Dal 1 maggio al 2 giugno, Karime Lopez guiderà la cucina della Gucci Osteria in trasferta a Singapore, dove il ristorante della maison fiorentina sarà ripensato all’interno della Casa delle Arti. Per gli ospiti, un menu degustazione con i classici di un’insegna diventata già icona di una cucina contaminata con criterio.
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Un anno di Gucci Osteria

A Firenze, la Gucci Osteria si è rivelata un progetto vincente. Per la capacità di portare in città – sul palcoscenico centralissimo di piazza della Signoria – il lustro di uno degli chef più apprezzati d’Italia senza fare una sterile copia carbone della sua cucina da riproporre a prezzi accessibili (la formula, lo sappiamo, è ampiamente praticata, perché assicura ottime probabilità di farsi conoscere da un pubblico eterogeneo, diversificando la propria attività a vantaggio della sostenibilità economica dell’impresa). Per il quartier generale di Gucci ridisegnato da Alessandro Michele negli spazi del trecentesco Palazzo della Mercanzia, Massimo Bottura ha ideato un format originale e fresco, perché svincolato da barriere concettuali e geografiche, e anzi orientato al sincretismo gastronomico: una commistione tra generi e suggestioni prese in prestito da tutto il mondo, che trovano un’identità nuova nella cucina di Karime Lopez Kondo.

La tostada di Gucci Osteria, su piatto in porcellana con farfalla dipinta
Tostada

Il nostro esercizio è quello di trasformare esperienze sorprendenti in memorie durature per chi mangia” spiegava un mese fa la giovane chef messicana sul palco di Identità Golose, a proposito dell’idea che guida la sua cucina.

The Arts House a Singapore, la facciata bianca in stile neoclassico, vista dal prato antistante

Gucci Osteria a Singapore. Il pop up

Così, un anno e mezzo dopo l’esordio del ristorante ospitato dal Gucci Garden, la Gucci Osteria è pronta per mettersi a propria volta in viaggio. A Singapore, dal 1 maggio al 2 giugno (il periodo è stato esteso di una settimana al pronti e via, visto l’elevato numero di prenotazioni), l’insegna si presenterà con un pop up che prenderà forma alla The Arts House (nell’edificio dell’Old Parliament), portando in trasferta l’idea di un Rinascimento contemporaneo che racconta anche un po’ di Firenze e della storia della maison fiorentina. A trasformare lo spazio, infatti, ci penserà la mano creativa della maison, nel segno della linea Gucci Herbarium, sulle pareti come carta da parati rossa e in tavola, per i piatti della collezione Gucci Decor. E chiaramente ci sarà la cucina della Gucci Osteria, concertata proprio da Karime Lopez, presente per tutto il periodo del pop up a Singapore.

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Ricordo di una lasagna croccante, piatto in porcellana su tavolo bianco
La parte croccante della lasagna

Il menu e i prezzi

Agli ospiti sarà proposto un menu degustazione da sette portate al costo di 180 euro, ideato per presentare quelli che già sono diventati i classici della casa: la Tostada, Holy Cannoli, il Taka Bun, la parte croccante della lasagna, Meet the Meat, Strawberry Fields e Charley Marley. A pranzo, durante la settimana, il ristorante proporrà anche un percorso ridotto di quattro portate. Sessanta sono i posti a disposizione degli ospiti, le prenotazioni sono già aperte online.

Time 100. Massimo Bottura tra i pionieri

Da quest’altra parte del mondo, intanto, lo chef della Francescana si gode l’ingresso tra i 100 uomini e donne più influenti del mondo secondo il Time, che annualmente stila una lista molto attesa. Il settimanale americano ha incluso Bottura nella categoria dei pionieri (entra in lista, per la quota chef, anche Samin Nosrat) per l’impegno riversato nel progetto dei refettori, che, fa sapere lo chef proprio in queste settimane, presto arriverà anche a Firenze, con il patrocinio del Comune e in accordo con l’Istituto degli Innocenti.

 

a cura di Livia Montagnoli

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