Si chiama crowdlending, ed è una formula di prestito dal basso regolata da una piattaforma digitale, che permette a chiunque di partecipare, a partire da un investimento di 20 euro. Ci prova la Scudieri International, nuova proprietà dello storico caffè fiorentino Giubbe Rosse.
Pubblicità

Le origini dello storico Caffè Giubbe Rosse di Firenze

In piazza della Repubblica, a Firenze, il Caffè Giubbe Rosse esiste dal 1897, quando fu fondato per opera dei fratelli Reininghaus. Da allora è diventato un ritrovo d’elite della città, caffè letterario tra i più noti in Italia, abitualmente frequentato da artisti, scrittori e poeti del Novecento. Sedute ai tavolini del bar, nei decenni d’oro dell’attività, si sono avvicendate figure di spicco del parterre intellettuale italiano, da Marinetti a Saba, passando per Montale, Gadda, Pratolini, Quasimodo, Soffici, e molti altri. E il Caffè Giubbe Rosse, come il prospicente Caffè Concerto Paszkowski – riaperto di recente dopo un’accurata ristrutturazione – è stato centro della vita culturale in città per buona parte del XIX secolo, culla del Futurismo prima, dell’Ermetismo poi. Ora, il prestigio della storica insegna si appresta a essere ripristinato grazie al restauro che si concluderà nel mese di ottobre, quando il Caffè riaprirà le porte al pubblico, dando un ulteriore segnale di fiducia alle attività che si barcamenano per tornare alla normalità in un momento di grande difficoltà per il settore della ristorazione e dell’ospitalità in una città a forte vocazione turistica come Firenze.

Foto d'epoca al Caffè Giubbe Rosse
1947 al Caffè Giubbe Rosse (Foto Archivio Lozzi)

Un prestito collettivo per ripartire. Cos’è il crowdlending

Il rilancio si lega all’acquisizione del Caffè da parte del gruppo Scudieri International, già titolare dell’omonima attività in piazza San Giovanni. Ma il progetto passa attraverso un’operazione di finanziamento dal basso che vuole coinvolgere investitori privati e istituzioni attraverso la piattaforma di crowdlending Criptalia. Il progetto di ristrutturazione e riapertura delle Giubbe Rosse, infatti, è già consultabile sulla piattaforma digitale ideata per sostenere il finanziamento di progetti di crescita aziendale senza intermediazione bancaria, ma comunque in un contesto regolamentato e sicuro per gli investitori. In questo modo, fino al 28 luglio, è possibile finanziare un prestito che Scudieri si impegna a restituire in 18 mesi, con un tasso di interesse dell’8% a rimborso bullet. L’obiettivo da raggiungere è fissato a 250mila euro, ma ogni singolo investimento può partire dalla cifra più che abbordabile di 20 euro.

Piazza della Repubblica, Firenze

Gli obiettivi per la ripartenza

Chi deciderà di sponsorizzare la causa permetterà alla nuova proprietà di completare una ristrutturazione condotta nel rispetto della storicità del luogo, che è anche tutelato come bene culturale dalla Soprintendenza di Firenze. Ma Scudieri si impegna anche a conservare tutti i rapporti di collaborazione in essere con gli oltre 25 dipendenti del Caffè, e a ripristinare il ruolo di aggregazione di un luogo dal forte valore identitario per la città. Il ricorso al crowdlending, spiega la proprietà, si è reso necessario per ottimizzare i tempi di riuscita dell’operazione: “Abbiamo scelto una strada alternativa per finanziare il nostro investimento perché avevamo la necessità di avere tempistiche certe sulla disponibilità delle risorse economiche necessarie. Garanzie che non abbiamo ottenuto dai classici soggetti bancari o intermediari finanziari, anche a causa delle attuali contingenze. Inoltre, riponiamo molta fiducia in questa formula innovativa di finanziamento che offre l’opportunità di investire secondo le proprie disponibilità per contribuire in modo diretto, chiaro, trasparente e senza intermediari, in un’attività di rilevanza storica come le Giubbe Rosse”. Il Caffè avrebbe dovuto riaprire la primavera scorsa, come da piano industriale presentato l’autunno scorso da Scudieri, e focalizzato su tre punti: il mantenimento e la crescita dei livelli occupazionali, la formazione dei dipendenti e la promozione culturale in quanto presidio storico del territorio. L’emergenza sanitaria, però, ha rallentato i tempi e complicato le prospettive. Senza per questo congelare le buone intenzioni. Le speranze, ora, sono riposte nel prestito collettivo.

Pubblicità

https://it.criptalia.com/

 

a cura di Livia Montagnoli