Moovenda nasceva sei anni fa a Roma, come piattaforma innovativa per la consegna di cibo a domicilio. Dopo un periodo di riprogettazione, il servizio riparte dalla Capitale focalizzandosi su un’offerta di alta fascia, sulla sostenibilità e sull’etica del lavoro.
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Moovenda. Le origini

Nel 2015, parlando con i fondatori di Moovenda, il fatto che una piattaforma di food delivery potesse concentrarsi sul proporre cibo di qualità sembrava una scommessa niente affatto semplice da portare a termine. Almeno in Italia, dove i player internazionali che si spartivano il mercato erano (sono?) poco interessati a farsi carico del rischio. Quella che all’epoca era una startup con grandi margini di crescita, nata per iniziativa di tre soci romani, apriva le danze per un percorso oggi evocato (e invocato) come necessario per garantire dignità e standard qualitativi elevati a un servizio utilizzato da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo. Il 2020 ha contribuito a sdoganare il ricorso al food delivery, alimentando al contempo il dibattito sull’opportunità di ripensare l’etica di un comparto cresciuto senza troppe regole, a scapito, principalmente dei rider. Moovenda, sin dalle origini e dunque ben prima di altri, già prevedeva un inquadramento contrattuale che non fosse penalizzante per i suoi “moovers”. Sommando quindi una serie di novità nell’approcciarsi al mercato della consegna di cibo a domicilio – la qualità dell’offerta e del servizio, la tutela del lavoratore – che facevano ben sperare. Cinque anni dopo, ne riparliamo con Simone Ridolfi – Ceo di quella che oggi è diventata una holding – all’indomani della rinascita di Moovenda.

L'homepage di Moovenda

La rinascita di Moovenda

Il brand è stato in pausa nell’ultimo anno, confluito alla fine del 2019 nella fusione con PrestoFood.it, che ha portato alla nascita di Foodys, piattaforma di food delivery radicata in molte città del Centro e Sud Italia (e già leader di mercato su alcune piazze, come Catania). Ma in cantiere, da due anni a questa parte, c’era il desiderio di tornare alle origini, dopo un’evoluzione rapida che aveva portato a tradire qualche ideale iniziale. Di nuovo a partire da Roma, concentrando le forze dentro al Grande Raccordo Anulare per fornire un servizio di alta gamma, e radunare una serie di partner interessati a proporre food delivery di qualità: “Quando siamo nati, sei anni fa, il food delivery era per noi una cosa nuova, e bella. La percezione dell’esperienza da parte del grande pubblico, però, è rimasta assimilabile a quella di un fast food, e professionalmente parlando il settore non si è evoluto. Noi siamo nati con un concetto diverso, ma ci siamo trovati a inseguire il trend dettato da grandi player. Un paio d’anni fa abbiamo iniziato a riflettere su come riportare il lavoro su un percorso che ci piacesse. Abbiamo fatto tanti test, finché i tempi non sono stati maturi. E stiamo ripartendo con un servizio senza compromessi, a partire dagli investimenti per dotarci di tecnologie all’avanguardia e mezzi ecologici”. Dunque l’esigenza di una svolta è nata prima della pandemia, ma si è concretizzata solo da qualche settimana, con il vantaggio di poter contare su un mercato del cibo a domicilio in grande spolvero e diversificazione.

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Il panettone di Niko Romito

Food delivery di alta gamma. I partner

Non a caso, la data pilota per sperimentare il servizio ha coinciso con il debutto della Franceschetta58 a Roma, per un solo giorno, con un menu delivery in edizione limitata (andato sold out). E in vista delle feste, i piatti della realtà modenese del gruppo Francescana saranno uno dei prodotti di punta del Christmas Shop di Moovenda, che per celebrare la ripartenza e chiarire l’approccio che d’ora in avanti caratterizzerà il servizio riunisce una serie di occasioni pensate per chi ama la cucina e i prodotti artigianali d’autore: tra gli altri, i panettoni di Niko Romito, Gabriele Bonci e Attilio Servi, oltre al menu natalizio di Franceschetta58 at Home, disponibile in preorder ancora per qualche giorno, e consegnato a casa il 24 dicembre, con le istruzioni per completare i piatti (per 2 o 3 persone, a 120 o 180 euro).

Il cotechino di Franceschetta58 At Home

Nel frattempo, anche la nuova piattaforma di Moovenda è attiva (presto lo sarà anche l’app) ed entro gennaio riunirà un centinaio di partner, non solo ristoranti, ma anche botteghe e realtà gastronomiche selezionate, con l’obiettivo di crescere al massimo fino a comprendere duecento partner, per mantenere alti gli standard e curare il rapporto con i clienti.

Mezzo elettrico della flotta di Moovenda

La flotta ecologica e la tecnologia

Tra gli investimenti che favoriranno il cambio di passo, Ridolfi sottolinea il potenziamento di mezzi e strumenti a disposizione: “Abbiamo investito su una flotta di mezzi elettrici, di nostra proprietà, che forniamo ai nostri rider per muoversi in città. Partiamo con una cinquantina di mezzi su due ruote: ogni mattina vengono a prenderli in azienda, e a fine turno li riportano. Questo ci permette anche di mantenere un rapporto umano con tutti: ripartire da una cultura aziendale che coinvolga tutti è importante. Poi c’è la partnership con HotBox, che seguo dalle prime fasi di sviluppo allo Startup Bootcamp Foodtech: la loro tecnologia, montata su ogni mezzo, ci permette di mantenere la temperatura dei cibi caldi tra i 65 e gli 85 gradi, in assenza di umidità. Per i crudi o le pietanze da servire fredde, invece, abbiamo contenitori che garantiscono la catena del freddo: è rarissimo che un servizio delivery sia in grado di farlo”.

Moovenda assume

Dunque, mentre Foodys procede per la sua strada, portando avanti il lavoro maturato negli anni, a Roma e in molte altre città d’Italia, Moovenda rappresenta l’upgrade dell’esperienza, pensato per piazze pronte per una differenziazione dei segmenti (a Roma un’esperienza pilota era stata Moovenda Black, nel 2018, che ha permesso di sondare il terreno): “La vision dietro Moovenda è quella di non restare ancorati al delivery puro, ma di crescere come app di lifestyle premium della città. Penseremo, quando si potrà, anche a eventi fisici: il nostro è un cliente a cui piace uscire, che anche a casa cerca qualcosa di originale, ed è disposto a spendere qualcosa in più. Adesso il mercato è molto più maturo rispetto a quando siamo nati. L’obiettivo è costruire qualcosa che piaccia a qualche migliaio di persone, non puntiamo al grande pubblico. E per questo proporremo spesso anche edizioni limitate e prodotti in esclusiva”. Nel frattempo, si assume: “Stiamo strutturando un nuovo team di fattorini, cui ora garantiamo un fisso mensile, e questa è una novità. Cerchiamo persone”. Poi, forse, si guarderà alla volta di Milano, “ma l’idea è di fare molto bene Roma. Quando saremo molto soddisfatti allora penseremo a crescere”.  Il mercato oggi è più pronto, ma anche più competitivo: “Rispettiamo i nostri competitor, perché è utile per tutti che il mondo del food delivery riesca a fornire un servizio di qualità, per conquistare sempre più persone. Il nostro punto di forza è la nostra esperienza logistica, siamo gli unici che hanno una logistica interna. Questo ci permette di focalizzarci sull’on demand e su un servizio efficiente sul territorio”.

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https://moovenda.com/  – https://shop.moovenda.com/

 

a cura di Livia Montagnoli