Il suo nome richiama il profumo inebriante dei delicati fiori che sbocciano a fine primavera. È il miele di tiglio.
Pubblicità

C’è chi considera il miele di tiglio un miele amabile: il suo nome richiama il profumo inebriante dei delicati fiori che sbocciano a fine primavera nei giardini e nei viali delle nostre città. In realtà quello di tiglio è un miele molto caratterizzato, intenso e soprattutto persistente. Nel mensile di marzo del Gambero Rosso trovate la classifica completa, qui quelli arrivati sul podio.

Miele di tiglio

Un miele difficile, altro che roba dolce per bambini e tisane calde. Quello di tiglio è un monoflora impegnativo. Il profumo è potente, anche se non fortissimo. Ma è soprattutto la persistenza che lo rende un miele tosto: bastardo, dicono ironicamente gli esperti. L’amabile profumo dei piccoli fiori chiari che sbocciano a giugno in giardini e viali delle nostre città è solo uno dei descrittori – neanche il principale – di questo miele molto più complesso rispetto alla visione romantica suggerita dal nostro immaginario. E non è un miele univoco. “Esistono diversi tipi di uniflorale di tiglio – spiega infatti Lucia Piana, uno dei massimi esperti del settore a livello internazionale – c’è quello che proviene dall’albero selvatico, che verdeggia nei boschi spontanei dell’arco alpino e dei rilievi appenninici, e quello ottenuto dalle piante coltivate in zone urbane e suburbane”.

L’approfondimento sul miele di tiglio continua nel mensile di marzo del Gambero Rosso. Qui i mieli arrivati sul podio.

Pubblicità

La degustazione

La degustazione, come sempre, ha preso in esame mieli presenti sul mercato di nicchia, tutti lavorati a freddo. E come sempre si è svolta alla cieca, condotta in questo caso da un panel misto: di palati fini “dolci” e di assaggiatori professionisti iscritti all’Albo Nazionale degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele capitanati da Lucia Piana, che ha guidato il panel nella corrispondenza dei mieli. Sono stati dati due tipi di valutazioni: uno sulla fedeltà del miele alla classe, l’altro sulla gradevolezza del prodotto. Ecco i risultati.

1 ex aequo – Apicoltura Casentinese

Il suo monoflora di tiglio Selezione Italiana (che affianca la linea Regionale e quella biologica), raccolto in Piemonte e nella zona di Savona, vince la classifica per la rispondenza e soprattutto la piacevolezza. È fedele al profilo del miele di tiglio alpino, con tutti e due i piedi nella classe, ma con una interferenza aromatica di castagno, tollerabile però percepibile, che tuttavia non toglie, semmai arricchisce il miele rendendolo più interessante, per qualcuno emozionante. Che non sia purissimo lo annuncia il colore della struttura pastosa, chiaro ma non chiarissimo. Le note al naso e in bocca sono intense e tipiche di miele di tiglio, con i potenti richiami mentolati, canforati e floreali balsamici, di una freschezza bruciante, impreziosito dalla carezza virile e amaricante del castagno. Texture cremosa, cristallo disomogeneo ma solubile.

110 g prezzo 2,25/3 euro

Apicoltura Casentinese – Bibbiena (AR) – zona industriale Ferrantina – via dell’Artigiano, 10/12 – 0575536494 – apicolturacasentinese.com

Pubblicità

1 ex aequo – Mieli Thun

I mieli di Andrea Paternoster “Thun” se non raggiungono il gradino più alto ci vanno vicini. Mieli d’autore, che sorprendono per bellezza, purezza, pulizia, lavorazione tanto rispettosa quanto evoluta, presentazione, piacevolezza. Il monoflora di tiglio, proposto nella linea superiore Quintessenza (che affianca la selezione “base”, ugualmente eccellente visti i risultati raggiunti anche con questi prodotti), nel 2018 raccolto da tigli selvatici nella zona del lago di Como, in alta Lombardia, è forse il più centrato dei prodotti in lizza, anche se non centratissimo. Colore chiarissimo quasi bianco, profumo penetrante di fiori bianchi, freschi aromi mentolati e balsamici, grande persistenza, ma anche un alito di castagno riconoscibile dal leggero amaro a fine bocca. Texture densa e compatta con cristallo impalpabile e ottima spalmabilità.

