Non è solo il Piemonte a chiedere misure di emergenza per contenere la produzione di vino. Anche la Toscana reclama misure speciali in vista della prossima vendemmia. Nello specifico sono due consiglieri di Fratelli d’Italia, Gabriele Veneri e Vittorio Fantozzi (che è anche capogruppo FdI in Consiglio Regionale) che hanno presentato in Regione una mozione relativa alle problematiche del vino.

Gabriele Veneri (FdI)
«Chiediamo sostanzialmente l’adozione di alcuni provvedimenti tecnici – spiegano i due consiglieri – come il finanziamento di una ”vendemmia verde”, in modo da incentivare la diminuzione della produzione viticola; una distillazione di sostegno che permetta di alleggerire le giacenze delle aziende vinicole; una interlocuzione con i consorzi di tutela per modificare i disciplinari di produzione per ridurre le rese ad ettaro e una seria ed efficace politica di estirpazione ”volontaria” per incentivare la scomparsa dei vigneti meno vocati».
I motivi della richiesta sono da ricercare nel clima di incertezza che si è venuto a creare negli ultimi tempi e nella innegabile riduzione dei consumi. «Sono diversi gli elementi che preoccupano – affermano Fantozzi e Veneri – come le etichettature proposte da alcuni paesi europei, gli aumenti vertiginosi dei costi di produzione, gli effetti negativi delle guerre in corso, i rischi legati ai dazi americani, le malattie della vite, nonché le modifiche nelle abitudini alimentari delle persone, sia nel mercato domestico sia in quello internazionale, con conseguente calo dei consumi».
Nel testo presentato in Regione in data 2 luglio si legge che «negli ultimi mesi si è visto un declino del comparto vitivinicolo e le quotazioni del prodotto toscano (Chianti in particolare) sono andate peggiorando settimana dopo settimana, gli imbottigliatori non acquistano nemmeno alle quotazioni diseconomiche raggiunte e tante aziende hanno ancora importanti partite di vino 2024 invendute». Una situazione drammatica, considerata una vendemmia “positiva” alle porte: «Le prospettive non sono rosee a causa dello stallo del mercato, con molte aziende che avranno difficoltà anche a stoccare il prodotto invenduto».

Sul tema vendemmia il ministro Francesco Lollobrigida (Fratelli d’Italia anche lui), interpellato dal Gambero Rosso al margine della conferenza stampa sui 30 mesi di lavoro al Masaf, risponde che al momento preferisce non entrare nel dettaglio delle singole situazioni, ma che sul tema della vendemmia «si lavorerà presto ad un tavolo apposito di confronto con tutte le regioni per capire la situazione a livello nazionale».
Consapevole del calo della domanda e del problema di sovrapproduzione, il ministro nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta nella sede romana della Stampa Estera, ha invitato a guardare con ottimismo ai risultati raggiunti fin qua: «Si beve meglio e meno. Come si fa a registrare se una cosa va bene o male? Si guardano i fatturati. Se vedi che l’export del vino nel mondo ha fatto 8 miliardi di euro non devi discutere i numeri, devi dire che le cose vanno bene. La crisi dei consumi c’è soprattutto per la criminalizzazione del prodotto: se ogni mattina ti alzi e leggi che qualche indemoniato che ti dice che il vino ti uccide, tu pure se ti piace, non te lo bevi più».
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