Con due tonnellate di formaggio rimasto invenduto causa pandemia, i monaci cistercensi di Citeaux hanno lanciato una campagna online. E in due giorni sono stati subissati di ordini. La storia del loro formaggio d’abbazia.
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L’Abbazia di Citeaux e il suo formaggio

In Borgogna, l’Abbazia di Citeaux esiste dal 1098. La sua fama è legata a Bernardo da Chiaravalle e all’ordine da lui fondato a Chiaravalle qualche anno più tardi: Citeaux, infatti, sarà culla della Riforma cistercense, e ancora oggi la comunità dei 19 frati trappisti che la abitano segue la regola di Bernardo. Come tradizione di molti monasteri, anche il centro borgognone è fucina di produzione di marmellate, tisane, liquori e prodotti naturali per la cura del corpo. Ma i monaci di Citeaux tramandano anche la produzione di un formaggio di mucca a pasta semi-molle (tipo Reblochon), lavorato artigianalmente a partire dal latte garantito dai 75 capi di proprietà della comunità monastica e affinato nella cantina dell’abbazia da oltre cento anni. La sua fama è arrivata fino in Giappone, tra i Paesi del mondo normalmente raggiunti dalle spedizioni approntate dai monaci, che vendono gran parte del loro tesoretto caseario a ristoranti e negozi specializzati, o agli ospiti che visitano numerosi l’abbazia. La pandemia, però, ha paralizzato gli scambi: con la ristorazione francese costretta a fermarsi diversi mesi fa e l’obbligo di interrompere l’ingresso al pubblico in abbazia, la comunità di Citeaux si è ritrovata con un gran numero di forme di formaggio rimaste invendute (problema comune a tanti piccoli caseifici artigianali fuori dal giro della grande distribuzione).

La vendita online per salvare la produzione

Come rimediare, di fronte all’impossibilità di impedire alle mucche di produrre latte in attesa di tempi migliori? L’aiuto inaspettato è arrivato dall’e-commerce. Obiettivo: vendere in tempi brevi – per non compromettere la conservazione del formaggio – circa due tonnellate di prodotto (quattromila forme) rimasto bloccato per un calo delle vendite pari al 50% rispetto alla consueta, fiorente attività del caseificio trappista, che in passato ha ricevuto anche una medaglia d’argento al concorso internazionale di cibi e bevande di Lione per la qualità del proprio formaggio. Ecco perché i monaci di Citeaux si sono rivolti alla piattaforma Divine Box, riscuotendo un successo immediato e inatteso: in poco più di 24 ore, infatti, la startup fondata quattro anni fa a Parigi per vendere online i prodotti dei monasteri francesi è stata subissata di ordini, tanto da esaurire le scorte nel giro di un fine settimana. Dall’inizio della pandemia, la piattaforma si è attivata per supportare le comunità monastiche avviando operazioni promozionali ad hoc per smaltire le scorte di produzione rimaste invendute da quando i centri religiosi non possono più ricevere visite.

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Monaco di Citeaux fa il formaggio

Un’operazione di successo

Mai, prima d’ora, però, un’iniziativa di vendita speciale aveva suscitato tanto interesse: proposte al prezzo di 23 euro l’una, le forme sono andate a ruba, e tutto il vendibile – una mole di prodotto di poco superiore alle due tonnellate – è stato aggiudicato, complice anche il periodo pasquale. Sorpresi e soddisfatti i monaci, inizialmente restii ad affidarsi a un canale di vendita tanto distante dalla loro filosofia, anche per la difficoltà di approntare la logistica delle spedizioni: “Da soli non saremmo stati in grado di garantire il rispetto della catena del freddo. Si tratta di un lavoro professionale”, spiegano oggi i monaci. Ma Divine Box è arrivata in soccorso, prenderà in carico le consegne e le distribuirà in tutta la Francia. Un sospiro di sollievo per la comunità di Citeaux, che trae il 60% del proprio fabbisogno dalla vendita del formaggio, e ha guadagnato con questa operazione maggiore visibilità: negli ultimi giorni, molti nuovi utenti hanno curiosato sul sito dell’abbazia, in cerca di informazioni sulle altre produzioni artigianali di Citeaux. In attesa che anche le visite al suggestivo monastero possano riprendere.