Oli d’Italia 2022. I premi speciali. Miglior fruttato medio: Tenute Cristiano

20 Giu 2022, 15:29 | a cura di Indra Galbo
La straordinaria annata in termini qualitativi e quantitativi focalizza le attenzioni dell’ultima campagna olearia sulla Calabria, regione che ha visto emergere nuove interessanti aziende e confermare nomi storici ormai di rilievo nazionale e internazionale. Tra quest’ultimi, Tenute Cristiano cui va il premio “miglior fruttato medio” con il suo Monocultivar Carolea Bio.
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Fondata nel 1919 e oggi gestita da Antonio e Isabella Cristiano, con i consigli professionali dell’agronomo Antonio Lauro, l'azienda Tenute Cristiano basa la sua produzione olearia su 6.000 piante di Carolea in 40 ettari di oliveto. Abbiamo parlato di questa importante realtà con Isabella responsabile commerciale e colonna di questa attività familiare.

Isabella Cristiano tenute cristiano

Quali sono state le tappe principali nella vostra storia che vi hanno portato a questi risultati? 

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Produrre un olio extra vergine di alta qualità che sia giudicato tra i migliori d’Italia da esperti di settore, richiede una grande passione, dedizione, attenzione ai dettagli e capacità di mettersi in discussione costantemente. Non è un risultato cui siamo arrivati da soli, abbiamo investito nel talento e nella professionalità di persone che ci hanno aiutato e insegnato a produrre ad alti livelli, ma abbiamo avuto anche l’umiltà di ascoltare, cambiando a volte tecniche produttive consolidate da anni. Siamo stati disposti a prendere rischi e sperimentare in nome della ricerca continua dell’eccellenza e ancora oggi siamo convinti che possiamo migliorare e imparare.

Come si muove l'azienda sul fronte commerciale e quali sono gli ostacoli più evidenti che vi trovate a dover affrontare da questo punto di vista?

La maggiore difficoltà, a nostro avviso, è quella di fare capire e apprezzare l’olio extravergine di oliva inteso non come un semplice “ingrediente” ma come un prodotto di alta gamma al pari di un vino di altissima qualità. È un controsenso spendere molti soldi per ingredienti gourmet e poi utilizzare un olio d’oliva economico per cucinare o rifinire un piatto. Tuttavia questo discorso è compreso solo da una piccola parte della platea dei consumatori e probabilmente la ragione risiede anche nella limitata capacità che negli anni abbiamo avuto, come produttori e imprenditori, di comunicare e spiegare il prodotto. Sono convinta che oggi, anche con il prezioso aiuto di guide specializzate ed esperti di settore, le cose stiano lentamente cambiando in meglio anche se c’è ancora molta strada da fare.

Quali sono, a vostro avviso, le azioni necessarie per poter migliorare il comparto olivicolo?

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Esiste una necessità urgente di tutelare in maniera più efficace la tracciabilità dell’olio extra vergine di oliva, prodotto in Italia da olive autoctone, dalla minaccia di prodotti di bassa qualità che si presentano come made in Italy, ma che di italiano hanno ben poco. Questa situazione provoca danni irreparabili soprattutto alla piccola e media impresa e a chi lotta per offrire un prodotto di alta qualità, nonché al consumatore finale. La classe dirigente italiana ed europea dovrebbe fare di più e prevedere a tal fine regole molto severe. Questo è un problema trasversale che tocca vari prodotti artigianali nel nostro paese, ma che nel caso dell’olio extra vergine di oliva si presenta come una situazione particolarmente urgente da affrontare alla luce degli scandali emersi negli ultimi anni. Se non si agisce in questo senso, si rischia di compromettere irreparabilmente non solo parte del comparto olivicolo ma più in generale di svuotare di significato il concetto di made in Italy che ci ha resi famosi nel mondo.


Come andrebbe cambiata o migliorata secondo voi la comunicazione dell'extravergine di qualità?

Questa è una domanda non semplice. Certamente rimarcare le proprietà benefiche per la salute dell’olio extra vergine di qualità rispetto a oli prodotti in maniera più economica, a nostro avviso aiuta molto a rendere le persone più consapevoli del prodotto e disposte a investire nell’alta gamma. Poi probabilmente dobbiamo cercare di renderlo un prodotto interessante evitando che sia raccontato e spiegato in maniera troppo tecnica, sforzandoci di usare un linguaggio che sia comprensibile a tutti.

Qual è il vostro approccio al concetto di sostenibilità ambientale?

Tenute Cristiano nasce dall’amore della nostra famiglia per la natura e, quindi, questo è un discorso che abbiamo particolarmente a cuore. Il nostro territorio ci mette a disposizione un patrimonio inestimabile e noi non possiamo solo prendere, ma dobbiamo anche imparare a dare indietro. A tal fine abbiamo investito negli ultimi anni in metodi di agricoltura biologica e in tecniche produttive sostenibili.

Può farci qualche esempio?

Il nostro frantoio utilizza una tecnologia di estrazione moderna senza aggiunta di acqua, realizzando un olio extra vergine di oliva eco-compatibile e di alta qualità. Un metodo di produzione innovativo che non solo ha un impatto ambientale zero, ma produce anche energia elettrica e termica. Abbiamo investito in fonti di energia pulita e da quest’anno l’intera azienda è alimentata con pannelli a energia solare. Cerchiamo, nell’amministrare l’azienda e prendere decisioni, di non pensare in termini di anni ma in generazioni e in tal senso innovazione tecnologica e rispetto per l’ambiente s’incontrano alla ricerca dell’equilibrio perfetto.

Tenute Cristiano - Lamezia Terme (CZ) – c.da Angillito – 338 6264205 - tenutecristiano.com

Oli d'Italia 2022 – pp. 544 – 13,90 euro - acquistabile in libreria e on line

a cura di Indra Galbo

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