“Piantiamo foreste in cambio di turisti”. L’hotellerie responsabile secondo Alain Ducasse (e Teritoria)

4 Dic 2023, 15:59 | a cura di Pina Sozio
Rebranding di forma e di sostanza per Les Collectionneurs, che cambia nome e si impegna per dare concretezza al turismo sostenibile

Fino al 2017 era la Châteaux & Hôtels Collection, poi diventata Les Collectionneurs: l’associazione francese di hotel e ristoranti presieduta da Alain Ducasse, fondata nel 1975, cambia oggi di nuovo il nome, con un’operazione di rebranding del suo marchio, per diventare Teritoria. Una novità che evidenzia non solo un cambiamento formale ma anche politico: l’associazione, che rappresenta più di 400 insegne di charme in Europa, si dà una piattaforma comune di impegno per affrontare tre sfide di sostenibilità ambientale e lavorativa. Quali? Ridurre le emissioni di gas serra, preservare la biodiversità, migliorare la qualità di vita sul posto lavoro. Dette così sembrano le solite frasi di facciata per darsi un’aria green, ma, per una volta, non ci si limita alle affermazioni e si va sul concreto, con strumenti di misurazione tangibili. Vediamoli in dettaglio.

Ridurre i gas serra di hotel e ristoranti

Molti parlano di riduzione delle emissioni di gas serra: per farlo, però, bisogna avere innanzitutto degli strumenti di misurazione. I membri di Teritoria si impegnano a effettuare ogni due anni un’analisi dell’impronta di carbonio della propria struttura utilizzando Clorofil.eco, un calcolatore gratuito basato sul metodo Bilan Carbone®, progettato dalla società Majorian, per incentivare ristorazione e hotellerie a svolgere il proprio ruolo nella transizione ecologica. Una volta misurata la carbon footprint, gli associati devono adottare misure per ridurre le emissioni delle proprie imprese: Teritoria si prefigge di diventare il primo network al mondo impegnato nel concreto per incentivare la sostenibilità ambientale.

Preservare la biodiversità attraverso l’agroforestazione

È noto che le attività umane, tra le quali il turismo, con il loro impatto siano una minaccia tangibile alla biodiversità. «Dobbiamo avere il coraggio di essere radicali per inventare un nuovo turismo. Un turismo che faccia amare il mondo. Un turismo con un futuro» ha commentato Alain Ducasse, Brand President di Teritoria. «Diventando Teritoria, la nostra community si assume la responsabilità di ripensare la propria attività in virtù di una maggiore sostenibilità». Se non si può certo, però, eliminare totalmente l’impatto che l’ospitalità turistica ha su un luogo, l’associazione aggira l’ostacolo finanziando progetti agroforestali in Francia e in Italia. Cos’è l’agroforestazione? Un sistema agricolo misto che riprende quanto tradizionalmente avveniva nei paesi del Mediterraneo, prima del sopravvento delle monoculture, con la combinazione di colture seminative, alberi e pascolo nello stesso territorio. Un sistema che ha numerosi benefici sull’ambiente, dalla conservazione del suolo all’incentivo per la biodiversità, passando per il risparmio idrico.
Se per l’Italia non sono ancora state definite nello specifico le collaborazioni, in Francia l’attività di sostegno è già concreta grazie alla partnership con Agroof, società specializzata dal 2000 nello studio e nello sviluppo di sistemi agroforestali: ogni anno Teritoria donerà loro il 3% del fatturato delle carte fedeltà e delle gift box per finanziare progetti già in corso o da intraprendere ex novo.

Si può rendere sostenibile il lavoro nell’hospitality?

Oltre agli impegni ambientali, ci sembra oggi forse questo l’obiettivo più difficile da raggiungere tra quelli che si pone Teritoria. Sappiamo quanto il burn out sia dietro l’angolo per chi lavora nei ritmi serrati della ristorazione e dell’hotellerie, così come sappiamo quanto il dibattito sul tema non sia più rinviabile, anche grazie a chi si impegna in prima persona, nella propria impresa, a mettere in atto buone pratiche. Qui il salto è ulteriore: abbiamo un’associazione che rappresenta centinaia di strutture di alto e altissimo livello che pone al centro del proprio agire la qualità della vita e le condizioni di lavoro dei dipendenti. Una rivoluzione, sulla carta. Tutti gli albergatori e i ristoratori di Teritoria si impegnano a valutare le loro pratiche di gestione interne con Peace&Work, strumento di analisi lanciato a fine 2022 sempre dalla francese Majorian, che dà ai dipendenti la possibilità di esprimere un giudizio preservando l’anonimato. Di conseguenza i datori di lavoro possono capire come vengono percepite le azioni già in atto, nonché scoprire gli eventuali miglioramenti che i dipendenti vorrebbero fossero apportati. In base ai punteggi raggiunti, l’azienda ottiene un livello di qualità che va dal Bronzo, all’Argento, all’Oro: per far parte di Teritoria le strutture associate devono ottenere almeno il minimo, il Bronzo.

Storia di una community con missione

Precursori dei tempi, l’associazione che oggi prende il nome di Teritoria si è posta già nel 2014 come la prima community di ospitalità: ha aperto il capitale ai membri e dipendenti per condividere con loro la governance, renderli partecipi delle decisioni e dell’orientamento strategico del marchio; nel 2017, con la trasformazione in Les Collectioneur, si è voluto coinvolgere maggiormente anche i viaggiatori che scelgono gli indirizzi della rete: insieme ai già esistenti comitati dei ristoratori e degli albergatori, infatti veniva fatto nascere anche un comitato di viaggiatori, che avesse parte attiva nei progetti del marchio. Oggi, con gli obiettivi sociali di Teritoria, il network vuole diventare la prima community di ospitalità con una missione: “société à mission” è la forma giuridica francese che identifica una società con specifici obiettivi sociali e ambientali. A questo scopo è stato istituito uno specifico Comitato che controllerà il raggiungimento degli obiettivi annualmente.

Teritoria riunisce 430 indirizzi, per lo più hotel a 4 stelle e ristoranti stellati, racchiusi nella Guida “arancione” 2024. Sul sito web www.teritoria.com, oltre a prenotare direttamente le strutture, senza commissioni, si può verificare il livello di impegno nella sostenibilità di ogni singola struttura: la modalità è ancora un po’ “teorica”, c’è un testo generico di presentazione del ristorante o dell’hotel con dichiarazioni di principio su questa o quella azione per abbassare la propria impronta di carbonio e così via. Auspichiamo anche qui maggiore concretezza, in modo da rendere sempre più chiaro all'intero settore quanto ormai non ci si possa più fermare alle chiacchiere in materia.

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