200 g prezzo 9,50 euro

Mieli Thun – Vigo di Ton (TN) – strada Conte Zdenko Thun, 8 – 0461657929 – mielithun.it

2 ex aequo – Brezzo

Il miele di tiglio firmato Brezzo, nome di spicco dell’apicoltura italiana posizionato nella fascia medio-alta, conquista il terzo gradino del podio per la rispondenza del profilo aromatico, la piacevolezza, l’ottima presentazione. Raccolto nella Val Pellice, nel Piemonte occidentale, certificato biologico, dimostra la fedeltà alla classe per il colore molto chiaro e il naso intenso, con le tipiche note mentolate, canforate e balsamiche fresche, di fiori e tisana di tiglio, anche se non molto pungenti e accompagnate da lontani echi animali. Il palato è leggermente meno preciso rispetto all’olfattiva per il fondo appena amaro, che conferma l’orma lasciata del castagno. E la persistenza, altra caratteristica del miele di tiglio, non è lunghissima. La struttura è compatta, omogenea e densa, con bassa umidità e cristallo sottile, di godibile spalmabilità.

500 g prezzo 9/10,80 euro

Brezzo – Monteu Roero (CN) – frazione Tre Rivi, 87 – 017390109 – brezzo.it

2 ex aequo – Mario Bianco

Un altro bel nome nel panorama apistico italiano. Che raggiungano o no i primi posti, i mieli di Mario Bianco sono sempre molto buoni, puliti e ben presentati, piuttosto centrati nella classe, affascinanti all’occhio e al gusto. Il monoflora di tiglio, linea Mieli d’Autore, raccolto nelle Valli di Lanzo, Piemonte occidentale, sale sul podio per l’appartenenza alla classe ma soprattutto per la femminilità, l’eleganza e la piacevolezza. A partire dalla consistenza liquida di un luminoso giallo aranciato, un’ambra fluida che conquista l’occhio e accarezza il palato: un caldo ricordo dell’infanzia, una coperta che avvolge. Le raffinate note mentolate e floreali, non molto intense ma tipiche al naso, si ripresentano in bocca ma meno persistenti e accompagnate da sentori di legno e ceci bolliti e da un finale amaricante, che indicano l’impronta lasciata dal castagno.

250 g prezzo 6,50/8,40 euro

Mario Bianco – Caluso (TO) – via Morteo, 20 – 0119833441 – mieleitalia.com

3 – I Greppi di Silli

Il miele di tiglio dell’azienda agricola Miciolo, nel cuore del Chianti, proviene dall’Appennino toscano, nella zona di Vicchio del Mugello. È un monoflora abbastanza rispondente alla classe, con la carezza di altre essenze che lo rendono meno intenso e verticale ma che conferiscono una certa complessità non priva di piacevolezza. Il colore è chiaro, la struttura omogenea e molto cremosa, quasi fluida. La spinta fresca balsamica e le note di fiori di tiglio e della relativa tisana sono accompagnati da una punta di caramello e dulce de leche, ricordi agrumati e una lieve sfumatura di moscato e tè alla pesca, tipici dell’ailanto (altra essenza di pianura e urbana contemporanea al tiglio), che oltretutto rinforza la persistenza del miele. Non c’è traccia di amaro, quindi nessun contatto con il castagno.

500 g prezzo 8,30/9,80 euro

I Greppi di Silli – San Casciano in Val di Pesa (FI) – via Vallacchio, 17b – 0558217956 – igreppidisilli.it

a cura di Mara Nocilla

 

QUESTO È NULLA…

Nel numero di marzo del Gambero Rosso, in questi giorni in edicola, trovate l’approfondimento completa e l’intera classifica con gli altri sei mieli di tiglio. In più 8 miniricette e consigli per l’uso by Igles Corelli, il gelatiere Marco Radicioni (Otaleg! Roma) e i pasticceri Francesco Elmi (Regina di Quadri, Bologna) e Giorgia Grillo (Nero Vaniglia, Roma).

Il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store

Abbonamento qui.