Luca Pizzighella, Brand Manager Signorvino, ci ha raccontato i segreti del successo di questa particolare enoteca che nasce dal gruppo Calzedonia-Intimissimi
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Andiamo alla scoperta dei relatori che parteciperanno al convegno del Gambero Rosso “Vino 4.0. Distribuzione, comunicazione, promozione, strategie e protagonisti a confronto”. La parola tocca alle enoteche, protagoniste anche della nuova guida Enoteche d’Italia.

Signorvino

Con l’ultima apertura di Curno (Bg), lo scorso novembre, Signorvino, la catena di enoteche creata da Sandro Veronesi (patron di Calzedonia, Intimissimi, Tezenis, Falconeri), tocca quota 17 punti vendita sul territorio nazionale per un totale di bottiglie vendute che si attesta attorno a quota un milione. Cifre da capogiro per un format che nasce soltanto nel 2012, con l’apertura del primo negozio a Vallese, in provincia di Verona, subito seguito da quello in Piazza Duomo a Milano. In ogni punto vendita, le etichette sono circa 1500, in rappresentanza di oltre 200 aziende vinicole; il range di prezzo va dai 5 ai 3000 euro e la proposta non è uniforme in ogni esercizio ma si modella sulle zone vinicole più vicine al territorio. Tutto questo fa di Signorvino un player importante nel mondo del vino italiano, protagonista del convegno del Gambero Rosso “Vino 4.0 Distribuzione, comunicazione, promozione, strategie e protagonisti a confronto” che si terrà a Roma il prossimo 17 febbraio. Abbiamo intervistato Luca Pizzighella, Brand Manager Signorvino, per fare il punto dell’attività aziendale.

Luca Pizzighella - Brand Manager Signorvino

Perché un gruppo come Calzedonia ha deciso di investire nel mondo del vino?

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Sandro Veronesi, patron di Calzedonia, gruppo internazionale di abbigliamento e intimo con migliaia di punti vendita in Italia e nel mondo è sempre stato appassionato di vino e ha coltivato una cultura enologica che poi lo ha spinto a pensare a un progetto in grado di renderla un’opportunità di business con la possibilità di applicarvi l’esperienza ed il know-how gestionale accumulati grazie allo sviluppo delle altre catene di brand. Il concept suscitò subito curiosità soprattutto per le sue caratteristiche in grado di sviluppare ed evolvere il concetto tradizionale di enoteca.

Dal 2012 a oggi, come sta andando?

Dall’anno di apertura Signorvino ha registrato costanti crescite a due cifre fino a raggiungere un numero di 17 punti vendita: da Bologna a Torino, da Verona a Firenze, i negozi sono ubicati in luoghi iconici di alcune delle maggiori città italiane, oltre ad alcuni importanti centri commerciali e un fuori casello ad Affi. Si tratta di spazi ben riconoscibili, eleganti e dall’atmosfera calda e amichevole, ma al contempo giovane. Già all’interno degli spazi si nota l’immediatezza della comunicazione legata alla disposizione sugli scaffali e alle indicazioni fornite al cliente.

Qual è l’idea che c’è dietro il progetto?

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L’obiettivo è rendere il buon vino italiano alla portata di tutti, esperti e appassionati, turisti e locali. La filosofia è incentrata sulla comunicazione dell’enorme ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano, comunicando con semplicità le peculiarità di ogni territorio che ha contribuito a rendere famosa l’Italia nel mondo. Spesso il settore vinicolo sembra difficile, complesso e riservato a operatori del settore. Signorvino vuole invece avvicinare un target di persone ampio ed eterogeneo a un prodotto magico, certo complesso, ma che rappresenta la più genuina convivialità, rendendolo avvicinabile da chiunque abbia curiosità di saperne sempre di più.

signorvino

Quali sono le strade che avete percorso per raggiungere questo obiettivo?

Le strategie messe in atto per raggiungere questo scopo sono diverse. Per esempio, abbiamo introdotto la figura del Wine Specialist, una guida a 360° in grado di accompagnare il cliente nella sua wine experience senza eccessivi tecnicismi in modo semplice, chiaro e professionale. L’altra freccia nel nostro arco sono i numerosi corsi che offriamo: nel solo primo semestre del 2019 abbiamo organizzato in quasi tutti i nostri negozi diversi percorsi di avvicinamento al vino, oltre 300 in totale. Pensiamo che sia il modo corretto per coinvolgere un vasto pubblico in modo dinamico e divertente. L’ultimo step riguarda l’apertura all’interno di centri commerciali e outlet: prima ad Arese (MI), un test molto importante per capire le potenzialità del brand Signorvino al di fuori del centro città con risultati molto positivi, soprattutto per quanto riguarda la vendita d’asporto; poi anche nell’outlet di Vicolungo, Castel Romano e, a fine Marzo, a Roma nel nuovo Centro Commerciale della Laurentina. Aprire nei centri commerciali era un passo dovuto, soprattutto per testare il modello in vista di eventuali aperture all’estero.

Chi è il cliente di Signorvino?

Abbiamo una clientela molto variegata che cambia anche in base alla città di riferimento: perlopiù over 30, se consideriamo gli acquisti del vino d’asporto con un buon bilanciamento tra pubblico maschile e femminile; molto importante, soprattutto in certe piazze, il contributo del turismo. Il pubblico si allarga notevolmente, invece, se consideriamo anche la parte dedicata al food dove riusciamo a coinvolgere anche una fetta di clientela più giovane.

signorvino

Perché avete deciso fin da subito di associare alla vendita al dettaglio la mescita e l’offerta gastronomica?

Perché il patrimonio che il vino rappresenta nella tradizione italiana non può essere completo se non affiancato a una ricercata cucina. I Food Specialist di Signorvino si occupano infatti di creare piatti tipici di qualità, legati alla stagionalità, che sappiano esaltare le caratteristiche dei calici degustati. L’attenzione sui piatti proposti dalla cucina è altissima, sia in riferimento alla qualità della materia prima, anche relativamente alla scelta di pietanze note alla tradizione italiana ma preparate con alcune accortezze che le rendono curiose e perfetti abbinamenti per molto dei vini in carta.

Wine shop on-line: per voi è un nemico o un’opportunità da cogliere?

Si tratta di un servizio ulteriore da dare al cliente che, dopo averci conosciuto in negozio, può trovare la nostra offerta anche online; per questo nei prossimi mesi usciremo con il nostro canale e-commerce.

Progetti futuri?

Prevediamo nuove aperture in Italia, in città dove siamo già presenti per consolidare il brand e in nuove città nuove. Per il 2020 l’insegna mira a raggiungere i 25 locali e 50 milioni di euro di giro d’affari (compresi gli affiliati), grazie a 6-7 nuove aperture in Italia con altri due store a Milano e a Roma, due a Parma e uno a Torino, per poi volare all’estero entro l’anno, con altri 3-4 store nei Paesi dell’Est Europa.

a cura di William Pregentelli

Per iscriverti al Convegno “Vino 4.0. Distribuzione, comunicazione, promozione, strategie e protagonisti a confronto” del Gambero Rosso clicca qui

Al termine del Convegno seguirà presentazione e premiazione della Prima Guida Enoteche d’Italia del Gambero Rosso e un Grande Wine Tasting finale. Per maggiori info clicca qui