Il pizzaiolo romano, patron della pizzeria In Fucina, non ha spento il forno, e propone un menu adattato al servizio di consegna a domicilio. Intanto pensa alla ripartenza, con l’auspicio che il settore della pizza faccia squadra per riprendere con nuove idee.
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Pizza delivery

Per molti addetti al settore della ristorazione il food delivery è diventato un imperativo per sopravvivere. E non solo dal punto di vista economico, ché spesso il vantaggio in tal senso si rivela davvero risicato. Ma certo, in attesa della riapertura prevista per la seconda metà del mese di maggio (ora è quasi ufficiale), tenersi in attività è anche un modo per farsi forza, senza gettare la spugna davanti alle evidenti difficoltà poste da una sfida inedita. Così, nelle grandi città, ormai sono tante le alternative a disposizione di chi vuole ordinare cibo a domicilio (e dal 27 aprile sarà consentito anche in Campania, seppure tra mille restrizioni per chi opera il servizio). Tra i più attivi, i pizzaioli di tutta Italia hanno studiato la situazione per le prime settimane di emergenza, scegliendo poi, con tutte le precauzioni del caso, di coccolare i propri clienti anche a casa. E questo, spesso, ha significato ripensare il prodotto, specie di quel segmento etichettato come “pizza gourmet”, per far sì che arrivasse a destinazione nel migliore dei modi. A Roma si è impegnato sull’opzione pizza delivery anche Edoardo Papa, patron della pizzeria In Fucina (Tre Spicchi), nel quartiere Portuense.

La ripartenza di In Fucina

La sua è una delle prime pizzerie che nella Capitale ha iniziato a proporre pizza a degustazione, ormai molti anni fa. E anche il contesto in cui si muove ha sempre avuto peculiarità specifiche, che potrebbero agevolare la ripartenza per il locale di via Giuseppe Lunati: “Quando potremo riaprire abbiamo spazi adeguati per ospitare almeno una trentina di coperti all’interno, con tavoli ben distanziati. E poi c’è il dehors. Il nostro spazio ha sempre puntato sul comfort del commensale, saremo avvantaggiati”, spiega Papa, decisamente impaziente di poter ripartire quando ci saranno tutte le garanzie del caso. “Non siamo in grado di sostenere ancora tempi troppo lunghi per la ripresa, abbiamo però bisogno di indicazioni concrete e condivise. In questa direzione non mi dispiacerebbe avere un confronto con gli altri pizzaioli della città, e non solo. Noi lavoriamo senza compromessi, sempre in cerca della qualità. E questa filosofia non cambierà, perché ci credo più della mia vita e voglio essere coerente con le mie idee”.

L’unione fa la forza

L’appello è rivolto ai pizzaioli che hanno sempre lavorato fuori dagli schemi, per migliorarsi e migliorare il panorama della pizza in Italia, “chi ha sempre avuto buone idee e ora può metterle al servizio di tutti per affrontare una situazione difficile, che a Roma sarà complicata per i prossimi mesi dalla mancanza di turismo. Il confronto con gli altri porta vantaggi per tutti. Per esempio sarebbe ora di ripensare il sistema di offerta proprio per attirare turismo di qualità, invece di campare su un turismo di massa che sarà per forza di cose molto ridimensionato”. Questo il piglio con cui si affronta la riflessione sul futuro da In Fucina. Nel frattempo, però, dall’inizio di aprile la pizza di Edoardo Papa arriva anche a casa: “Ci garantisce non più del 10-15% di fatturato, poca cosa. Ma vogliamo mantenere il legame con il cliente, e continuare a lavorare ci dà fiducia. Per contenere le spese facciamo personalmente le consegne, lavorare con le piattaforme di delivery ci taglierebbe le gambe”.

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Pizza margherita di In Fucina a Roma

Il menu delivery di In Fucina

Anche perché rispetto ai prezzi – spesso criticati – proposti in pizzeria, il delivery di In Fucina si presenta a un costo decisamente più accessibile: “La qualità degli ingredienti su cui ho sempre puntato non è cambiata, tanto più che i miei piccolissimi fornitori sono ancora in grado di garantirmeli. Però è diminuita la quantità delle farciture per incontrare le esigenze del delivery e preservare le qualità della pizza dopo il trasporto. Ma rivedere i prezzi a ribasso è anche un modo per stare vicino ai clienti, ora: ci diamo una mano in modo reciproco”. Le pizze arrivano nel raggio di 3 chilometri dal locale, il menu delle pizze tonde prevede proposte più semplici – come la Margherita con bufala e polpa di pomodoro bio (8 euro) – e alternative originali come la pizza con misticanza, ricotta di bufala e caciottina di Pienza (12) o quella con speck cotto artigianale, bufala e patate (14). Per gli affezionati, arrivano a domicilio anche le pizza speciali, come quella con mazzancolle di paranza, pomodorino del Piennolo, capperi di Salina e olive taggiasche (18 euro, la più costosa in menu). E per accontentare le esigenze casalinghe In Fucina consegna anche piatti pronti già abbattuti, “che i clienti possono scaldare in microonde o conservare in congelatore fin quando non ne hanno bisogno”. Proposte semplici, di cucina tradizionale, dalla lasagna con funghi, carciofi, pisellini, asparagi e besciamella allo zafferano (6) ai cannelloni con ragù di manzo, speck cotto e culatello (8). Prenotazioni telefoniche, via email o Whatsapp, consegne dalle 19 alle 21.30, pagamento in contanti o carta.

In Fucina – Roma – via Giuseppe Lunati   – 06 5593368 / 3407452159 – [email protected]