Oltre 20mila ettari di boschi e terreni agricoli devastati dalle fiamme in 48 ore. Centinaia di milioni di danni a strutture secondo la Copagri. Per la Coldiretti serviranno 15 anni per ripristinare il patrimonio boschivo. La Cia si appella al governo Draghi: “Sfruttare risorse del Pnrr”.
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Il fuoco brucia il Montiferru

Ventimila ettari di boschi e terreni agricoli in fiamme in Sardegna in 48 ore. E dense colonne di fumo e fiamme che hanno minacciato, sospinte dai venti di Scirocco e Libeccio, le abitazioni costringendo oltre 1.000 persone a lasciare temporaneamente le proprie case. Il durissimo bilancio per la zona del Montiferru, nella Sardegna centro occidentale, in provincia di Oristano, è ancora provvisorio. Cuglieri, Santu Lussurgiu, Bonarcado, Scano di Montiferru, Sennariolo, Tresnuraghes, fino alla costa di Porto Alabe, sono alcuni dei territori colpiti. Mezzi tecnici della Protezione civile, del Corpo forestale e dei Vigili del fuoco sono al lavoro assieme ad elicotteri e aerei Canadair provenienti anche da Grecia e Francia per cercare di arginare i focolai non ancora del tutto spenti.

La Cia-Agricoltori italiani chiede soluzioni di emergenza e risorse straordinarie

Oltre alla macchina regionale, che ha schierato a terra 7.500 persone, anche le associazioni agricole sono impegnate nelle operazioni di aiuto ma stanno anche provando a fare una prima conta dei danni segnalando perdite tra coltivazioni, capi di bestiame e attrezzature agricole. La Cia-Agricoltori italiani chiede soluzioni di emergenza e, soprattutto, risorse straordinarie. Il presidente Dino Scanavino invita il governo ad “attivarsi subito per far fronte a questo disastro economico e ambientale con l’impiego tempestivo di fondi dedicati al ripristino immediato delle attività aziendali e al ristoro dei danni“. Tra le soluzioni, l’erogazione in via straordinaria, immediata e automatizzata, dell’80% degli anticipi Pac ad agricoltori e allevatori, senza oneri o costi aggiuntivi. Francesco Erbi, presidente di Cia Sardegna, garantisce la completa mobilitazione per dare un aiuto immediato alle imprese agricole coinvolte.

Si contano i danni

Il fuoco, che ha percorso decine di chilometri devastando, oltre che un patrimonio boschivo centenario (millenario nel caso dell’olivastro di Sa Tanca Manna a Cuglieri, andato in cenere) anche strutture e campi coltivati, secondo la Copagri, ha causato diverse centinaia di milioni di euro di danni. “Serviranno anni per ricostruire il patrimonio boschivo“, afferma il presidente di Copagri Sardegna, Ignazio Cirronis. La Coldiretti, ricordando come siano necessari almeno 15 anni per rimboschire l’area attraversata dalle fiamme, sottolinea che ai costi economici e sociali si somma una “vera catastrofe ambientale con lecci, roverelle e sughere secolari andati in fumo in aree dove saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali“. Non solo, ad andare distrutte sono state anche le erbe le essenze che sono alla base dell’alimentazione di pecore e mucche.

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La Regione Sardegna, col suo presidente Christian Solinas, ha annunciato l’intenzione di chiedere un sostegno economico immediato al Governo e, in particolare, che una quota dei fondi del Pnrr sia subito destinata a finanziare un grande progetto di riforestazione dell’isola.