Tre giorni alla scoperta dei vini del Collio e del loro futuro, tra degustazioni, approfondimenti e tavole rotonde.
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Dal 29 al 31 maggio Villa Attems di Lucinico ha ospitato Enjoy Collio Experience 2019, il tradizionale appuntamento dedicato ai vini di questo piccolo territorio al confine con la Slovenia. L’edizione di quest’anno si è svolta in un momento particolare per il Consorzio di tutela dei vini del Collio: dopo sei anni di mandato, Robert Princic ha deciso di lasciare la carica di presidente.

Il Consorzio di tutela dei vini del Collio

Nelle scorse settimane è stato rinnovato il Cda, che ora è chiamato a eleggere una nuova figura apicale. Nel frattempo restano aperte tutte le questioni riguardanti la definizione di un nuovo disciplinare per la creazione della Docg. Sono alcuni anni che il dibattito è all’ordine del giorno, ma pare sia ancora lontano un punto di sintesi tra le varie posizioni. Spetterà al nuovo Consiglio e al neoeletto presidente, cercare di una soluzione a una questione in sospeso da ormai troppo tempo.

Enjoy Collio: le novità dell’edizione 2019

Quest’anno è cambiata anche la formula di Enjoy Collio. Le giornate di degustazione di tutti i vini della denominazione sono state sostituite da due mattinate di approfondimento su due vini simbolo del territorio: il Collio Bianco e il Sauvignon Blanc.

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Panorama del Collio

Il nuovo Collio Bianco, un dibattito aperto. La proposta del 2017

Durante l’edizione di Enjoy Collio del 2017 era stata annunciata la proposta di modifica del disciplinare per elevare a Docg due vini: un Collio Gran Selezione, realizzato con friulano (dal 40% al 70%), ribolla gialla (massimo 30%) e malvasia (massimo 30%), da mettere sul mercato dopo 24 mesi d’affinamento e un Pinot Grigio Superiore creato per cercare di differenziarsi dalla concorrenza di altri territori.

Il Collio Gran Selezione s’ispirava al Collio Bianco DOC del disciplinare del 1968, che prevedeva l’utilizzo di ribolla gialla, malvasia e tocai friulano. Le modifiche del 1995 hanno invece aperto il campo all’utilizzo di una o più varietà tra quelle della denominazione Collio: chardonnay, malvasia, müller-thurgau, picolit, pinot bianco, pinot grigio, ribolla gialla, riesling, riesling italico, sauvignon, friulano, traminer aromatico, fatta eccezione per i vitigni aromatici müller-thurgau e traminer aromatico, che non possono superare il 15% del totale. Un cambiamento di rotta che ha aperto il campo a interpretazioni molto diverse tra di loro. Con il passare degli anni ci si è trovati a fare i conti con un panorama di vini così eterogeneo, da indebolire un po’ l’identità e la riconoscibilità del vino Collio Bianco.

Collio Bianco: presente e futuro di un vino

Oggi l’idea di un Pinot Grigio Superiore sembra sia stata definitivamente abbandonata e anche sul Collio Bianco Gran Selezione si addensano molte nubi. La maggioranza delle cantine produce un Collio Bianco con una base ampelografica molto diversa da quella suggerita dal nuovo disciplinare. Molte aziende non coltivano tutte e tre le varietà e al momento sarebbero nell’impossibilità di produrre un Collio Bianco Gran Selezione con uve proprie. In una situazione così frammentata, difficilmente si potrà approvare una riforma che impone regole stringenti. Considerando le resistenze dei singoli produttori in difesa delle proprie scelte aziendali, forse varrebbe la pena essere più realisti e pensare a un disciplinare un po’ più elastico. Pur tenendo ferma l’idea di introdurre una base ampelografica con prevalenza di friulano e un’aggiunta di ribolla gialla e malvasia, si potrebbe prevedere la possibilità di utilizzare un 10-15% di altre uve non aromatiche storicamente presenti nel territorio. Un compromesso per cercare di ottenere una più larga condivisione del progetto e cominciare a lavorare insieme su un bianco che abbia comunque un carattere e uno stile più omogeneo e riconoscibile.

