Abbiamo chiesto al country manager di Vivino in Italia quali sono gli orari in cui vendono meglio, i periodi dell'anno, quali etichette vanno per la maggiore e quali sono i loro progetti futuri.
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Lo Shazam del vino compie 10 anni e guarda al futuro. Dopo aver bruciato tutte le tappe, ora punta a diventare la più grande piattaforma e-commerce di vino. E a dicembre ha lanciato anche la sua prima vendita en primeur. Ne parliamo con Mauro Bricolo, country manager Italia e relatore al summit del Gambero Rosso Vino 4.0.

L’app Vivino. Come funziona

Capita sempre più frequentemente di trovarsi in enoteca o al ristorante e vedere il vicino di posto sfoderare il suo telefonino, inquadrare l’etichetta del vino e attendere il responso. Non sta facendo una semplice foto, ma consultando Vivino, l’app che in pochi secondi è in grado di fornire cantina, vitigno, punteggi (degli utenti) e abbinamenti della bottiglia in questione. Una sorta di Shazam del vino, per intenderci. Nata dieci anni fa in Danimarca, oggi conta più di 40 milioni di utenti (3 milioni solo in Italia), 184mila aziende vinicole e oltre 1 miliardo di bottiglie scansionate. In questi anni, però, è anche diventata sito di e-commerce e marketplace e non è finita qua. I nuovi progetti ce li racconta in questa intervista il country manager Italy Mauro Bricolo che, il prossimo 17 febbraio a Roma, sarà uno dei relatori del convengo by Gambero Rosso “Vino 4.0: distribuzione, comunicazione, promozione. Strategie e protagonisti a confronto”.

Dieci anni di Vivino e un’evoluzione costante. Come li vedete i prossimi dieci anni?

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Pensiamo in grande. Il nostro slogan e obiettivo è diventare la più grande piattaforma per comprare vino al mondo. Dopo il servizio di scansione, infatti, è arrivata la flash sale: offerte lampo (da due a cinque giorni al massimo) a prezzi vantaggiosi. Chiaramente focalizzandoci sulle etichette che hanno avuto la valutazione più alta. Il successo è stato tale che oggi abbiamo difficoltà ad inserire tutte le cantine: la lista è infinita. Al momento da questa attività viene il 50% del fatturato complessivo del gruppo.

E il restante 50%?

Lo step successivo alla flash sale è stato il lancio del marketplace: una grande vetrina per gli store che hanno in questo modo uno spazio loro sulla nostra piattaforma. Pensiamo ad una sorta di grande Amazon del vino. In Italia abbiamo oltre 35 store attivi, con Vino75 a coprire la fetta più grossa. E puntiamo a crescere ulteriormente con il coinvolgimento delle cantine: alcune sono già presenti. Il ragionamento è lo stesso: Vivino dà uno spazio alla cantina che rimanda direttamente al sito aziendale da dove avviene la vendita. E questo vale anche per le cantine che non hanno un proprio e-commerce: basta un feed. Col vantaggio che la cantina sarà rimborsata sulle spese di spedizione.

In che maniera la scansione è correlata alla vendita?

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Molto spesso le due cose sono conseguenziali e gli acquisti vengono fatti di impulso nel momento in cui si inquadra quel determinato tipo di vino. Poi chiaramente l’interesse va scemando. Tuttavia, uno dei valori aggiunti di Vivino è che, essendo nato come app, riesce a mantenere viva l’attenzione tramite le notifiche che inviamo agli utenti. A questi acquisti impulsivi, si aggiungono quelli ponderati che di solito avvengono la sera da computer e riguardano soprattutto vini importanti, prevalentemente rossi.

Normalmente qual è la fascia oraria in cui si vende meglio?

La mattina dalle 9 alle 10 e la sera dalle 18 alle 20. L’orario dell’aperitivo è quello migliore perché il cliente è rilassato.

Se, invece, parliamo di periodi dell’anno: sono sempre le feste a tenere banco?

Per il mondo dell’e-commerce il vero momento clou è il Black Friday: qualcosa di incredibile, non ci sono feste che tengano. Poi, in ordine vengono i mesi di novembre, dicembre e ottobre. E se dovessi indicare un altro periodo, direi marzo-aprile, quando escono le nuove annate. Rispetto alla distribuzione tradizionale, però, che registra veri e propri picchi in periodi specifici, le curve e-commerce sono più smussate: si vende quasi sempre.

Visti il come e il quando, cerchiamo di capire cosa si vende …

Diciamo che nel tempo i gusti cambiano. E non dico niente di nuovo. Aggiungerei, però, che il vino è una moda e che a ben vedere parte quasi sempre dall’Italia. Fino a cinque anni fa, si sceglievano i vini in base al prezzo e alla provenienze da zone molto note, come la Toscana. Oggi si va alla ricerca di vini più importanti, tipici e costosi. Le denominazioni più scansionate (non vendute!) su Vivino Italia nel 2019? Champagne, Prosecco, Amarone, Barbera e Barolo.

Possiamo svelare anche i brand?

I primi cinque più scansionati: Antinori, Castello Banfi, Frescobaldi, Donnafugata e Piccini.

Una curiosità: con questo immenso e prezioso database cosa ci fate?

Ce lo hanno chiesto in tanti. Soprattutto produttori e consorzi. Motivo per cui, da ultimo, abbiamo lanciato un servizio di sponsorship a pagamento, per metterlo a disposizione delle cantine. Ci puntiamo molto per il futuro. D’altronde noi possiamo dire esattamente chi compra cosa, da dove e quando. Non solo. Presumibilmente chi va a scansionare un vino, lo sta bevendo proprio in quel momento. Tutte informazioni che una distribuzione tradizionale non può garantire.

Altri progetti per il futuro?

Puntare anche sulla parte educational, sia per far conoscere meglio il vino italiano nel mondo, sia per incrementarne le vendite. Lo scorso dicembre abbiamo fatto una prima prova, lanciando una campagna pubblicitaria dedicata al Brunello di Montalcino, seguita dalla prima nostra vendita en primeur di Brunello 2015 (la super annata che verrà presentata quest’anno). Il risultato? In un solo giorno vendute ben 16mila bottiglie. Sarà stato l’eco di un’annata definita storica o il riscontro della campagna pubblicitaria, sta di fatto che è il Brunello è andato a ruba in Italia e in tutta Europa. Il potenziale è alto. E noi siamo pronti.

a cura di Loredana Sottile

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