Libera Terra si occupa di dare valore e dignità ale terre confiscate alla mafia. La sua divisione vitivinicola siciliana si chiama Centopassi, in onore di Peppino Impastato. Per noi è questo il Premio Progetto Solidale 2020.
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“Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio. Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare”. Attacca così la canzone Cento passi dei Modena City Ramblers, pubblicata nel 2004, sull’onda dello straordinario interesse accesso dall’omonimo film di Marco Tullio Giordana. La pellicola uscì nella sale nel 2000. Il coraggio di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, rivive in vigna: dal 2001 Libera Terra ha ripreso il marchio Centopassi per dare valore e dignità alle terre confiscate ai boss della mafia.

Siamo nell’Alto Belice Corleonese, le colline alle spalle di Palermo tra Monreale, Camporeale e San Giuseppe Jato, sede della cantina, anch’essa un bene confiscato. La cooperativa lavora in biologico, negli anni la linea dei cru è cresciuta fino alle attuali dieci etichette, ognuna espressione di vitigni, suoli e microclimi in grado di raccontare con personalità ed eleganza la biodiversità di un territorio ad alta vocazione vitivinicola.

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Si è lavorato tanto e bene, in silenzio, anche davanti alle difficoltà che ci sono state, c’è chi ha messo dei paletti in maniera subdola nei bandi, chi ha manifestato il dissenso in maniera, diciamo, più arcaica. Ma il progetto è andato avanti, migliorandosi anno dopo anno, solido e ben organizzato, con una qualità nel bicchiere che è davvero ottima. Per tutto questo abbiamo deciso di assegnare il Premio Progetto Solidale alla Centopassi.

I vini ci hanno impressionato, pensiamo al carattere goloso e vibrante del Perricone, alla bellissima trama del Catarratto: Il Terre di Giabbascio 2018 ha strappato il primo Tre Bicchieri aziendale. Ricco di sfumature iodate, offre una vena erbacea vivida e molto fresca, per un finale sfumato e saporito. Abbiamo intercettato il direttore dell’orchestra, Giovanni Ascione.

Partiamo dai numeri. Quante persone sono coinvolte nel progetto? Com’è strutturata Libera Terra? Quali sono i suoi valori?

Centopassi è la divisione vitivinicola siciliana di Libera Terra. Nove cooperative, distribuite su quattro regioni, circa 170 lavoratori coinvolti, tra campi e ufficio, 1.400 ettari in rigoroso regime di agricoltura biologica, prodotti che vanno dalla pasta all’olio, dai legumi alle conserve di pomodoro ed ai frollini da prima colazione.

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Gli ettari vitati di Centopassi sono 65, distribuiti soprattutto sul bellissimo altopiano dell’Alto Belice Corleonese. I tramonti da Vigna Portella della Ginestra, a quasi mille metri di altitudine, oppure da Vigna Pietralunga non si dimenticano facilmente. Anche per questo, fin dal primo momento, abbiamo cercato solo ed esclusivamente di raccontare la forza e l’unicità di questo territorio, senza scorciatoie di nessun tipo, solo cercando di fare vini lineari, puri, essenziali.

Cattarratto 2018 Terre di Giabbascio. Cosa ti piace di questo vino? Che cosa racconta?

Il Catarratto è un vitigno difficile, che può far pagare la sua buona struttura a caro prezzo, spesso con chiusure amare e tanta rigidità al palato. Giabbascio è una vigna vecchia, complicata da gestire, che ci ha imposto alcuni anni di studio per prenderne le misure. Salvo poi riuscire a dare vini di grandissima complessità, sempre eleganti, con finali lunghi, minerali, precisi, mai amari. Grande testimone è anche il Terre Rosse di Giabbascio R14, una vera e propria riserva, uscito quest’anno dopo cinque anni di maturazione tra legno e bottiglia, esempio di dove può arrivare la finezza di questa vigna.

Il primo pensiero che fai quando arrivi in cantina 

In questi giorni di post vendemmia, si passa dalla paura, prima di entrare, al sorriso a piena faccia quando si è dentro e i profumi nell’ambiente sono quelli giusti… Ma, ripeto, le emozioni forti si provano in vigna, nelle nostre bellissime vigne. In cantina è solo una continua battaglia in difesa, per provare a preservare quanto di buono portato a casa in vendemmia.

Le più grandi difficoltà che hai trovato in questi anni?

Non ci è mai piaciuto parlare delle difficoltà, non abbiamo mai voluto fare della nostra attività d’impresa cooperativa una narrazione di eroismi. Le nostre difficoltà non hanno molto di diverso da quelle che incontra qualunque altro produttore di vino delle nostre dimensioni.

Le più grandi soddisfazioni?

Oh, siamo fortunati, molto fortunati, perché in questi quasi quindici anni di storia di soddisfazioni ne abbiamo avute tantissime. I nostri clienti ci amano, ci ricomprano, i nostri partner commerciali sono felici di lavorare con noi. Per una realtà giovane come la nostra, sapere di avere proprie bottiglie sulle tavole e sugli scaffali più prestigiosi del mondo, da Londra a San Francisco, da Hong Kong a Melbourne, è una soddisfazione incredibile.

Perché oggi si parla così poco di mafia e, soprattutto, di mafia e vino? 

Si, se ne parla poco, a tutti i livelli. E forse non tutti fanno la loro parte. Noi proviamo a fare la nostra e lavorare in silenzio tutti i giorni per dimostrare come sia pienamente possibile un modello virtuoso di viticoltura, e di agricoltura in generale, nelle nostre terre.

Progetti e sviluppi futuri? Le prossime sfide?

Mai fermarsi. Nuove vigne, ulteriori miglioramenti nei processi, nuovi mercati, forse un nuovo vino, ma soprattutto tanto, tanto, tanto lavoro.

Centopassi – Consorzio Libera Terra Mediterraneo – San Giuseppe Jato (PA) – via Porta Palermo, 132 – 90048) – +39.091.857.7655 – www.centopassisicilia.it/it/

 

a cura di Lorenzo Ruggeri

 

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