L’idea è dell’Accademia del Panino Italiano, la fondazione che punta a promuovere e valorizzare nel mondo il panino, icona del made in Italy.
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I Panini della Rinascita – il menu di una nuova unità d’Italia” è un progetto messo a punto  dall’Accademia del Panino Italiano durante il lockdown, in collaborazione con Guido Bosticco, docente di scrittura creativa all’Università di Pavia, per esprimere in modo simbolico la voglia di ricominciare. Risultato: un menu-panini articolato attorno a 5 parole-simbolo della rinascita, e proposto in circa 200 locali di tutta Italia che hanno aderito, ognuno interpretando le 5 parole in modo personale e creativo. E sono 5 parole speciali, che esprimono valori comuni e concetti forti: Mai Visto, Abbraccio, Vicini, Noi, Il Sogno.

La terrazza del Turin Palace Hotel

Panini 4 stelle al Turin Palace

La grande novità è che per la prima volta i Panini della Rinascita arrivano anche in hotel, e in un 4 stelle di charme e di lunga tradizione come il Turin Palace di Torino, l’unico grande albergo italiano ad aver aderito al progetto di convivialità e di condivisione dell’Accademia del Panino.

Il perché lo ha spiegato, nello scenario da favola della terrazza sospesa fra la collina, la Mole, il Grattacielo, insomma i simboli della città, Piero Marzot, il direttore dell’hotel: “Il Turin per storicità e vocazione, è ambasciatore delle eccellenze del nostro Paese e il panino ha un posto di primo piano nella nostra tradizione gastronomica. Perché racconta l’attenzione, la cura, la ricerca e la passione di tanti agricoltori, allevatori e artigiani italiani per regalarci sapori straordinari.”

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Così lo chef e la brigata di Les Petites Madeleines, il ristorante del Turin Palace Hotel, hanno elaborato il proprio “Menu della Rinascita” utilizzando ingredienti d’eccellenza del territorio italiano, con un tanto di spirito di appartenenza nazionale che non guasta, e molto di quell’idea di ricordo di infanzia che il panino, la nostra classica merenda, racchiude in sé.

Un panino della rinascita

Il menu panini del Turin

Al Turin il menu ne comprende quattro, nati tutti da idee di chi lavora qui. C’è l’Abbraccio di Imane, la responsabile Food&Beverage, che arriva dal Marocco e ha pensato a un abbinamento di cucina mediterranea come polpo e patate, che uniscono in un abbraccio ideale il mare e la terra.

Boris, chef de partie, ha ideato Noi, un panino da condividere e mangiare in compagnia, un classico “prosciutto e mozzarella” (Cotto ’60 di Branchi, bufala a Km zero dell’azienda Chicco di Carmagnola, pomodori secchi sott’olio del piccolo Frantoio di Oneglia). Mentre Chiara, sous chef, ha creato Vicini, un panino che racconta il territorio dove lei è cresciuta: la salsiccia cruda e il formaggio di Bra, con qualche fetta di peperone arrostito. E poi c’è il quarto panino, quello dello chef Beppe, “Il Sogno”, che ha ottenuto il marchio autenticità “Panino Italiano”, riconoscimento ufficiale rilasciato dall’ Accademia del Panino. Per “Il sogno di…Beppe”, lo chef Giuseppe Lisciotto, calabrese, che ha nel cuore la sua terra da cui durante i mesi del lockdown è rimasto lontano, sceglie come ingredienti ‘nduja di Spilinga, provola silana leggermente fusa, melanzane fritte a fette e insalata lollo.

Per continuare a esaltare il legame con il territorio, per ogni panino viene proposto nel menu un abbinamento ideale con un vino – un Roero Docg, un Terre di Cosenza Pollino Doc – con una birra come la Lady Macbeth del Birrificio San Michele della Val di Susa, con un cocktail, come il Gin Taggiasco e Tonica, ideale con l’Abbraccio.

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I panini entrano dunque come proposta ufficiale del Turin e del suo ristorante: per una pausa pranzo veloce (l’hotel è proprio davanti alla stazione di Porta Nuova, e il panino da sempre è una soluzione ideale per chi arriva o chi parte), come per un aperitivo più ricco la sera.

Ma soprattutto sono un messaggio di rinascita, di identità, di memoria, di condivisione. Anche in un grand hotel.

Turin Palace Hotel – Torino – via Sacchi, 8 –   www.turinpalacehotel.com

 

a cura di Rosalba Graglia