Oxfam pubblica il suo rapporto annuale sui progressi della Gdo in fatto di rispetti dei diritti del lavoratore. Cinque le realtà italiane analizzate: Coop, Esselunga, Conad, Selex ed Eurospin. Qual è il supermercato più virtuoso?
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Oxfam e l’impegno per i diritti dei lavoratori

Periodicamente, Oxfam (organizzazione no profit impegnata a contrastare la povertà globale) pubblica un rapporto che mette in fila i più noti gruppi della Grande Distribuzione Organizzata in base all’etica del lavoro. Prendendo in considerazione non solo il rispetto dei diritti dei lavoratori direttamente impiegati nei supermercati, ma anche il rapporto con le filiere di approvvigionamento, a partire dal lavoro nei campi. Mai come nelle ultime settimane, il tema è all’ordine del giorno: l’emergenza sanitaria ha messo a dura prova il settore agroalimentare, che pur non essendosi mai fermato ha subito rallentamenti e affrontato ostacoli ancora lungi dall’essere superati. Come la difficoltà di reperire manodopera agricola causata dalla ridotta possibilità di circolazione sul territorio nazionale e internazionale. In questo contesto è maturata la richiesta di regolarizzare chi lavora senza diritti nei campi italiani, sottopagato e costretto a turni massacranti, in condizioni abitative e igieniche precarie, e spesso, nel caso degli stranieri, senza permesso di soggiorno. L’approvazione di una sanatoria da parte del Governo continua a slittare: le ultime ore hanno segnato una resa dei conti, ma Teresa Bellanova si scontra con il no deciso di M5S, tanto da minacciare le dimissioni dalla carica di ministro. Ma quel che è lampante – nel tollerare un sistema di lavoro basato sullo sfruttamento eppure tanto diffuso nei campi italiani – è il ruolo negativo spesso esercitato dalla Gdo (che controlla quasi il 75%  di tutto il cibo e le bevande consumate in Italia, secondo Oxfam), colpevole di speculare sul meccanismo delle aste a ribasso (l’ultimo caso denunciato, lo scorso marzo, ha per protagonista Eurospin), per spuntare il prezzo più conveniente a scapito dei produttori, che a propria volta si rivalgono sui braccianti.

Al giusto prezzo. Le pagelle ai supermercati

Ma c’è anche chi lavora con serietà, e l’obiettivo della campagna di Oxfam Al giusto prezzo è proprio quello di stilare le pagelle etiche dei cinque principali gruppi italiani, per indicare al consumatore come orientarsi nella scelta del supermercato. I nuovi voti alla Gdo italiana arrivano quest’anno in un contesto inedito, che ha investito i supermercati – e chi ci lavora – di un ruolo centrale nella gestione della crisi. Ma quale, tra loro, è il più virtuoso? L’indagine, che riassume il comportamento tenuto nell’ultimo anno, fonda il giudizio finale su diversi parametri: la trasparenza, il rispetto dei diritti dei produttori di piccola scala, il rispetto dei diritti delle donne, il rispetto dei diritti dei lavoratori agricoli e il contrasto al caporalato). E si avvale dei dati pubblicati dalle stesse realtà coinvolte: Coop, Esselunga, Conad, Eurospin e Selex.

La classifica dei supermercati italiani più etici

A conquistare il primo posto è Coop, mentre fanalino di coda è il discount Eurospin, che nella classifica delle “virtù” cumula un punteggio davvero modesto, ferma al 2%, contro il 40% della capolista. Le realtà comprese nel mezzo, invece, migliorano tutte rispetto all’anno precedente; ed è Selex, grazie all’avvio di un progetto di produzione agricola etica a contrasto del caporalato, a crescere in modo significativo, fino a raggiungere una percentuale del 23%, subito dietro a Conad (25%) ed Esselunga (28%), che pure registrano miglioramenti. Coop detiene il primo posto per tutti i parametri presi in esame, e nell’ultimo anno si è distinta per aver avviato un percorso di riconoscimento delle disuguaglianze di genere nelle filiere. Per quel che riguarda il meccanismo delle aste a ribasso, “contro le aste elettroniche a doppio ribasso si sono fermamente espresse Coop Italia, Conad, Gruppo Selex ed Esselunga. Eurospin, da anni sollecitata a mettere fine a questa pratica commerciale scorretta continua a non rispondere e a non prendere impegni vincolanti”, rileva Oxfam. Più complicato il tema delle disuguaglianze di genere: fatta eccezione per Coop, le realtà analizzate ottengono un punteggio pari a 0, perché non risulta nessun impegno a favorire pari condizioni lavorative ed equo trattamento per le donne impiegate nella filiera.

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1 Coop  40%

2 Esselunga 28%

3 Conad 25%

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4 Selex 23%

5 Eurospin 2%