433 aziende e 712 oli: questi i numeri della guida Oli d'Italia 2019, la nona edizione che per la prima volta presenta una versione bilingue. Le novità e i premiati.
Pubblicità

Nove anni e non sentirli, è proprio il caso di dirlo: l’appuntamento è a Verona, come di consueto, per la presentazione della guida Oli d’Italia 2019 del Gambero Rosso (in collaborazione con Unaprol), quest’anno per la prima volta in duplice lingua, italiano e inglese.

Oli d’Italia 2019

Nove edizioni fa, a darci gli stimoli per assaggiare, valutare e giudicare i tanti extravergine della Penisola, creando la prima guida Oli d’Italia, era la voglia di far conoscere al consumatore la differenza tra olio buono e difettato, fornire al pubblico informazioni utili per acquistare una bottiglia e indicazioni tecniche sui vari prodotti. Oggi, dopo nove anni di degustazioni e recensioni, vogliamo ancora arrivare al consumatore finale, ma rivolgendoci anche a buyer, operatori di settore e appassionati a livello internazionale.

Olio extravergine di oliva
Olio extravergine di oliva

L’annata e la scelta della duplice lingua

Più autorevoli e business oriented: questa la premessa della nona edizione della guida Oli d’Italia, che si propone “sempre più come strumento indispensabile per chi ama l’olio italiano, per chi lo utilizza, per chi lo compra e chi lo vende”, spiega il curatore Stefano Polacchi. Una decisione presa in un’annata complessa per l’olivicoltura italiana, ma d’altronde “è proprio in campagne olearie come questa che occorre fare scelte nette che accompagnino il percorso delle migliori aziende olivicole italiane, in Italia e nel mondo”.

Pubblicità

La nuova guida

Come cambia la guida? Sintesi estrema delle informazioni, schede tecniche più brevi e concise, con lo sguardo sempre rivolto agli assaggi e le valutazioni, meno discorsive ma sempre centrate e precise. Insomma, è sempre l’olio il protagonista assoluto, con analisi dettagliate e concentrate sul profilo aromatico.

Come leggere la guida

Uno strumento più fruibile, quindi, e rivolto proprio a tutti, dai produttori che vogliono investire nel mercato internazionale ai consumatori più curiosi che per la prima volta si trovano a fare i conti con una scheda di degustazione. La guida, infatti, si legge molto facilmente: al fruttato (insieme dei sentori e profumi percettibili all’olfatto), l’amaro e il piccante (sensazioni immancabili in un olio di qualità) vengono assegnati dei giudizi da 1 a 10, a cui si aggiungono poi i descrittori aromatici, dalla mandorla al pomodoro, dall’erba tagliata al pepe.

Il ruolo dell’export

Meno parole, ma più lingue: per ogni produttore, la scheda (con dati aziendali e qualche accenno storico) è divisa in due parti, una in italiano e l’altra in inglese. Perché, come spiega Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso, “l’export dell’olio cresce sempre di più, non solo per la bravura dei produttori, quanto per l’aumento stesso della domanda di extravergine nel mondo, con in testa Stati Uniti, Germania, Francia, Canada e Giappone”. È quindi necessaria “un’internazionalizzazione dell’olio extravergine di oliva”.

Le sfide del futuro

Senza dimenticare, poi, che l’olivicoltura italiana rappresenta un punto di riferimento nel mondo per qualità e biodiversità, ed è quindi “auspicabile un aumento quantitativo, attraverso l’incremento della superficie coltivata”, commenta David Granieri, Presidente di Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano). E aggiunge: “Le vere sfide del futuro passano per una revisione dei parametri dell’olio extravergine di oliva, restringendo una classe merceologica troppo ampia, e per lo sviluppo di una politica basata sul valore”.

Pubblicità

I premiati

Ma veniamo agli oli. 433 aziende e 712 oli recensiti, tra cui 170 insigniti con le Tre Foglie, massimo riconoscimento. Al primo posto, la Toscana, con ben 33 oli premiati, seguita dalla Puglia e dal Lazio. Ci sono poi le Due Foglie Rosse, riservate a oli di ottima fattura (200 quest’anno) e infine i Premi Speciali. Fra questi ultimi, una grande novità: il premio Olio&Vino dedicato alle aziende vitivinicole che si impegnano con ottimi risultati anche sul fronte dell’olivicoltura.

I premi speciali

Miglior fruttato Leggero

Monocultivar Carolea Bio, Tenute Librandi Pasquale

Migliori Fruttato Medio (premio ex aequeo)

Uliva, Frantoio di Riva

Monocultivar Frantoio, Fattoria Ramerino

Miglior Fruttato Intenso (premio ex aequeo)

Monocultivar Intosso, Tommaso Masciantonio

Risveglio Monocultivar Raggiola, Mosconi Emozioneolio

Frantoio dell’anno (premio ex aequo)

Frantoio Hermes

Il Conventino di Monteciccardo

Miglior biologico (premio ex aequeo)

Olio extravergine di oliva bio, San Salvatore 1988

Trace Bio, Marfuga

Miglior monocultivar (premio ex aequo)

Evo Monocultivar Caninese, Colli Etruschi

Monocultivar Olivo Bianco, Giacomo Grassi

Miglior Blend (premio ex aequo)

Tréfort, Bonomelli Boutique Olive Farm

Dop Valli Trapanesi Bio, Titone

Miglior olio Dop (premio ex aequo)

Rea Dop Colline Salernitane, Torretta

Colleruita Dop Umbria Colli Assisi Spoleto, Viola

Miglior olio Igp (premio ex aequo)

Igp Toscano Bio, Reto di Montisoni

Monocultivar Nocellara del Belice Igp Sicilia, Frantoi Cutrera

Miglior rapporto qualità/prezzo (premio ex aequo)

Intenso, Oleificio Fam

Gargia Isula, Su Mulino

Olivicoltore dell’anno

Felsina

Azienda dell’anno (premio ex aequo)

Nicolangelo Marsicani

Frantoio Franci

Miglior performance territoriale

Francesca Boni

Ortoplant

Premio Olio&Vino (premio ex aequo)

Arnaldo Caprai

Collemassari

Oli d’Italia 2019 – pp. 491 – 13,90 euro 

a cura di Michela Becchi