Sono molte, e sempre più numerose, le famiglie straniere che da 8 anni partecipano al progetto Indovina chi viene a cena? I in partenza un nuovo ciclo di cene “a sorpresa” per scoprire culture e cibi diversi
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Un progetto culturale

Il progetto nasce nel 2011, a Torino, in occasione degli Stati Generali della Cultura Popolare. In gergo “tecnico” chi l’ha ideato lo definisce dispositivo di attivazione di comunità, cioè un’opportunità per aprirsi alla conoscenza dell’altro, condividendo un’esperienza aggregativa. E quale occasione migliore, se non una tavola apparecchiata dove ritrovarsi? Non necessariamente al fianco di amici e parenti, anzi, con la voglia di farsi trascinare in un contesto nuovo, diverso, perché proprio la diversità sia l’invitato d’onore intorno a quel tavolo. Ecco spiegato il concetto alla base di Indovina chi viene a cena…?, un progetto diffuso sul territorio italiano, che vive però della disponibilità di famiglie straniere che in Italia hanno trovato una nuova casa. Tutto, dicevamo, è partito nel 2011, in piazza: una cena condivisa allestita in piazza Carlo Alberto per scoprire i piatti tradizionali delle comunità straniere residenti sul territorio. Poi l’iniziativa ha preso forza, promuovendo una programmazione annuale di incontri e cene ospitate in case private di cittadini internazionali e, in un secondo momento, richiedenti asilo. Dietro c’è sempre stato l’impegno della Rete Italiana di Cultura Popolare, che dal quartier generale di Torino è riuscita pian piano a coinvolgere sempre più associazioni, realtà aperte alla condivisione e singoli cittadini in tutta la Penisola.

A cena a casa degli “altri”

Oggi il sistema è attivo in circa 90 Comuni d’Italia, e si appoggia a un circuito di oltre 150 case private che hanno scelto di aderire al progetto. E sui territori locali sono nate organizzazioni affiliate alle rete, dette Antenne, che mediano le operazioni di ricerca e incontri interculturali nelle proprie aree di pertinenza. Il Sud è stato l’ultimo traguardo raggiunto, proprio nel 2018, grazie all’accordo raggiunto con Fondazione per il Sud. Quello che ognuno di noi può fare, oggi, è partecipare alle cene in programma con la curiosità di scoprire storie nuove, tradizioni lontane, entrare per il tempo di un pasto nella vita di altri, aprendosi a propria volta alle curiosità degli altri. Con la consapevolezza di prendere parte non semplicemente a un progetto gastronomico – provare le specialità in arrivo da culture lontane dà sempre una grande soddisfazione, ma certo il cibo, in questo caso, diventa soprattutto un pretesto per incontrarsi – e più che altro superare barriere, paure e preconcetti che ci allontano uno dall’altro. Pronti a partire per un viaggio verso destinazioni inaspettate, dall’Etiopia alla Cina, dalla Romania all’Argentina e al Perù. E poi Siria, Filippine, Albania, Marocco, Brasile, con combinazioni potenzialmente infinite.

Indovina chi viene a cena? Come funziona

Il nuovo ciclo di appuntamenti è partito alla fine di novembre, e si protrarrà fino a maggio 2019, ogni ultimo sabato del mese in diversi città d’Italia. Il progetto, che nel frattempo è stato esportato anche in Europa, si propone così di rispondere a un’emergenza culturale sempre più lampante, costruendo una reale integrazione cominciando dalla conoscenza del diverso. Per prenotare è sufficiente contattare via email o telefonicamente la Rete, che fornirà dettagli e informazioni specifiche sulle cene in programma per la data scelta, indirizzando le richieste sul territorio più vicino. Ma la destinazione e il Paese d’origine della famiglia ospitante saranno rivelati con un solo giorno d’anticipo; questo significa pure che non è possibile esprimere preferenze su culture e cucine specifiche, perché il bello dell’esperienza sta nella possibilità di avvicinarsi all’incontro senza pregiudizi di sorta. La sera stabilita basterà presentarsi alla porta degli ospiti, il resto verrà da sé. Prossima occasione: sabato 29 dicembre. Ultima possibilità, il 27 maggio.

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Indovina chi viene a cena…? – Per info e prenotazioni [email protected] / 388 3275068 – 3935766183 

 

a cura di Livia Montagnoli