Lampone ZR: green e senza residui chimici. Oggi è possibile

6 Mag 2022, 18:54 | a cura di Gambero Rosso
Sembra cosa di poca importanza, nonostante sostenibilità e produzione green siamo ormai concetti pervasivi. In realtà si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana nella frutticoltura.
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È nato nei giorni scorsi il primo lampone a residui zero, ovvero che nelle diverse analisi non mostra presenza di residui chimici di alcun genere. Lo ha messo a punto e registrato l’azienda trentina Sant’Orsola, leader nella produzione di frutti di bosco, e a inizio maggio il frutto è stato approvato da un ente certificatore terzo riconosciuto dal Ministero per le politiche agricole. Sembra poca cosa, ma immaginate se fossero le mele trentine o le pesche emiliane a residuo zero: si tratta infatti di colture dove sono decine i trattamenti che devono essere fatti per garantire la produzione. E tenete anche presente che il lampone è uno dei piccoli frutti rossi maggiormente delicato e difficile da coltivare e preservare da malattie e parassiti.

Un lavoro di anni, tra ricerca e sperimentazione in campo

La novità annunciata dalla cooperativa agricola trentina di Pergine Valsugana, all’interno del Villaggio dei Piccoli Frutti, è una sorta di rivoluzione copernicana nella frutticoltura: è il risultato di anni di studi e rigorose sperimentazioni compiute dallo staff aziendale di tecnici specializzati in simbiosi con i soci produttori sul campo. E si affianca al mirtillo, pure a residuo zero, in produzione dal 2020 nei terreni dei soci attivi inizialmente nelle zone collinari di Sicilia e Marche, e da quest'anno anche in Trentino ed in Calabria: novità assoluta per l'Italia, il mirtillo venne messo in commercio nel 2021 non appena superata la fase acuta della crisi pandemica.

Una filiera dedicata alla produzione green

Il Lampone RZ (residui zero) Sant'Orsola è totalmente italiano, ottenuto da varietà di proprietà della cooperativa stessa tra le molte brevettate e nella disponibilità dei soci. È certificato da Csqa ed è dunque indenne alla raccolta da prodotti fitosanitari, nel pieno rispetto di quanto previsto dal disciplinare dell'ente preposto ai controlli. Il residuo zero è frutto di un sistema di gestione aziendale virtuoso lungo l'intera filiera e basato su rigorose pratiche agricole sostenibili, le uniche in grado di produrre un simile risultato.

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S.O. LAMPONE RESIDUO ZERO PRIMO PIANO

Da lunedì sugli scaffali. “Frutto di una vision complessiva”

Sugli scaffali della grande distribuzione e nei negozi di ortofrutta è in vendita dalla seconda settimana di maggio, disponibile nel tradizionale cestino coperchiato in materiale riciclato e riciclabile, nelle pratiche confezioni da 125 grammi. Concetto sviluppato dal alla presentazione del nuovo Lampone RZ. “Questo lampone” afferma Matteo Bortolini, Direttore Generale della Società cooperativa Sant'Orsola “è frutto della naturale evoluzione della nostra visione complessiva. Noi siamo orientati da tempo a garantire la sostenibilità totale della produzione delle nostre aziende agricole in rapporto stretto con le esigenze di naturalità e salubrità espresse dal consumatore. I nostri piccoli frutti a residuo zero non sono comunque l'unico obiettivo della Società cooperativa, ma una nostra naturale evoluzione che si sviluppa in molteplici direzioni. I piccoli frutti a residuo zero rappresentano un successo indiscutibile vista l'ottima accoglienza riservata l'anno scorso dai consumatori e dal mercato al nostro primo Mirtillo RZ. Diciamo che rappresentano il nostro contributo tangibile e saporito alla preservazione della natura, risultato del nostro progetto basato su sostenibilità e sicurezza alimentare”.

