Per l’estate 2020, il Piccolo Lago di Mergozzo ha raddoppiato con una formula bistrot per mangiare sul prato, sulle sponde del piccolo lago piemontese. Ecco perché è una bella idea, accessibile nel prezzo, per una gita fuori porta.
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Il regno di Marco Sacco è sulle rive del lago di Mergozzo, delizioso, minuscolo lago appena alle spalle del Lago Maggiore. Fino a cinque secoli fa, o giù di lì, ne era l’angolo più occidentale, poi i depositi alluvionali del fiume Toce hanno formato una striscia di terra e creato il nuovo lago, uno dei più puri d’Italia. Qui lo chef ha il suo ristorante gastronomico, il Piccolo Lago, molto apprezzato, dove si cena sontuosamente dal mercoledì alla domenica. Ma quest’anno ha avuto un’idea in più e ha aperto nel grande spazio verde a due passi dall’acqua la sua versione bistrot chic, dove si pranza tutti i giorni della settimana.

Carpione di laverello e verdure di Marco Sacco
Foto di Giuseppe Geppo di Mauro

Il menu del bistrot sul lago. Sfizi e sorprese

Il menu si crea secondo l’estro del momento, scegliendo da 5 box diversi (a partire da 10 euro a piatto, 6 per i dessert). Imperdibile il carpione di laverello e verdure (10) : lo chef ha una passione per i pesci di lago e dal 2018 ha creato il progetto Gente di lago e di fiume, per valorizzare le storie, le tradizioni e il cibo di questi posti. « Quest’anno non vogliamo rinunciarci – assicura – ma dovremo fare necessariamente delle conferenze online ». Poi ci sono il classico vitello tonnato (14), lo spaghettone al pomodoro, oppure con gambero e burrata, la cotoletta Grissinopoli (26), impanata nei grissini (e, piccola curiosità, è un rimando anche letterario a Salgari, che definì così Torino, la città dove sono nati i grissini). E per finire uno strepitoso zabaione freddo allo spumante con frangipane ai mirtilli. Ma ci sono anche le creazioni estemporanee del giorno, le « Sorprese del Sacco » scritte sulla lavagna: e ci è capitato di assaggiare delle ineffabili linguine, bisque di crostacei, scampi marinati al limone candito e salsa d’anemone di mare. Vini per lo più del territorio (a prezzi davvero easy, da 4 euro al calice). L’idea-guida di Marco Sacco è far passare una giornata di vacanza all’aria aperta, in riva al lago: lo spazio è aperto dalla mattina alla sera, dopo la pausa pranzo ci si può rilassare sulla riva erbosa, fare merenda, concedersi un aperitivo sfizioso. E magari tuffarsi nel lago (telo bagno fornito dal Piccolo Lago, perfetto).

la barchetta gourmet del Piccolo Lago
Foto di Adriano Mauri

E c’è pure la barchetta-gourmet, un’imbarcazione ecologica, elettrica, con cui fare un tour del lago e gustarsi a bordo un pic nic su misura per due, set completo e una bottiglia di vino (ma estensibile a tre) a pranzo o a cena: bella idea, anche se meno economica (si parte da 195 euro per 2 persone).

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Easy food e cocktail anche a Torino

L’altra anima di Marco Sacco è il ristorante Piano 35, in cima al grattacielo Intesa SanPaolo di Renzo Piano. Anche qui c’è il ristorante gastronomico, menu di 4 o 7 portate, ma c’è pure – a pranzo, in settimana – la formula box. In attesa che il ristorante riapra per la pausa pranzo (« speriamo a settembre, se si allenterà lo smart working »), c’è un’altra bella idea easy da scoprire. Al lounge bar Piano 35 è arrivato infatti il figlio di Marco Sacco, Simone, 24 anni, un lungo periodo passato all’estero, prima a Copenhagen, poi a Londra, e una passione per la mixology. Ha messo insieme un po’ di bravi bartender, con voglia di raccontare i drink. E ha creato una carta insolita, dove propone cocktail famosi, ma in versione rivisitata, come il Dirty Manhattan, preparato in salamoia, con crema di cassis ossidata e assenzio, o il Margarita che sembra un Martini. E grandi classici un po’ dimenticati: vi dicono qualcosa cocktail come Garibaldi, Last Word, Bamboo? Sono da riscoprire, insieme ad analcolici creativi, come il Loca Cola, con cocacola chiarificata nel latte, un giochino che richiede 48 ore di lavorazione. Ad accompagnarli crostoni sfiziosi (burro di montagna e acciughe di Cetara; salsiccia di Bra, senape, cipolla acidulata, e via declinando. Ognuno costa 5 euro), insieme a proposte street food, tipo ceci, pane croccante al rosmarino, crudo di gambero oppure uovo barzotto, patata, tartufo (7 euro).

Ma l’idea più nuova è che ci si può far mandare su dalle cucine, dalle 19.30 alle 22, una selezione di proposte dalla carta del gastronomico, gustando in pratica a prezzi accessibili anche solo un piatto firmato Marco Sacco, e componendo un aperitivo ricco, quasi una cena. Ma tutto al tavolo, tutto impeccabile, tutto personalizzato. Scegliendo fra le proposte del menu piemontese, o dal menu Giro d’Italia, o ancora tra quelle del Piccolo Lago a Torino, magari un lucioperca in crosta o la nota carbonara au koque.

La filosofia-guida dello chef è quasi un mantra: riprendere il passato, modellarlo nel presente, proiettarlo nel futuro. Se poi il tutto è anche semplice e accessibile, tanto meglio, no?

Il Bistrot del Piccolo Lago – Verbania – via Filippo Turati, 87 –  www.piccololago.it

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a cura di Rosalba Graglia

foto di apertura di Giuseppe Geppo di Mauro