Angeles

Si sono appena accesi per celebrare la 92esima edizione degli Oscar, nella notte italiana a cavallo tra il 9 e il 10 febbraio, i riflettori del Dolby Theatre di Los Angeles. Ma sotto l’insegna luminosa di Hollywood, nel quartier generale del lusso di Beverly Hills frequentato da molte delle star insignite con l’ambita statuetta, proprio in questi giorni è arrivato anche Massimo Bottura. Il debutto della sua Gucci Osteria è in programma per il prossimo 17 febbraio (dopo l’inaugurazione Vip, che ha accolto molte star americane), ma sulla terrazza del flagship Gucci di Rodeo Drive è già tutto pronto per l’esordio americano del progetto di ristorazione avviato due anni fa a Firenze, in concomitanza con l’apertura del Gucci Garden al Palazzo della Mercanzia.

La facciata di Gucci su Rodeo Drive
Foto di Pablo Enriquez per Gucci

Il progetto Gucci Osteria. Da Firenze a Beverly Hills

La collaborazione tra lo chef modenese e la maison fiorentina è figlia di un’amicizia di lunga data, nata sui banchi di scuola, tra Bottura e Marco Bizzarri, Ceo di Gucci. E rapidamente ha conquistato il plauso di critica e pubblico, in quanto frutto di un lavoro di ricerca sul gusto che non si pone limiti, e anzi fa della contaminazione culturale uno spunto per divertire e far stare bene l’ospite. Ecco perché – due anni (e una stella Michelin) dopo – Gucci Osteria inaugura in trasferta, dopo la parentesi pop up sperimentata a Singapore la primavera scorsa, e in vista di triplicare a Tokyo, nel distretto di Ginza (poi la moltiplicazione del format si arresterà, fa già sapere Bottura, con lungimiranza imprenditoriale). Si tratta della prima esperienza americana per il patron della Francescana, che un anno fa, proprio in questo periodo, avviava un altro progetto all’estero a Dubai, con Torno Subito al W The Palm del gruppo Marriott. La Gucci Osteria di Los Angeles, con la supervisione di Karime Lopez che guida la cucina a Firenze e il giovane Mattia Agazzi (già sous chef della Lopez) a coordinare la brigata di Beverly Hills, è stata allestita sul rooftop del palazzetto Gucci al 347 di Rodeo Drive.

L'ingresso di Gucci Osteria a Los Angeles
Foto di Pablo Enriquez per Gucci

Gucci Osteria LA. Lo spazio e la cucina

A disposizione dei clienti, una cinquantina di coperti e la possibilità di pranzare in terrazza, nello spazio ideato da Alessandro Michele (la mente dietro ai “travestimenti” di Achille Lauro a Sanremo, per stare sull’attualità) che riprende soluzioni stilistiche già adottate a Firenze, con uso diffuso di marmi, carta da parati fantasia, pavimento a mosaico bianco e nero in terrazza.

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Sala e terrazza di Gucci Osteria a Los Angeles
Foto di Pablo Enriquez per Gucci

Il ristorante sarà aperto a pranzo e cena, e punterà, ancora una volta, sulla contaminazione di stili, prodotti, culture, “come fosse un viaggio dei sapori italiani per incontrare i luoghi e e le tradizioni gastronomiche di Los Angeles”. Dunque una varietà di influenze e ingredienti molto diversificata, considerando l’identità composita della metropoli californiana e le numerose comunità che convivono in città. Per questo Karime Lopez e Mattia Agazzi hanno condotto una ricerca approfondita tra le cucine locali, provando sul campo le diverse espressioni gastronomiche che Los Angeles sa offrire.

I tortellini con la panna di Gucci Osteria
Foto di Jakob Layman

Gucci Osteria LA. Il menu

E il menu, anticipato in parte dal Los Angeles Times, annovera piatti curiosi come la “Pasta e Fagioli con una prospettiva sulla Pacific Coast” (con ricci di mare), o il risotto “vestito” da pizza, tavolozza tricolore di grande impatto estetico, con pomodoro, mozzarella e basilico.

Pasta e fagioli alla Gucci Osteria
Pasta e fagioli incontra la Pacific Coast, foto di Jakob Layman

Ma anche una proposta che cerca nei prodotti della terra una radice comune tra culture diverse, con il piatto Coming from the hills: nocciole e funghi che incontrano una trota locale. In carta saranno presenti anche i “classici” della Gucci Osteria: tortellini alla crema di Parmigiano Reggiano ed Emilia Burger, proposti accanto alle nuove idee, più vicine alla tradizione alcune (la parmigiana di melanzane), inconsuete altre (gli spaghetti bouillabesse o il cavolfiore alla bagna cauda).

Un refettorio a New York

Intanto, Bottura si appresta a concretizzare negli States l’altro progetto di cui si è fatto promotore nel mondo negli ultimi anni, a partire dalla prima esperienza meneghina per Expo 2015. A settembre 2020, il refettorio di Food for Soul aprirà a New York, nel quartiere di Harlem, all’interno di una chiesa sconsacrata in via di ristrutturazione. E al fianco dello chef ci sarà anche Gucci, in qualità di finanziatore del progetto.

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foto di apertura di Jakob N. Layman, per il Los Angeles Times