Cortona e la Val di Chiana appartengono a una Toscana interna e preappenninica. Il vitigno che più rappresenta queste terre è oggi il syrah, ma non è sempre stato così. Il Syrah a Cortona è storia recente.
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Cortona e la Val di Chiana appartengono a una Toscana interna e preappenninica, che conserva il volto autentico di una terra appartata. Lontana dal caos estivo della costa e dal turismo che percorre la rotta Firenze-Siena, Cortona è un’oasi a se stante. Un piccolo gioiello ricco di testimonianze archeologiche, che da sempre attrae appassionati d’arte e di storia. E di vino. Nel mensile di aprile del Gambero Rosso abbiamo dedicato uno speciale a questa terra, qui un assaggio.

La Val di Chiana

La notorietà internazionale della Val di Chiana è cresciuta rapidamente con l’uscita del film “Sotto il sole della Toscana”, che ha portato a Cortona molti stranieri affascinati dalle atmosfere patinate del lungometraggio ispirato al bestseller di Frances Mayes. Dall’alto dei suoi 500 metri, l’antico borgo etrusco domina le dolci colline di un’ampia vallata che scendono verso lo specchio argentato del Trasimeno. Sotto il cielo azzurro e terso dell’estate, il verde brillante delle vigne, le chiome cangianti degli ulivi, l’oro del grano e il giallo caldo dei girasoli colorano il paesaggio con tinte vivaci. Ma in una fredda giornata di fine inverno, tutto ciò si trasforma in ricordo: il grigio della nuda terra, i campi a riposo, i profili contorti degli ulivi, si perdono nel sospeso incanto di un vuoto orizzontale. Gli esili tralci delle viti, come fossero sculture di Giacometti, disegnano arabeschi sulla tela della bruma. All’orizzonte, lo sguardo si perde seguendo le sensuali ondulazioni delle colline che sfumano nel profilo dell’Amiata.

Non siamo lontani da Montalcino e Montepulciano, eppure in Val di Chiana si respira un’aria diversa, più rarefatta e altera rispetto all’atmosfera dei due famosi borghi del Sangiovese. Avvolta tra storia e leggenda, Cortona rivendica la sua unicità, che si rispecchia anche nei suoi vini. Il suo territorio è un’enclave francese, una piccola Valle del Rodano in terra di Toscana, dove domina incontrastato lui: il Syrah.

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La Val di Chiana regno del trebbiano

Cortona e Syrah sono ormai un binomio indissolubile. Eppure la presenza del vitigno francese in queste terre ha una storia recente. La Val di Chiana è stata per molto tempo il regno del trebbiano e di altre uve a bacca bianca coltivate per la produzione del Bianco della Val di Chiana, una denominazione ormai quasi del tutto abbandonata. Le poche vigne di trebbiano rimaste sono destinate a una piccola produzione di Vin Santo, per lo più a carattere familiare.

Introduzione del vitigno syrah a Cortona

Non si hanno notizie precise sull’introduzione del vitigno syrah a Cortona, si suppone che le prime barbatelle possano essere arrivate durante l’occupazione francese dell’800 o più probabilmente all’inizio del ‘900, con la diffusione delle varietà internazionali durante la fase di ricostruzione dei vigneti post fillossera. Tuttavia sì è cominciato a parlare diffusamente di syrah solo negli anni ’70. Alcune aziende, in particolare Tenimenti d’Alessandro, iniziarono un percorso di ricerca sui vitigni più adatti ai terreni e al clima, con la consulenza del professor Attilio Scienza e dell’Università degli Studi di Milano.

I vigneti sperimentali

Si piantarono vigneti sperimentali per verificare l’adattabilità al terroir delle più famose varietà internazionali e in particolare di diversi cloni di syrah provenienti dalla Côte Rôtie e dalla zona di Hermitage. Il clima continentale, caratterizzato da inverni freddi, estati calde e ventilate, con buone escursioni termiche tra il giorno e la notte, è abbastanza simile a quello della Valle del Rodano e ideale per l’uva syrah. I terreni della Val di Chiana, di matrice prevalentemente argillosa, con presenza di limo, sabbie e scisti, si sono rivelati perfetti per una varietà che non ama i suoli ricchi di calcare.

Nel giro di pochi decenni il vitigno syrah è diventato simbolo di Cortona

Nel giro di pochi decenni, il vitigno syrah è diventato il simbolo di Cortona, con una produzione di alto livello qualitativo. Oggi le vigne coprono complessivamente una superficie di 700 ettari. La DOC Cortona produce circa 500mila bottiglie l’anno e il vino Syrah rappresenta l’80% dell’imbottigliato. Per quanto riguarda i principali mercati di riferimento, il 70% dei vini di Cortona prende la via dell’estero, in particolare Stati Uniti e paesi del Nord Europa, ma sono in crescita anche Canada, Brasile, Cina e Giappone. In Italia, le regioni che apprezzano di più i vini di Cortona sono la Toscana, la Lombardia e il Lazio.

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Nel mensile di aprile del Gambero Rosso trovate anche il tour tra produttori e vini.

a cura di Alessio Turazza

 

QUESTO È NULLA…

Nel numero di aprile del Gambero Rosso, in questi giorni in edicola, trovate il racconto completo con un tour tra produttori e vini: Stefano Amerighi, Fabrizio Dionisio, Filippo Calabresi, Davide Dal Cero. E ancora Antinori, la Tenuta, la Braccesca, I Vicini, Baldetti, Leuta, Poggio Sorbello, Baracchi, Podere Il Fitto, Villa Loggio e Villa Fontanicchio. Un servizio di 10 pagine che include anche la timeline con la storia del syrah, gli abbinamenti perfetti, i migliori assaggi fatti, un focus sul Syrah oltre Cortona. In più gli indirizzi dove dormire tra Cortona e il Trasimeno.

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