Degustazione Enjoy Collio

Enjoy Collio 2019. La degustazione

In attesa di nuovi sviluppi, abbiamo degustato alla cieca 24 versioni di Collio Bianco, 6 realizzate solo con vitigni “autoctoni” (friulano, malvasia e ribolla gialla) e le altre con un blend di autoctoni e internazionali. I vini sono molto diversi tra di loro, ma il livello medio è alto, a conferma di una qualità diffusa e della naturale vocazione del territorio.

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Collio Bianco, i migliori assaggi

Collio Bianco DOC 2017 Studio di Bianco 2016, Pascolo (friulano, riesling, sauvignon)

Collio Bianco Riserva DOC Giulio Locatelli 2016, Tenuta di Angoris (friulano, malvasia, sauvignon)

Collio Bianco DOC 2017, Terre del Faet (friulano, malvasia)

Collio Bianco DOC Riserva 2015, Gradis’ciutta (friulano, malvasia, ribolla gialla)

Collio Bianco DOC Klin 2013, Primosic (friulano,sauvignon, chardonnay, ribolla gialla)

Il Sauvignon Blanc

Le uve sauvignon blanc rappresentano circa il 20% della superficie del vigneto del Collio. Tra le varietà internazionali è sicuramente la più importante, insieme al pinot grigio. L’arrivo del sauvignon blanc nel Collio viene fatto risalire alla seconda metà dell’Ottocento. L’introduzione delle prime barbatelle dalla Valle della Loira, pare si debba al conte Theodor Karl Leopold Anton de la Tour Voivrè. Il nobile francese sposò Elvine Ritter de Zahony, che portò in dote le terre del colle di Russiz Inferiore, ancora oggi parte della tenuta Villa Russiz.

Quest’anno il programma di Enjoy Collio ha dedicato un’intera mattinata di approfondimento al sauvignon. I lavori sono stati aperti da un’introduzione sulle caratteristiche del vitigno tenuta da Giordano Figheli, per molti anni agronomo di Villa Russiz e da un intervento di Richard Boudein, che ha messo in luce le differenze pedoclimatiche tra le varie zone del Collio. A seguire si è tenuta una degustazione alla cieca di 33 etichette di Sauvignon raggruppate per zona di provenienza: Dolegna del Collio, Cormòns, Capriva del Friuli, Farra d’Isonzo, Mossa, San Floriano del Collio e Oslavia.

I molti volti del Sauvignon Blanc

I vini dell’area di Dolegna hanno mostrato un profilo più snello e verticale, con aromi delicati, a volte vegetali e un’acidità elevata. L’area centrale del Collio ha messo in luce il volto più maturo del sauvignon, con tratti tipicamente varietali, un frutto ricco ed espressivo, cenni tropicali e freschezza più equilibrata. I Sauvignon di San Floriano e Oslavia si sono distinti per un bouquet più austero, con ricordi floreali, note di erbe aromatiche, cenni balsamici e un sorso profondo, complesso, connotato da una nitida vena sapida e minerale. Un viaggio interessante nel territorio, che ha ben evidenziato le differenze presenti tra le diverse aree del Collio, forse preludio per un futuro lavoro di zonazione e creazione di vere e proprie Menzioni Geografiche Aggiuntive, sul modello di altre denominazioni.

Sauvignon Blanc, i migliori assaggi

Collio Sauvignon DOC 2018, Fiegl (Oslavia)

Collio Sauvignon DOC 2018 Valeris, Muzic (San Floriano del Collio)

Collio Sauvignon DOC 2017, Casa delle Rose (Dolegna del Collio)

Collio Sauvignon DOC Ronco delle Mele 2018, Venica (Dolegna del Collio)

Collio Sauvignon DOC 2018, Humar (San Floriano del Collio)

a cura di Alessio Turazza