Il mercato dei piccoli frutti

La cooperativa è tra le più importanti di settore, da 40 anni produce in Trentino e in alcune regioni italiane le migliori qualità di piccoli frutti, fragole e ciliegie. Il suo Lampone RZ viene coltivato dai suoi soci in alcuni territori particolarmente vocati dove i metodi di produzione sono totalmente rispettosi della natura e seguono rigidi e controllati protocolli di lotta integrata. “I soci” afferma Bortolini “sanno che difendere la natura garantisce al massimo la qualità”.

Una ricerca e una conoscenza da diffondere

La Sant'Orsola produce non solo piccoli frutti, fragole e ciliegie, ma – ed è il vanto del management aziendale – diffonde conoscenza: la condivide con i soci produttori e la mette a disposizione dei cittadini garantendo frutti salubri. “Il Lampone RZ, infatti, è il risultato di 15 anni di ricerche effettuate nel campo sperimentale aziendale attivo sull'altopiano trentino della Vigolana, i cui risultati sono trasferiti ai soci produttori che li praticano nei campi di loro proprietà. È dunque un figlio virtuoso dell'intera filiera” spiega Mario Anelli, responsabile della comunicazione aziendale. “Produrre il Lampone RZ ha richiesto la somma di molte competenze acquisite dall'intero staff di ricercatori e sperimentatori della cooperativa agricola: la pianta del lampone è infatti molto delicata per sua natura. Ottenere il residuo zero ha dunque obbligato a utilizzare tutte le tecniche agronomiche accumulate in lunghi anni di lavoro usando metodi di lotta naturale per ottenere un lampone resistente e molto buono al gusto”.

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L’impatto ambientale della frutticoltura

Per dare un’idea di quanto siano impattanti sul fronte ambientale le produzioni frutticole, basti pensare che una delle regioni leader nelle coltivazioni come l’Emilia Romagna sembra che stia pensando – a sentire gli agronomi dell’ente agricolo regionale – alla sostituzione di almeno una parte dei pescheti con le nocciole: questa coltura, infatti, ha bisogno di due-tre trattamenti l’anno a fronte di una serie di almeno 20 trattamenti riservati ad altre colture. Sarebbe davvero una sorta di rivoluzione green arrivare a un modello di agricoltura integrata che garantisca il residuo zero alla raccolta, ovvero frutta su cui l’uso di elementi cimici non lascia traccia alcuna. Inoltre, le tecniche innovative di coltivazione permettono a Sant’Orsola di risparmiare il 30% di acqua rispetto alle pratiche convenzionali e di favorire la presenza di insetti “utili” a discapito dei nocivi.

S.O. LAMPONE RESIDUO ZERO PRIMO PIANO

Cosa è il residuo zero

Il residuo zero garantisce la insussistenza di residui da fitofarmaci nel frutto in vendita, ovvero la sua salubrità. La produzione del Lampone RZ, di Sant’Orsola, in particolare, è conforme allo standard attestato ufficialmente da Csqa per coltivazioni mediante tecniche di lotta integrata con residui di fitofarmaci addirittura inferiori al limite di quantificazione analitica (0,01 parti per milione) secondo metodi standard europei di misura praticati, riconosciuti e validati dalle autorità competenti. “Tutte le produzioni frutticole della Cooperativa" spiega Anelli "sono inoltre regolate da molti anni dal rigoroso isciplinare di lotta integrata Sant'Orsola, conforme alle Linee guida nazionali che normano tale modalità”.

Le proprietà del lampone

Il lampone è un noto cibo brucia-grassi, aiuta cioè nella metabolizzazione dei lipidi. Il suo apporto calorico, inoltre, è limitato in virtù del suo basso contenuto zuccherino e ben si addice a chi sceglie regimi alimentari controllati e ipocalorici in quanto contiene una notevole presenza di fibre e di acqua. Questo piccolo frutto rosso è poi notoriamente ricco di vitamine e ha quindi proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie protettive della salute. Oltre ad avere un grande valore anche dal punto di vista organolettico, proprio per la sua bella acidità che fa da pendent all’impatto dolce e si sposa bene a diverse preparazioni culinarie, oltre a essere un eccellente solista a tavola.

a cura di Gambero Rosso

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