Lo chef italo-scozzese vive e lavora in Australia dal 2000. Dal 2013 conduce il ristorante Orana ad Adelaide, con l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica dei nativi australiani. Il progetto gli è valso numerosi riconoscimenti, ma ora arriva al capolinea, “per colpa del Covid”, spiega Zonfrillo. Ma la situazione economica già non era rosea.
Pubblicità

Jock Zonfrillo chiude Orana

L’ultima notizia di una chiusura eccellente arriva dall’Australia, dove è Jock Zonfrillo ad annunciare la fine del progetto Orana, noto ristorante di Adelaide dove il cuoco scozzese ha finora condensato la sua ricerca sulla cucina delle popolazioni aborigene, che gli è valsa numerosi riconoscimenti internazionali (e una fama trasversale: in Australia Zonfrillo è anche giudice di Masterchef).

Un piatto di Jock Zonfrillo

Nella capitale dell’Australia Meridionale Zonfrillo aveva aperto il suo ristorante più celebre nel 2013, e ora è molto diretto nel circoscrivere le riflessioni che lo inducono a mettere fine all’esperienza così come l’hanno conosciuta fino a qualche mese fa clienti in arrivo da tutto il mondo: “Il contratto di affitto scadrà in un paio di mesi e le attuali restrizioni non ci permettono di far quadrare i conti, dunque la chiusura di Orana sarà definitiva”. Se non bastasse, “il futuro incerto per il turismo internazionale e per il settore dell’ospitalità indica che non è il momento per pensare di progettare Orana 2.0. Ma questo non significa che mi fermerò: continuerò a portare avanti le mie ricerche gastronomiche fuori dal ristorante, per cercare di fare la differenza. Anzi, proprio l’incertezza del periodo devi spingerci a essere tolleranti e positivi per portare il nostro contributo: siamo sempre stati un gruppo che ama l’accoglienza (Orana, in lingua aborigena significa proprio “benvenuto”) e rispetta le comunità che hanno condiviso con noi le loro tradizioni, permettendoci di far scoprire al mondo cibi sconosciuti e antichissimi”. Ma, e su questo punto il cuoco che vanta anche origini italiane da parte di padre è lapidario, “sfortunatamente il Covid ha chiuso le nostre porte, anche se quando ci siamo fermati per la prima volta nel mese di marzo nessuno di noi pensava che sarebbe stata la fine” (dunque la situazione è ben diversa da quella che porterà alla chiusura del Relae di Christian Puglisi alla fine del 2020).

Jock Zonfrillo con timmy

Il lavoro di Zonfrillo in Australia

Zonfrillo vive e lavora in Australia dal 2000 (quando arrivò sul continente per l’apertura del Forty One di Sydney, dopo la formazione accanto a Marco Pierre White, a Londra), e da vent’anni è impegnato in un serio lavoro di dialogo e divulgazione antropologica di usi e costumi delle comunità che da millenni abitano sul territorio (oltre che di ingredienti autoctoni sconosciuti ai più): “La mia motivazione principale viene dal riconoscimento di una civiltà che ha lavorato e ha prosperato sulla propria terra per più di 60mila anni. Gli indigeni australiani sono i veri cuochi e gli “inventori di cibo” di queste terre; la loro esclusione dalla nostra storia, e in particolare dalla nostra cultura gastronomica, è inaccettabile”, ci spiegava nel 2018, a seguito della vittoria del Basque Culinary World Prize, assegnato ai cuochi capaci di fare qualcosa di buono per migliorare il mondo.

Pubblicità
Cereali aborigeni

Le difficoltà economiche e l’impegno nella ricerca

Con Orana, che non ha mai riaperto le porte dopo lo stop della scorsa primavera, ha già concluso il suo percorso anche il più giovane bistrot Blackwood, ospitato nello stesso edificio del ristorante gastronomico e fermo dalla fine dello scorso anno; mentre il bar d’ispirazione italiana Mallozzi, aperto all’inizio del 2019 dallo chef, è durato solo sette mesi, prima di chiudere con molti debiti all’attivo. E ora la stampa australiana scandaglia la situazione finanziaria del gruppo amministrato da Zonfrillo, per evidenziare difficoltà economiche che precedono il deflagrare della pandemia: l’ultima notizia segnala che prima di annunciare la chiusura definitiva di Orana, lo chef aveva già messo in liquidazione il ristorante. Ma la ricerca dell’Orana Foundation non si ferma: solo qualche giorno fa, Zonfrillo ha celebrato il completamento di un database sulla cultura gastronomica degli aborigeni australiani (The Indigenous Food Database), che al momento contiene oltre 1400 referenze per raccontare altrettanti ingredienti strappati all’oblio. Il progetto, finanziato dal governo dell’Australia Meridionale e realizzato in collaborazione con l’Università di Adelaide, è solo al primo step, e non sarà pubblico fin quando le comunità aborigene non accetteranno di divulgarlo.

 

a cura di Livia Montagnoli