Il focus sarà sul vino e sul caffè, ma la nuova realtà nata dalla passione di due giovani professioniste offre consulenze su diversi prodotti enogastronomici. Ecco di che si tratta.
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Hortensya, il nuovo servizio di consulenza

Due amiche, una passione condivisa per i prodotti di qualità e un obiettivo comune: inizia così la storia di Francesca Surano e Giada Talpo, giovani professioniste che hanno da poco dato il via a una società di consulenze per il mondo della ristorazione. Si chiama Hortensya ed è un servizio che si propone di migliorare l’offerta nei bar, ristoranti, pasticcerie e wine bar italiani e stranieri e soprattutto aumentare il lavoro a chi più lo merita. Ma procediamo per gradi, e iniziamo a capire meglio chi sono le due protagoniste.

Le socie di Hortensya

C’è Francesca, esperta di caffè e amante del gusto, da sempre promotrice del concetto di sostenibilità – nella tazzina, ma in generale a tavola – e parte del gruppo Umami Area, realtà di formazione e consulenza sull’oro nero. Salentina d’origine ma ormai romana d’adozione di tempo, Francesca ha collezionato negli anni diverse esperienze nel settore, ed è proprio tramite Umami che ha conosciuto Giada. Piemontese doc, si appassiona di caffè e chiede il supporto di Francesca, oggi socia, ma soprattutto cara amica con cui condivide l’approccio empatico e la cura del dettaglio: prima, però, ci sono stati tanti lavori nel mondo degli eventi e della comunicazione, moltissimi con Slow Food, e poi l’amore travolgente per il vino, una storia mai finita che l’ha portata a diventare sommelier e lavorare come direttore commerciale da Les Caves de Pyrene ad Alba. Un mestiere che le regala grandi soddisfazioni, “è lì che ho imparato veramente a degustare, a distinguere il buono dal cattivo, mettendo da parte il gusto personale”, e che soprattutto le consente di incontrare la sua futura socia, alla quale chiede un aiuto per lei e gli altri dipendenti che vogliono imparare qualcosa in più sul caffè.

grafica Hortensya

L’idea del progetto

È il 2020, l’anno dell’emergenza sanitaria, il primo lockdown che sembra sospendere il tempo, mettere una pausa alla routine. Non per Giada e Francesca, però, che decidono di unire le loro competenze per creare un canale unico di comunicazione e consulenza. “Ci ritrovavamo sempre a parlare di vino e caffè”, racconta Francesca, “così un giorno ci siamo dette: ma perché non trasformiamo tutto questo nel nostro lavoro?”. Conoscenze, esperienza, passione e una visione moderna e ben definita del settore: quando questi elementi si fondono insieme, il risultato non può che essere un progetto innovativo e – ce lo auguriamo – di successo.

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Come funziona Hortensya

Nasce con questi propositi Hortensya, servizio che ha come focus principali vino e caffè (quello specialty, di qualità superiore e coltivato in maniera etica e sostenibile), ma che abbraccia l’intero universo gastronomico. Oltre a migliorare l’offerta dei locali, infatti, l’obiettivo principale del progetto è “riuscire a creare una rete fitta di produttori, e assicurare a quante più persone possibile ancora più lavoro”. Lo spiega bene il video introduttivo proposto sul sito web – curato, intuitivo, dalla grafica accattivante – che mostra un esempio del lavoro: “Prendiamo le librerie indipendenti, che soffrono molto per via del mercato online e dei grandi marchi. Noi aggiungiamo un angolo bar all’interno, con il caffè di torrefazioni selezionate, ma anche i panini del forno di quartiere che usa le farine di un mulino locale, meglio ancora se farciti con formaggi, salumi e prodotti di aziende di nicchia del territorio…”. Un sistema circolare, insomma, fatto di piccole realtà che coesistono senza entrare in competizione, facendo squadra e valorizzando l’una le specialità dell’altra.

I primi lavori

Il servizio è nato ufficialmente da poco, ma mentre Francesca e Giada iniziavano a studiare e condividere la comunicazione del progetto, “parte fondamentale del lavoro”, qualche cliente è già arrivato. Il ristorante Da Faccini a Castell’Arquato, per esempio, “un’osteria tradizionale degli anni ’30 dove si respira ancora l’atmosfera di un tempo”, racconta Giada, “e che vuole reinventarsi grazie all’arrivo del figlio, appassionato del buon cibo che ha scelto di dare più importanza alla qualità delle materie prime, implementando e modificando il menu”.

La filosofia di Hortensya

I principi alla base di Hortensya? Artigianalità, qualità, sostenibilità, ma su quest’ultimo punto Francesca vuole essere ben chiara: “Non amiamo chi cavalca la tendenza green del momento. Chiunque ormai parla di sostenibilità, ma quello che cerchiamo noi sono aziende veramente etiche, trasparenti in tutte le fasi della filiera, senza dimenticare il rispetto dei lavoratori. La questione ambientale non può e non deve essere una moda: occorre scegliere bene i prodotti, in maniera ragionata, solo così possiamo dare una svolta”. E poi, certo, l’artigianalità, “anche in questo caso è bene tenere a mente una cosa: non basta che un prodotto sia fatto a mano per essere buono. Un vero artigiano è un professionista preparato che conosce la materia e sa lavorarla. Niente improvvisazione”.

hortensya.it/

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a cura di Michela Becchi